A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ _The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours | of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024 | of 2025 | of 2026

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Brazil, CAB: ANALISI DELLA SITUAZIONE - CAB - SETTEMBRE 2026 (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Mon, 19 Oct 2026 08:05:57 +0300


Sosteniamo un programma di lotta che non sacrifichi la propria indipendenza di classe in cambio di cariche, favori o agende filo-governative. Come forza di resistenza piccola ma determinata, al fianco degli oppressi e degli sfruttati, continueremo - come sempre - a partecipare alle lotte che nascono dal basso, restando fuori dal governo e liberi da qualsiasi collaborazione con i padroni. Di fronte alla situazione attuale, puntiamo a costruire soluzioni concrete insieme a chi lotta, senza perdere di vista la nostra visione libertaria e socialista e guidati dalla convinzione che non possiamo aspettarci nulla se non ciò che proviene dal popolo stesso.

LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA BORGHESE
Il panorama politico brasiliano presenta una ferita aperta. Come anarchici, dobbiamo agire su questa ferita e promuovere un immaginario politico diverso, sostenendo istanze che sfidino il sistema costituito. La democrazia borghese - storicamente il meccanismo più efficace per mediare il conflitto di classe - mostra chiari segni di esaurimento nell'attuale fase di un capitalismo tormentato dalle crisi. I sintomi sono sotto gli occhi di tutti: aperture a colpi di stato "soft" o autoritari che mirano a una ristrutturazione istituzionale per smantellare i diritti conquistati a fatica, vincolando così lo Stato a politiche di austerità che stringono la cinghia alle classi lavoratrici, allentandola invece per le élite parassitarie e di rendita del Paese. Le misure di aggiustamento fiscale - che cambiano spesso nome (tetti alla spesa, quadri fiscali, nuovi quadri fiscali) - mantengono l'obiettivo fondamentale di limitare la spesa sociale. Ciò innesca una corsa alla sopravvivenza individuale in un'economia periferica e agro-esportatrice, dove la maggioranza della classe lavoratrice è impiegata nel settore dei servizi o nell'economia informale (inclusi i *MEI* - micro-imprenditori individuali). L'esaurimento - e il definitivo tramonto - della "Nuova Repubblica" è evidente nell'incapacità del sistema oligarchico-partitico di sostenere le coalizioni e la conciliazione di classe tipiche di un riformismo ormai superato; un sistema che ha spinto l'apparato statale a imporre alla popolazione un'austerità mediata, ignorando la forza che i movimenti sociali possedevano un tempo - e che hanno poi perso - a causa di una politica di conciliazione rivelatasi disastrosa per la loro formazione politica. La lezione da trarre da questo breve periodo di ridemocratizzazione, durante il quale la stragrande maggioranza della sinistra ha riposto le proprie speranze nelle elezioni, è che le soluzioni ai nostri problemi non arriveranno dalle urne. Gli episodi che coinvolgono Daniel Vorcaro, i legami viscerali tra i deputati dell'ALERJ e la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro legato al traffico di droga connesso a Faria Lima e le polemiche sugli emendamenti parlamentari - tra i vari fatti recenti - mettono a nudo ciò che già sappiamo: la democrazia liberale rappresentativa è totalmente asservita agli interessi dei ricchi e occupare spazi istituzionali non offre altra alternativa se non quella di mangiare il trogolo insieme a questi porci.

Di conseguenza, per restare in piedi, questa repubblica in disfacimento intensifica il controllo su corpi e menti. Ciò avviene non solo attraverso le forze di polizia e la magistratura - che hanno inasprito la repressione sia nelle aree rurali che in quelle urbane, come dimostra il crescente numero di omicidi di attivisti e di sgomberi forzati - ma anche tramite chiese neopentecostali e milizie al servizio dello status quo, soffocando così la capacità di agire delle classi lavoratrici. La funzione di controllo dello Stato è direttamente collegata a quel "maschilismo" che ha conquistato le menti dei giovani attraverso i social media; tale ideologia cerca di razionalizzare il malessere che questo sistema ci infligge a livello soggettivo promuovendo ogni sorta di teoria misogina, alimentando in ultima analisi alti tassi di femminicidio e di violenza contro le donne cisgender, nonché contro le popolazioni trans e *travesti*. Non si tratta di una semplice coincidenza, bensì di un elemento costitutivo dell'avanzata dello stato di polizia: uno Stato necessario alla prosecuzione di un'agenda neoliberista che promuove soluzioni individualistiche (imprenditorialità, scommesse, cultura degli influencer). Tali soluzioni erodono il tessuto sociale fondato sulla solidarietà di classe, spegnendo così la speranza in un futuro diverso. Questa violenza tra gli ultimi - alimentata da una narrazione secondo cui non c'è un futuro per tutti - mira a smantellare, attraverso la paura, l'auto-organizzazione di base che abbiamo faticosamente costruito negli ultimi tempi.

IMPERIALISMO E INTERVENTISMO
La situazione in Brasile si fa pericolosa se osservata nel contesto internazionale. Di fronte a un profondo declino e alla perdita di egemonia politica ed economica, gli Stati Uniti stanno abbandonando l'ipocrisia della loro retorica su multilateralismo, diplomazia e rispetto del diritto internazionale; si stanno ritirando dagli accordi internazionali e ignorando le decisioni dell'ONU - lasciando l'ONU stessa allo sbando - mentre mostrano gli artigli ai loro concorrenti. Questi artigli stanno affondando nell'America Latina attraverso una nuova strategia di sicurezza nazionale che riesuma la Dottrina Monroe: una politica imperialista nei confronti del nostro continente, volta a depredare le nostre risorse naturali. Finora abbiamo assistito a una molteplicità di strategie di intervento. Il primo aspetto riguarda l'ingerenza nei processi elettorali - sostenuta da aiuti finanziari e informativi provenienti dall'estrema destra interna a tali paesi (come visto di recente in Perù) - accompagnata dalla minaccia di pesanti dazi volti a spingere le borghesie locali ad allinearsi con l'imperialismo. Tuttavia, non esistono più vincoli all'intervento imperialista diretto degli Stati Uniti. In una mossa senza precedenti, forze straniere hanno sequestrato il presidente Nicolás Maduro, spinte dall'interesse a depredare il petrolio venezuelano per alimentare le proprie guerre. Sta emergendo un'altra narrazione volta a giustificare un intervento in territorio brasiliano, incentrata sulla riclassificazione delle organizzazioni di narcotraffico come gruppi terroristici; ciò crea precedenti giuridici per un intervento nel Paese - un intervento di cui riconosciamo le vere motivazioni: la sottomissione di chi si ribella - in particolare le popolazioni organizzate nei movimenti sociali - e l'accaparramento di materie prime essenziali per le nuove tecnologie.

Pertanto, la questione centrale è di natura ambientale e verte sulla difesa della natura e delle popolazioni che vivono nelle cosiddette "zone di sacrificio". Le aree di frontiera del capitale - come l'Amazzonia, il Pantanal e la regione MATOPIBA (Maranhão, Tocantins, Piauí e Bahia) - così come i nuovi codici minerari, forestali e ambientali, fanno parte di un processo distruttivo volto a finanziare guerre e garantire profitti. Tutto ciò aggrava il cambiamento climatico, le cui conseguenze ricadono in modo sproporzionato sugli oppressi e sugli sfruttati di questa terra sotto varie forme: desertificazione nel Nord-est, incendi nel Pantanal, nonché piogge torrenziali, frane e venti di burrasca nel Sud e nel Sud-est.

In sintesi, l'intervento statunitense mira non solo a garantire la continuità del neoliberismo come logica economica e politica dominante - approfondendo così la supersfruttamento - ma anche ad aprire spalancare le porte attraverso la capitolazione locale, consegnando su un piatto d'argento risorse strategiche ai centri del capitale globale affinché vengano utilizzate nella corsa agli armamenti mondiale. QUADRO ELETTORALE
Lo scenario elettorale prevalente indica, con ogni probabilità, la vittoria di Lula per il suo quarto e ultimo mandato: un mandato che non lascerà alcuna eredità strutturale, offrendo solo briciole che potranno essere - e saranno - brutalmente sottratte non appena se ne presenterà l'occasione. La sua vera eredità è stata la domesticazione dei movimenti sociali e dei sindacati; Questi gruppi hanno spostato l'attenzione sull'interesse del partito a mantenere il controllo sulla gestione dello Stato - e sui privilegi che ne derivano - usando la lotta popolare come merce di scambio nelle trattative con le élite. Dove un tempo c'erano cortei, occupazioni, abbattimento di recinzioni, scontri e speranza, oggi restano solo mobilitazioni online - attente a evitare qualsiasi spettro che ricordi le proteste del 2013 - come si è visto, ad esempio, nella gestione della campagna guidata dal movimento VAT contro l'orario di lavoro "6×1", una mobilitazione di cui contestiamo attivamente l'orientamento.

Durante tutto il processo elettorale, persiste un solido 30% di opposizione a Lula: un blocco composto da bolsonaristi, conservatori, reazionari, fascisti e liberali, uniti dal rifiuto del governo del Partito dei Lavoratori (PT). Pur fingendo di ribellarsi al sistema, in realtà cercano di rafforzarlo, sperando di accumulare ricchezza o di sfuggire alla propria miseria; il tutto mentre nulla sembra cambiare e la vita si fa più dura, accelerando il processo di disgregazione sociale in atto.

Altre strategie elettorali volte a mobilitare gli elettori puntano su un futuro che non arriva mai; illudono i lavoratori che qualcuno della loro stessa classe - una volta conquistata la presidenza o un seggio parlamentare - cambierà la situazione, nonostante la storia dimostri ripetutamente il contrario.

Noi, anarchici e socialisti libertari, tiriamo la corda dal basso e da sinistra, restando fuori dal gioco elettorale. Costruiamo organizzazioni e movimenti capaci di strappare diritti ai potenti, con l'obiettivo di sfidare il loro potere attraverso la lotta diretta. È attraverso questa pratica continua e costante - la lotta di classe - che cerchiamo di far crescere un popolo forte, che non riponga alcuna speranza nella democrazia borghese.

Ecco perché dichiariamo a gran voce: SOLO LA LOTTA CAMBIA LA VITA; solo movimenti sociali autonomi e combattivi possono liberarci dalla morsa in cui siamo stati costretti. Vittorie e risposte in tal senso arrivano dai popoli indigeni, che smascherano i piani di distruzione ambientale camuffati da sviluppo. Queste lotte dimostrano come l'azione diretta e l'indipendenza possano superare i tentativi di cooptazione delle vittorie politiche, senza cedere al fascino delle strutture rappresentative che cercano di manipolare i movimenti. La nostra strategia è la più realistica possibile, dato il contesto - privo di vie d'uscita istituzionali - e l'ambiente culturale individualista e conservatore in cui viviamo. Ci impegniamo a riconquistare le strade, i sindacati e i movimenti, e a costruire organizzazione laddove essa manca, per affrontare l'inevitabile scontro e rilanciare mobilitazioni basate sui nostri interessi locali e nazionali. Non possiamo più permetterci illusioni.

Solo la lotta cambia la vita!!

Coordinamento Anarchico Brasiliano

Settembre 2026

https://cabanarquista.com.br/analise-de-conjuntura-cab-setembro-2026/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center