|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, UCADI #211 - CEUTA: facimme ammuina (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 5 Oct 2026 06:23:40 +0300
Il 30 luglio 2026 circa 60.000 persone, (e più di 1000 morti dei quali
non parla nessuno) sospinti da agenti dei servizi segreti marocchini e
forse di altri paesi, facilitati dalla polizia di frontiera marocchina,
hanno varcato i confini che dividono la exclave di Ceuta dal Marocco,
invadendo a tutti gli effetti quello che è territorio spagnolo, ma non
appartiene né all'Europa né all'area Schengen. Alle origini dell'esodo
stanno una serie di fake news che hanno fatto credere a costoro che
entrando in territorio spagnolo avrebbero potuto usufruire dei
provvedimenti emanati dal governo Sanchez di riconoscimento del permesso
di soggiorno (non della cittadinanza) a persone da anni presenti in
Spagna e titolari di un rapporto di lavoro certificato. I migranti
spinti ad invadere Ceuta pensavano, anche utilizzando una sentenza della
Corte Suprema spagnola, che giustamente riconosce il diritto dei
richiedenti asilo a veder valutata la loro richiesta, di poter
beneficiare del provvedimento, una volta giunti sul territorio
metropolitano spagnolo. Ma perché ciò potesse avvenire avrebbero dovuto
attraversale il canale, cosa non semplice. Si trattava quindi di una
invasione del Marocco per una acquisizione del territorio.
Va detto che in Marocco non è nuovo a questi metodi utilizzati per
risolvere questioni di politica interna ed estera che riguardano il
paese: basti ricordare la cosiddetta "Marcia verde", del novembre del
1975 guidata dallo stesso sovrano per acquisire il controllo del
Saharawi, già possedimento spagnolo depredandolo delle sue risorse
minerarie e soprattutto dei fosfati e dei diritti di pesca lungo le sue
coste. È bene ricordare che la marcia si concluse con l'acquisizione di
fatto al Marocco del territorio e l'insediamento di popolazioni
marocchine sul territorio, espellendo le popolazioni autoctone,
obbligate a vivere in accampamenti nel deserto in territorio algerino e
a cercare di opporsi con la guerriglia all'occupazione illegittima del
loro territorio.
La stessa strategia è stata invocata, fin dal 12 marzo 2026 da Michael
Rubin, ex-ufficiale del Pentagono e membro senior dell'American
Enterprise Institute (think tank molto influente in materia di politica
estera) che ha pubblicato un commento sul sito web dell'istituto,
secondo il quale gli USA dovrebbero riconoscere Ceuta e Melilla come
territorio marocchino occupato sulla scia del riconoscimento fatto da
Trump nel suo primo mandato della sovranità del Marocco sul Western
Sahara e a Rabat di mandare bulldozer al confine ed entrare a Ceuta e
Melilla disarmati alzando la bandiera marocchina.
La tendenza statunitense ad attaccare la Spagna viene rafforzata in
aprile dalle dichiarazioni di Mario Diaz-Balart, chairman del comitato
del congresso USA sulla sicurezza nazionale e consigliere di Rubio, che
dichiara al quotidiano "El Espanol" che Ceuta e Melilla non sono su
territorio della Spagna, ma del Marocco e dagli israeliani che su
"Ynet", uno dei maggiori siti di notizie del paese, si chiedono: "Gli
accordi di Abramo raggiungono lo stretto. Come può Israele aiutare il
Marocco a reclamare il suo Nord?" e individuano il sostegno tramite
canali preferenziali con Washington, come la strada maestra e invitano
ad attaccare la Spagna che riconosce la Palestina, mentre mantiene le
enclave africane. Questa scelta darebbe concretezza agli accordi di
Abramo e punirebbe un membro della NATO che ha ripetutamente ostacolato
l'azione dell'alleanza.
Ben consapevole di queste premesse il governo spagnolo ha risposto alla
tentata invasione chiudendo ogni attività a Ceuta e rendendo la città
invivibile, costringendo così più di 50.000 persone a rientrare
immediatamente nei confini marocchini, ma ormai l'effetto spot
dell'iniziativa era stato raggiunto: terrorizzare l'opinione pubblica
europea paventando una invasione. Italia e Danimarca richiedevano la
sospensione di Schengen, affermando che questi migranti potessero
entrare in Europa, e promuovevano una riunione dei ministri degli
interni di 22 paesi europei, alla quale hanno aderito anche: Austria,
Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Ungheria, Lituania, Olanda,
Romania, Slovacchia, Belgio, Cechia, Cipro, Grecia, Finlandia, Lettonia,
Malta, Polonia, Slovenia.
Il Marocco come "agente provocatore"
Consapevoli che si sia trattato di una provocazione bisogna chiedersi da
chi questa è stata orchestrata e perché ha proprio scelto il Marocco
come agente per metterla in atto, a chi interessa provocare problemi al
governo Sanchez. Come dimostrano i fatti sono gli Stati Uniti, primi tra
gli altri ,che non hanno digerito il rifiuto di Sanchez dell'utilizzo
delle basi statunitensi in Spagna da usare come trampolino di lancio per
l'attacco all'Iran; Altro elemento è costituito dalla politica di
Sanchez nei confronti dello Stato di Israele.
Il Marocco è uno stretto alleato degli Stati Uniti che ha sottoscritto i
"patti di Abramo" che riconoscono Israele, il paese costituisce di fatto
la testa di ponte USA in Africa, per penetrare in un continente nel
quale gli Stati Uniti diventano sempre più marginali. Inoltre, come è
noto, il Marocco è un paese largamente infiltrato da Israele, che ne
controlla la classe dirigente e il mainstream, un paese nel quale la
forte anche se non numerosa comunità israelitica che vi opera da secoli
è bene accettata, è forte e protetta dal sovrano: un sovrano, peraltro
sempre distante dal paese. che vive in Francia e che ha delegato la
gestione dello Stato alla sua Corte, formata dai ricchi proprietari
terrieri e dai titolari dei grandi conglomerati industriali e minerari
che dominano il paese. Il trait d'union tra la classe dirigente
marocchina e la finanza internazionale è stato storicamente assicurato
da André Azoulay, consigliere economico di re Hassan II (dal 1991 al
1999) e del figlio Muhammad VI e al tempo stesso membro del Board della
Banca Paris-Bass, nonché esponente della comunità ebraica marocchina,
che ha di fatto guidato la politica del Marocco. Il ruolo della
componente ebraica nella politica marocchina è stato sancito dalla
riforma costituzionale del 2011 che tra l'altro ne ha riconosciuto
l'importanza nella vita del paese.
Ma il sistema economico marocchino per svilupparsi ha bisogno anche
dell'Unione europea, nei confronti della quale opera attraverso lobby
presso la Commissione europea a Bruxelles, che corrompono funzionari e
politici europei, come hanno dimostrato alcuni casi venuti alla luce
(Quatargate 2022), e che hanno coinvolto eletti di destra e di sinistra
pur di ottenere facilitazioni per l'economia agricola e le esportazioni
marocchine, facendo concorrenza alle produzioni dei paesi europei
mediterranei, grazie a trattamenti agevolati e di favore, ottenendo il
riconoscimento dei diritti di pesca e la copertura politica
dell'occupazione del Saharawi.
Il Marocco è uno Stato musulmano il cui sovrano si considera l'erede di
Maometto, in linea diretta, ed è quindi persona sacra, che approfitta
della sua posizione istituzionale per esercitare una funzione di
controllo ferreo sull'esercizio del culto, benché professi i un islam
moderato. Il ministero per i Wquf del Governo marocchino gestisce tutte
le mosche, in gran parte di rito malakita, finanziate dal Marocco,
presenti in Europa, che costituiscono insieme a quelle facenti capo alla
Turchia, una delle reti più forti di strutture religiose islamiche nel
continente europeo, sulle quali esercita un controllo ferreo e,
attraverso queste, sulla popolazione migrante che vi afferisce,
garantendo ai sistemi di sicurezza occidentali ogni collaborazione,
soprattutto nel controllo delle seconde e terze generazioni, per
contrastare le reislamizzazioni. Per questo insieme di motivi le
autorità marocchine di polizia sono ben gradite nell'ambito securitario
europeo, disponibile a chiudere un occhio e forse anche due, sulle
attività che esse svolgono.
L'effetto immagine di Ceuta
Anche se i 60.000 sono stati respinti "l'effetto immagine" di una
valanga umana che si riversa su un territorio sedicente europeo ma in
realtà è estraneo al continente continua a giocare e continuerà come
effetto annuncio e a spaventare, permettendo e legittimando le politiche
securitarie della Meloni e della premier danese, sedicente socialista,
la quale si distingue per una gestione fallimentare dell'economia non
tanto a causa dell'emigrazione, ma per avere dilapidato la ricchezza del
paese, pur di finanziare la guerra in Ucraina, e ora che vede
compromesso l'alto tenore di vita della popolazione ha bisogno della
lotta all'emigrazione per puntellare il suo discutibile operato. Dopo
essere stata uno dei più fedeli e sciocchi alleati USA la Danimarca si
ritrova pressata da Trump che chiede la Groenlandia che il paese ha
sfruttato con politiche coloniali e sterilizzando le popolazioni indigene.
La ricerca di soluzioni al problema migratorio attraverso
l'esternalizzazione dei migranti mediante la realizzazione di hotspot in
paesi come Albania, Kosovo, Ruanda è miseramente fallita. Così facendo
non si guarda alle ragioni reali dei provvedimenti emanati dal governo
Sanchez che sono invece diretti, al di là di ogni speculazione, alla
regolamentazione del mercato del lavoro interno in Spagna e alla sua
regolarizzazione, per svolgere una azione di contrasto del lavoro nero,
per favorire l'integrazione e portare i lavoratori migranti ad entrare
nel sistema fiscale spagnolo a pieno titolo, tanto più che moltissimi
fra costoro provengono da paesi dell'America Latina, di lingua e cultura
spagnola, e che quindi sono più facilmente integrabili dei migranti
provenienti da altri luoghi. Ciò che fa invidia della Spagna in questo
momento è il fatto che l'unico paese che marcia ad un tasso di crescita
della propria economia più alto di quello di
tutti gli altri Paesi appartenenti all'Unione e questo proprio perché
sono state compiute in Spagna scelte di strategia politica e di
programmazione dello sviluppo economico lungimiranti, di affrancamento
dai bisogni crescenti di energia attraverso lo sviluppo delle
rinnovabili anche se bisogna dire che queste politiche sono rimesse in
discussione dagli scandali che colpiscono il governo, a causa del
comportamento di alcuni suoi componenti o delle famiglie di questi, ma
che, sul piano fattuale ,si distinguono per una particolare efficacia.
Cadendo nella trappola di considerare i fatti di Ceuta come un'invasione
e come la certificazione del fallimento della politica migratoria del
governo Sanchez gli spagnoli, ma anche la sinistra, finirebbero per fare
il gioco delle destre di ogni paese europeo che individuano giustamente
nella Spagna l'alternativa alle loro politiche e che temono il
diffondersi della condivisione per le politiche del governo spagnolo.
La fine della solidarietà dell'Unione Europea
La reazione scomposta della Meloni e della Frederiksen ai fatti di
Ceuta, il sostanziale fallimento della riunione dei ministri
dell'interno voluta dalle due premier, le quali hanno approfittato
dell'occasione per sospendere il trattato di Schengen, la dice lunga sul
bisogno di questi governi di nascondere con le politiche migratorie i
ripetuti insuccessi in materia sociale, di politica economica e di
politica estera. Il fallimento delle loro strategie di contenimento
dell'emigrazione, basata sugli hotspot in paesi terzi e i rimpatri,
benché sia stata fatta propria dall'Unione europea con il recente
accordo sulla nuova gestione della migrazione, è dimostrata dall'aumento
della conflittualità in materia tra i diversi paesi, e dalla decisione
della Germania di rinviare i migranti ai paesi di primo approdo,
accentuando la crisi politica complessiva dell'Unione e la solidarietà
tra i diversi paesi. Troppo diversificate le esigenze tra le politiche
dei paesi del nord Europa e quelli mediterranei di primo approdo.
La Redazione
https://www.ucadi.org/2026/09/06/ceuta-facimme-ammuina/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) France, OCL CA #362 - Posizioni OCL: COME NOI VEDIAMO... (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(ca) Italy, Sicilia Libertaria #470 - INTERVENCIÓN Palermo dispara (de, en, it, pt, tr)[Traducción automática]
A-Infos Information Center