|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) France, SOCIALISME LIBERTAIRE: IL PREZZO DI UN MONDO INTERO (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 5 Oct 2026 06:23:11 +0300
«La società basata sulla gerarchia e sul denaro in cui viviamo genera
ogni giorno violenza e, al contempo, un fitto sistema di anestesia
morale che rende tale violenza sopportabile. La capacità di percepire la
violenza - condizione necessaria per ribellarsi - è diventata un atto
che richiede sforzo. Le relazioni quotidiane sono un grande, complesso
gioco di mascheramento di questa brutalità.
La prima regola consiste nel frammentare l'attività degli individui,
rendendo impossibile considerarli nella loro interezza. Cosa penserebbe
l'operaio se avesse improvvisamente davanti agli occhi l'insieme di
cause ed effetti dei piccoli gesti ripetitivi che costituiscono la sua
quotidianità? I macchinari che aziona producono sfruttamento, miseria,
sofferenza, morte. E deve compiere uno sforzo per collegare il bambino
scheletrico visto in TV in Africa alle materie prime che utilizza e ai
prodotti che fabbrica. Restare concentrati sul minuscolo telecomando è
una forma di anestesia della coscienza. Il piccolo burocrate che compila
moduli per otto ore al giorno non vede, una volta a casa, l'immigrato
destinato alla deportazione: quell'immigrato non è lì. Non vede colui
che finirà in carcere perché non conforme alle carte timbrate. Lui non
ha mai girato la chiave alle spalle di qualcuno.
La contemplazione passiva di un lavoro che ci sovrasta completamente è
la stessa che ci incatena agli schermi. Gli spettatori escono
direttamente dalle fabbriche e dagli uffici. Ci si può lamentare del
proprio lavoro proprio come ci si lamenta del politico che appare in
televisione.» Ma se, alle spalle di quel politico, si vedessero esseri
umani schiacciati dalla legge, morti a causa dell'amianto, bombardati,
dilaniati dal filo spinato, torturati in un qualche commissariato; se,
dietro la smorfia del politico, si scorgesse la sofferenza, cosa accadrebbe?
La violenza che si percepisce è soltanto quella rappresentata. La mafia
uccide per denaro. Il cittadino ne è indignato e, più se ne indigna, più
si sente innocente quando spende denaro (la grande mafia). I terroristi
fanno esplodere bombe sui treni. Il cittadino ne è indignato e, più se
ne indigna, più si sente a posto con la coscienza quando va a votare (i
grandi terroristi). Tante persone, che ogni giorno incassano denaro, lo
depositano in banca, fanno la spesa al supermercato, non hanno mai preso
un'arma in mano, non hanno mai minacciato, ferito o ucciso nessuno.
Lavorano per le assicurazioni, per le poste, per la dogana o chissà per
cos'altro; sono pacifiche e detestano il sangue e la violenza brutale.
Brave persone. Non hanno mai voluto vedere la violenza e, di
conseguenza, non l'hanno mai vista.
Nella sua astrazione, l'economia sembra procedere per conto proprio.
Ecco perché il denaro appare innocente. Non si percepisce violenza in un
mucchio di banconote e, dunque, la violenza non c'è. Ma prova una volta
ad allungare le mani e a prendere la merce senza cedere il
corrispondente valore di scambio - il valore socialmente stabilito, il
suo equivalente generale: il denaro, in altre parole. La società, fino a
quel momento frammentata, si ricompatta all'improvviso per reagire alla
violazione della proprietà privata. Il capitalista, il giudice, il
poliziotto, il secondino, il giornalista, il prete e lo psicologo
accorreranno a difenderla, a spiegarti che il valore di una cosa non
risiede nel tuo godimento, nella tua attività o nel tuo bisogno, bensì
in una misteriosa misura sociale che permette di ottenere la merce
all'unica condizione di unirsi al lungo corteo dei suoi cortigiani,
accettando così anche il capitalista, il giudice, ecc. Verranno a
spiegarti il valore del lavoro e a promuovere l'abitudine di concepire
le cose come il tempo che bisogna lasciarsi sottrarre per acquisire la
merce - ecco cos'è il denaro - e quindi a sacralizzarla, a servirla, a
dare valore a te stesso in funzione della merce e non viceversa.
Verranno a ricordarti che il rispetto per la proprietà è amore per
l'essere umano; che se pensi il contrario soffri di problemi mentali o
familiari, che forse nel furto cerchi l'attenzione di tuo padre;
insomma, che devi essere aiutato, seguito, educato, integrato. Ti
trascineranno in tribunale e ti getteranno in prigione. E se resisti, ti
pesteranno, ti spareranno, ti abbatteranno. Quando qualcuno interrompe
la consueta circolazione del denaro, emerge il vero volto della merce:
la violenza. «Rubare, rapinare: com'è possibile?» si chiede il
cittadino, concentrato sul telecomando, sui moduli, sullo schermo.
Perché scegliere l'attività illegale invece del lavoro? Forse perché chi
allunga le mani direttamente sul denaro sottrae tempo - vita -
all'organizzazione dell'economia. Sottrae al tempo morto del lavoro la
possibilità di fare ciò che si vuole, di sognare, di discutere, di
amare, di costruire i propri progetti. Meno tempo per il lavoro, più
tempo per distruggerlo. Il denaro è tempo. Attaccando la proprietà non
si sfugge certo allo sfruttamento del sistema mercantile (credere una
cosa simile equivale ancora una volta a concentrarsi sulla propria mano
tesa, accettando dunque un'ennesima anestesia morale). Ciò che si
ottiene, quando si ha la forza di attaccare la proprietà, non è altro
che qualche possibilità in più.
Le cose non vengono più misurate sulla scala del denaro (quindi
dell'attività estorta, del sacrificio), ma si prestano soprattutto alla
sperimentazione, al dono, all'uso, alla distruzione. Il lavoro non
appare più soltanto come salario (la prima delle sue catene), ma come
organizzazione sociale, come insieme di rapporti. Quando ci si sottrae
al salario - nel senso stretto della parola - si dispone di qualche
strumento in più nella lotta contro l'economia (almeno se non ci si
lascia assoggettare dal denaro, dal ruolo del ladro, dallo specialismo).
Ma questa lotta o è diffusa, o non è nulla. È solo quando il saccheggio
diventa una pratica diffusa, quando la gratuità si arma contro il valore
di scambio, quando i rapporti non sono più mediati dalla merce e quando
gli individui danno alle cose la propria misura, solo allora la
distruzione della merce e del denaro - distruzione che è tutt'uno con
quella dello Stato e di ogni gerarchia - diventa una possibilità reale.
Ma quando le autorità scoprono tali intenzioni dietro una rapina,
aumentano il prezzo da pagare. «Allora l'entità della pena viene rivista
al rialzo; allora le merci diventano ancora più costose, perché ciò che
viene messo in discussione è l'esistenza stessa di capitalisti, giudici,
sbirri, secondini, giornalisti, preti, psicologi, burocrati, lavoratori
e rapinatori. Per questo, nessun prezzo dovrebbe sembrare troppo alto.»
FONTE: SALTO - Subversion & anarchie
https://www.socialisme-libertaire.fr/2026/04/le-prix-d-un-monde-entier.html
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) France, Comunicato UCL: Fermiamo la macchina repressiva; solidarietà con Ritchy Thibault, gli imputati dell'8 dicembre e tutti i militanti incarcerati (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) France, OCL CA #362 - Posizioni OCL: COME NOI VEDIAMO... (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center