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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #24-26 - Contro speculazione e cementificazione. Bosco Ospizio di Reggio Emilia: aggiornamenti e considerazioni (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 26 Sep 2026 07:40:14 +0300
Dal 3 agosto molt* cittadin* di Reggio Emilia ma anche solidali da altre
città sono in presidio e assemblea permanenti in difesa del Bosco
Ospizio. Questo spazio verde è minacciato dall'amministrazione della
città e da CONAD, il cui progetto è quello di costruire, al suo posto,
un nuovo ed ennesimo supermercato, oltre ad altre strutture come una
biblioteca di quartiere (che però già esiste) e una casa della salute
usate da CONAD e Comune per ammantare la prevista colata di cemento di
una valenza positiva.
Questo presidio permanente non è nato dal nulla: da oltre 2 anni molte
persone si sono impegnate e attivate per contrastare questo ulteriore
scempio ambientale, fatto di asfalto e cemento, che minaccia ancora di
più un territorio che vede il consumo di suolo aumentare e le
temperature diventare sempre più insostenibili.
Nell'ultimo mese però la vicenda ha avuto una sempre maggiore eco mediatica.
Le ruspe sono state respinte, il cantiere è stato rimandato e,
nonostante le nuove denunce da parte di CONAD nei confronti di chi si è
frapposto tra i mezzi da lavoro e il bosco, la lotta è proseguita in
maniera sempre più partecipata e forte. Le dichiarazioni di comodo di
Comune, Ausl e di altri gruppi di cittadini favorevoli al progetto, non
hanno fatto desistere l'assemblea del Bosco Ospizio, che ha continuato a
protestare, pacificamente e in modo molto colorato e fantasioso.
Il numero crescente di attivisti e semplici cittadini coinvolti nella
protesta, unito al supporto e all'appoggio di docenti e universitari fra
cui il climatologo dell'università di Modena e Reggio Luca Mercalli e di
altri esperti e studiosi, ha fatto sì che, nel caldissimo mese di
agosto, prima l'amministrazione comunale, poi la stessa CONAD, abbiano
dovuto aprire un dialogo con gli attivisti. Questo, si badi bene, non
prima che CONAD sporgesse una seconda denuncia per l'assurdo reato di
violenza privata verso i partecipanti al presidio. Una denuncia simile
era già stata presentata lo scorso anno, e nella giornata del 2
settembre è stata archiviata dal GIP su richiesta della stessa procura,
che evidentemente non ha ravvisato nell'azione degli attivisti nemmeno
il sospetto di una condotta illecita. Ma questo la dice lunga sulla
strategia dell'azienda, che per raggiungere i suoi scopi utilizza una
combinazione di minacce legali e vuoti discorsi generici senza impegno
alcuno.
Infatti, prima il tavolo con il Comune di Reggio Emilia si è risolto in
un nulla di fatto, con l'amministrazione che si è riparata dietro al
solito mantra del "ormai non si può fare nulla" e del "prima o poi
bisogna decidere". In seguito, una settimana fa, anche CONAD ha dovuto,
dopo le iniziative di boicottaggio e volantinaggio davanti ai loro punti
vendita, cedere alle richieste di apertura di un dialogo, che mai c'era
stato nei due anni e mezzo precedenti.
Venerdì 28 agosto oltre 300 persone si sono date appuntamento davanti
alla sede del Comune in attesa delle due delegazioni. Dalle 17 fino a
tarda serata si sono susseguiti interventi, canti e allegria, in una
piazza piena di striscioni, cartelli e colori, in attesa delle notizie
provenienti dal confronto in atto.
Inizialmente CONAD si è data tempo qualche giorno per valutare le
proposte alternative della assemblea del Bosco Ospizio. Ma conosciamo
bene il modo di comportarsi delle aziende: dopo aver lasciato passare
appunto qualche giorno per fingere di valutare, CONAD ha annunciato il 3
settembre che non accetterà le proposte dell'assemblea, e che proprio lì
a Ospizio, su quello spazio ora verde, vuole costruire il suo ennesimo
supermercato. Si dice però pronta a finanziare la "rigenerazione di
un'altra area verde in un luogo deciso dal Comune". Quindi attenzione:
si vuole eliminare un'area verde che già c'è, e addirittura non si
propone nemmeno di costituirne ex-novo un'altra della stessa estensione,
ma di "rigenerarne" una terza che a rigor di logica per essere
rigenerata, dev'essere tuttora esistente. Il saldo di verde sarebbe
dunque negativo, con più di quattro ettari sottratti alla città e, non
dimentichiamolo, alle forme di vita selvatiche che lo abitano, in cambio
sostanzialmente di nulla.
O meglio, in cambio delle famose biblioteca e casa della salute di cui
accennavamo all'inizio. Qui ci sono due punti che vale la pena di
considerare: intanto, non tutti gli spazi "pubblici" sarebbero a costo
zero, come CONAD e Comune vorrebbero far intendere. Una consistente
parte sarebbe data in affitto al Comune per un corrispettivo di decine
di migliaia di euro l'anno (chi ha letto le carte parla di 45000, ma non
avendo avuto accesso ai documenti possiamo solo riportare quanto
diffuso, n.d.a.). Quindi il Comune ha venduto l'area a CONAD, poi CONAD
ci costruisce sopra e riaffitta allo stesso Comune una parte degli
immobili. Un bel cortocircuito, non c'è che dire, e un notevole
dispendio di denaro pubblico.
Un'altra considerazione riguarda più in generale la politica dei servizi
pubblici: qui abbiamo un ente che per fornire dei servizi alle persone
deve svendere aree pubbliche e concedere ai privati mano libera su
costruzioni e investimenti. E parliamo del Comune di Reggio Emilia, non
di un paesino montano di cinquemila abitanti. Questo denota ancora una
volta l'assoluta inadeguatezza delle istituzioni a provvedere al
benessere della cittadinanza. La devastazione dei servizi pubblici a
favore della privatizzazione è in atto da decenni, ma negli ultimi anni,
complice l'aumento vertiginoso delle spese militari e per le tante opere
inutili, i trasferimenti agli enti che erogano servizi sono sempre
diminuiti. E non ci scordiamo che i soldi di cui parliamo sono quelli
delle tasse che paghiamo, che ci tolgono dalla busta paga e dalla
pensione, e che non ci vengono restituiti sotto forma di servizi, ma
vanno a finanziare le guerre e ingrassare le casse delle aziende.
Calcando su questo scambio il Comune non fa altro che ammettere la sua
incapacità di fornire esso stesso quei servizi alla sua cittadinanza.
Non si tratta nemmeno di una "partnership" pubblico-privata, ma di
un'azienda che persegue i suoi obiettivi di profitto e detta la politica
urbanistica al Comune, cosa peraltro resa possibile dalla legge
urbanistica della regione Emilia-Romagna attraverso una serie di norme
che "semplificando" gli iter favoriscono le iniziative edili delle
aziende. Una legge promulgata da una giunta a guida PD e che produce
effetti in un Comune a maggioranza PD, non dimentichiamolo. Non c'è
bisogno della destra per favorire gli interessi delle imprese a scapito
delle persone e dell'ambiente.
Al netto di tutto c'è un dato rilevante, ed è che in queste ultime
settimane si è capito come un movimento di persone che non vogliono
vedere un bosco scomparire per far spazio ad un altro supermercato possa
far vacillare chi, invece, pone il profitto e le logiche capitalistiche
di mercato davanti all'ambiente e alla cura delle nostre comunità e
delle nostre città. Non è una vittoria. Non è nemmeno l'inizio di una
vittoria, dopo le ultime notizie. Ma la strada è quella giusta.
Confidiamo che questo sia solo l'inizio di una lotta, costruita dal
basso e senza padroni, che abbia come obiettivo non solo quello di
salvare il Bosco Ospizio, ma anche quello di contrastare un'idea di
città cementificata, sorvegliata e militarizzata portata avanti da
politici e imprenditori, e di vedere * cittadin* agire come protagonist*
nelle politiche urbane, non entrando nelle istituzioni ma tramite
assemblee e comitati orizzontali, aperti e permanenti.
Mentre lavoriamo affinché questo succeda, sosteniamo il comitato Bosco
Ospizio.
J.Scaltriti
https://umanitanova.org/contro-speculazione-e-cementificazione-bosco-ospizio-di-reggio-emilia-aggiornamenti-e-considerazioni/
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