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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #19-26 - In bici contro la guerra (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 27 Jul 2026 08:05:35 +0300
A insindacabile parere di chi scrive, ci sono poche cose che aumentano
il piacere di pedalare in buona compagnia, una è quella di farlo in una
località di mare e durante la bella stagione.
Il programma della "Critical Mass (CM) Interplanetaria" del 2026, detta
"CieMmona", che si è svolta nell'ultimo fine settimana di maggio a
Livorno, si è sviluppato nel corso di tre intense giornate. La proposta
iniziale è partita dalla Ciclofficina "Scintilla".
L'anticipazione tutta cittadina, o quasi, di venerdì 30 ha portato
cicliste e ciclisti in lungo e in largo per una città quasi
completamente in piano, che quindi è proprio fatta apposta per godersi
l'uso della bicicletta.
Il giorno seguente, all'appuntamento si sono presentate anche persone
venute da lontano a giudicare dalle bandiere della CM di Brescia, di
Palermo e, se non abbiamo avuto un abbaglio, di Nizza. Tra le altre
sventolavano anche delle "Jolly Roger" (quelle con teschio e tibie
incrociate), quelle antifasciste e quelle palestinesi. L'iniziativa è
partita con un prevedibile ritardo, ma, per fortuna, una leggera brezza
marina ha reso molto più sopportabile il caldo estivo del primo
pomeriggio livornese. Dopo i rituali giri di pista per prendere
velocità, le centinaia di partecipanti hanno attraversato alcuni dei
quartieri periferici della città e hanno puntato su "Camp Darby", la
mostruosa - non solo dal punto di vista delle dimensioni - base militare
degli Stati Uniti che è situata circa a metà strada tra Livorno e Pisa.
Questo perché il tema centrale scelto per questa manifestazione era
l'opposizione ai processi di riarmo in atto.
La scelta di uscire dalla città per concentrare la protesta in un luogo
quasi deserto è stata una cosa poco usuale, in quanto, di solito, le CM
hanno come scenario principale quello degli agglomerati urbani. Dopo
aver rallentato, a causa del numero delle due ruote in strada, il flusso
di auto diretto al casello dell'A12, le biciclette sono arrivate davanti
alla base militare. Erano così tante che sono "esondate" sulla limitrofa
Strada Statale Aurelia, che è rimasta bloccata per qualche ora.
Come sempre accade, l'occasione è stata riempita da musica, compresa una
cornamusa, larghi sorrisi, abbracci e un clima rilassato che ha lasciato
chi era inscatolato in auto a fare i conti con i propri problemi
psicosomatici.
La pedalata di domenica 31 a degna chiusura di questi tre giorni è stata
fatta in sostegno alla lotta degli "Orti Urbani", un progetto che da
molti anni si oppone alla cementificazione di un'area della città di
Livorno portando avanti un'attività di segno completamente opposto.
Biciclette e proteste hanno da molto tempo uno stretto legame con
l'azione diretta di matrice anarchica. Almeno dal lontano 1965, quando
il movimento giovanile conosciuto come "Provo" chiese al Comune di
Amsterdam di acquistare migliaia di biciclette e di metterle
gratuitamente a disposizione dei cittadini al fine di contrastare il
traffico dei veicoli a motore a favore di una mobilità urbana meno
dannosa. In risposta al rifiuto delle autorità, i "Provo" disseminarono
nella città olandese una cinquantina di biciclette dipinte di bianco che
non avevano lucchetti. Vennero tutte sequestrate in quanto era vietato
lasciare in strada delle bici non chiuse. Quando le biciclette vennero
restituite, furono di nuovo messe in strada chiuse con lucchetti la cui
combinazione era scritta sul telaio dei mezzi.
Molti anni dopo, nel 1992, a San Francisco fu organizzata quella che
viene ritenuta la prima CM, pensata come una sorta di incontro tra
persone che vanno in bicicletta e che vogliono anche protestare non solo
per come viene gestita la viabilità delle città nelle quali vivono, ma
anche contro il modello di vita imposto dal sistema capitalistico. Dopo
questa prima "coincidenza organizzata", eventi di questo tipo hanno
iniziato a diffondersi spontaneamente in molti paesi. In Italia, la
prima CM risale al 25 settembre 1999 e venne organizzata a Pisa da una
dozzina di anarchici e anarchiche. A partire da quella data, la CM si è
diffusa in piccole e grandi città e, con alterne fortune, ha resistito
fino a oggi.
Ci sono almeno due cose che caratterizzano queste iniziative e le
distinguono da altri raduni di ciclisti: la prima è che si tratta di
eventi autogestiti e la seconda è che hanno sempre una caratterizzazione
politica. Anche se una CM costituisce in primo luogo una chiara protesta
contro le politiche locali e nazionali riguardanti la gestione dei
trasporti pubblici e privati e della viabilità nelle città, diventa
sempre portavoce anche di altre tematiche importanti. La cosiddetta
"CieMmona" è una sorta di concentrato di tutte le diverse CM che si
fanno a livello locale e si svolge ogni volta in una città diversa.
Questo giornale non poteva fare a meno di pubblicare un articolo
sull'iniziativa anche perché "Umanità Nova" è stato il primo e non a
caso l'unico a mandare in stampa alla fine del secolo scorso un breve
resoconto della prima CM organizzata in Italia.
Da "Umanità Nova" n.30 del 3 ottobre 1999
Pisa: Vietato andare in bicicletta?
Cosa accade se, in un tranquillo pomeriggio di settembre, un piccolo
gruppo di ciclisti si trova a pedalare insieme per le strade del centro
di Pisa, quelle che di solito sono intasate dal traffico automobilistico
e invase da pestiferi gas di scarico?
Succede che molti automobilisti si incavolano come se fosse colpa delle
due ruote se loro sono costretti quotidianamente a lenti ed inutili
cortei; che qualche passante parteggia per i biciclettisti, che qualche
vigile si preoccupa troppo; se poi tra i forzati delle quattro ruote ci
sono anche dei tutori del (dis)ordine allora si può arrivare anche al
ridicolo.
Infatti, dopo circa un'ora, la passeggiata dei ciclisti viene
bruscamente interrotta con una manovra di accerchiamento di vigili e
polizia degna dei peggiori film americani e una ventina di pedalatori
sono costretti al rito dell'identificazione e delle minacce di denuncia
per "intralcio al traffico" (sic!), un po' come se - quando c'è un
ingorgo - i vigili multassero tutti gli automobilisti per blocco stradale...
A solo un giorno dalla tanto strombazzata, demagogica e sponsorizzata
"città senza auto" (a cui il Comune di Pisa ha aderito
entusiasticamente) tutto è tornato come prima ed una semplice pedalata
viene trasformata in una pericolosa manifestazione sovversiva, in tal
modo la vera politica del traffico dell'amministrazione cittadina nei
confronti dei mezzi di trasporto non inquinanti si mostra in tutta la
sua reale mostruosità: mancanza di piste ciclabili, di rastrelliere,
periodici sequestri delle bici dei pendolari e degli studenti
parcheggiate alla stazione ed ora anche il tentativo di intimidazione
contro un gruppo di ciclisti accusati di intralciare il traffico.
Cosa rispondere? Prendendo a prestito uno slogan i ciclisti fermati
hanno dichiarato: "Noi non intralciamo il traffico, noi SIAMO il traffico".
Caotico Info (Pisa)
https://umanitanova.org/in-bici-contro-la-guerra/
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(pt) Russia, AIT: "Os espertos se manifestaram" (ca, de, en, it, tr)[traduccion automatica]
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(ca) Italy, FDCA, Cantiere #45 - La Gran «Innovación»: Menos conocimiento, más obediencia - Alessandro Granata Seixas (de, en, fr, it, pt, tr)[Traducción automática]
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