A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ _The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours | of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024 | of 2025 | of 2026

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Brazil, Capixaba, FACA: La crisi è permanente, l'unica via d'uscita è orizzontale. (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 26 Jul 2026 08:00:39 +0300


La crisi del capitale non è un incidente, una fase passeggera o un intoppo ciclico che si risolverà con aggiustamenti benintenzionati. È la sua essenza, il suo modo di essere permanente. Il capitalismo prospera sullo sfruttamento ininterrotto di corpi, territori e affetti; la sua "stabilità" è semplicemente il teso silenzio tra una catastrofe sociale e l'altra. Ogni giorno di normale funzionamento di questo sistema è un giorno di crisi per la maggioranza sfruttata: una crisi di alloggio, cibo, salute mentale e significato. Riconoscere questo carattere cronico di devastazione è il primo passo per abbandonare l'illusione di soluzioni raffazzonate e ammettere che l'unica risposta adeguata è un'organizzazione radicalmente nuova che si rifiuta di essere addomesticata.

Le formule che ci sono state proposte per oltre un secolo hanno già dimostrato il loro fallimento. Il partito d'avanguardia, che prometteva di impadronirsi dello Stato ed emancipare la classe operaia, è diventato sinonimo di burocrazia autoritaria, esecuzione dei dissidenti e capitalismo di Stato. Il sindacalismo istituzionalizzato, con la sua dirigenza negoziale e i suoi fondi pensione, ha imparato a gestire la miseria soffocando al contempo la rivolta spontanea degli operai. La socialdemocrazia, con il suo paradiso di diritti temporanei finanziati dallo sfruttamento del Sud del mondo, si è dimostrata una tregua fragile, smantellata senza cerimonie non appena l'accumulazione lo ha richiesto. Tutte queste ricette derivano dallo stesso veleno: la concentrazione del potere, la delega della lotta agli specialisti, la convinzione che pochi possano decidere per tutti. Abbiamo già messo alla prova la gerarchia in tutte le sue forme, e invariabilmente ci ha restituito nuove catene.

L'organizzazione degli sfruttati, per affrontare una guerra che non cessa mai, deve essere vibrante e diffusa quanto l'attacco stesso. Deve essere orizzontale, dove ogni voce abbia un peso reale e le decisioni scaturiscano dalle assemblee di base, non da uffici illuminati. Deve essere fondata sulla solidarietà, perché la competizione che il capitale ci inietta è la più grande alleata del dominio; abbiamo bisogno di un sostegno reciproco che renda la sopravvivenza un atto collettivo di affetto e resistenza. Autogestita, affinché la lotta possa essere, d'ora in poi, il seme del mondo che desideriamo: senza padroni, senza direttori della rivoluzione, senza chi comanda e chi obbedisce. Non si tratta di un'utopia ingenua, ma della pratica concreta di coloro che, nelle occupazioni di terre e case, nelle mense comunitarie, nei picchetti autonomi e nelle reti di assistenza, dimostrano già che un'altra architettura sociale è possibile, qui e ora, sotto le rovine del presente.

Le altre promesse sono sepolte. Il socialismo di Stato è crollato nel XX secolo, lasciando in eredità gulag e disillusione. Il riformismo elettorale si è trasformato nel gestore della crisi, applaudendo la deforestazione mentre distribuisce briciole. L'anarchismo rimane per noi, non come dogma del passato, ma come l'unica bussola che insiste nel non barattare la libertà con l'efficienza del mattatoio. Ci rimane la rete di complicità che non può essere catturata da un'entità aziendale, un ministero o un comitato centrale. Ci resta il coraggio di riconoscere che noi, i lavoratori precari, i senza terra, gli emarginati, gli indesiderati, siamo coloro che possono - e devono - dirigere i nostri passi, senza chiedere il permesso ad alcuna autorità superiore. Tutto ciò che non è orizzontale finisce verticalmente sui nostri corpi.

Pertanto, l'invito non è ad aderire a un partito o ad applaudire un leader, ma ad assumersi dei rischi. A sperimentare l'autogestione nella propria occupazione, nel proprio quartiere, nel proprio luogo di lavoro. A trasformare la rabbia in azione diretta, senza attendere l'approvazione di un comitato. A tessere alleanze libere e federate che non mirino a impadronirsi del potere, ma a dissolverlo in migliaia di legami comunitari. Il capitale non aspetta, la crisi non concede tregua, e nemmeno noi possiamo. Venite con noi a costruire un nuovo mondo nel ventre del mostro: un mondo in cui tutti i mondi trovino posto, senza gerarchie, senza barriere, senza paura. Assumetevi dei rischi, sperimentate e venite con noi!

Federazione Anarchica di Capixaba - FACA

https://federacaocapixaba.noblogs.org/post/2026/06/02/a-crise-e-permanente-a-unica-saida-e-horizontal/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center