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(it) Italy, Sicilia Libertaria #469 - UN FALSO STORICO. - La brigata partigiana ebraica (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 19 Jul 2026 07:20:19 +0300


Nuovamente il 25 aprile 2026 a Milano numerosi attivisti Sionisti sostenitori della Brigata Ebraica, supportati da attivisti di Forza Italia e +Europa, sono scesi in piazza in modo provocatorio sventolando bandiere Israeliane, degli Stati Uniti, dell'Iran dei Sha Palavi, con fotografie di Trump e Netanyahu. La tensione di piazza alta negli anni scorsi, quest'anno, con la guerra in corso in Libano, con l'aggressione imperialista all'Iran, con i continui massacri a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania operata da esercito israeliano e neo coloni, è esplosa in un fronteggiamento fra i manifestanti antifascisti e i sionisti che ha bloccato il corteo per alcune ore.

Ovviamente sono subito volate le accuse di antisemitismo nei confronti dei manifestanti antifascisti, senza tener conto che nel corteo erano presenti tanti militanti antifascisti ebrei con le loro insegne.
Ma cosa è stata esattamente la Brigata Ebraica durante la resistenza partigiana in Italia fra il 1943 e il 25 aprile 1945?

Andiamo con ordine, la resistenza partigiana contro l'occupazione nazista e contro il fascismo repubblichino inizia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, che portò alla dura occupazione nazista di gran parte dell'Italia. La lotta contro l'occupazione nazista ebbe il suo battesimo a Porta San Paolo a Roma. A causa dell'assenza di un piano organico per la difesa della capitale e di una conduzione coordinata della resistenza militare all'occupazione tedesca, nonché della contemporanea codarda fuga da Roma verso Brindisi del Re Savoia, Vittorio Emanuele III, assieme alla corte, al capo del Governo e ai vertici militari, la città fu velocemente conquistata dalle truppe della Germania nazista, cui si opposero vanamente e in modo disorganizzato le truppe allo sbando del Regio Esercito e i civili in armi, lasciando sul campo circa 1000 caduti.

Altro eclatante momento di resistenza all'occupazione nazista fu l'insurrezione popolare di Napoli. Le "quattro giornate di Napoli" furono la prima risposta di massa armata all'occupazione nazista.
L'insurrezione popolare, tra il 27 e il 30 settembre 1943, riuscì a liberare la città di Napoli, prima città liberata dal popolo in armi.
Nell'Italia occupata dai nazisti, e successivamente cogovernata dai fascisti repubblichini di Salò, si andarono a formare le brigate partigiane composte inizialmente da ex militari del disciolto esercito regio e da tanti giovani che si erano dati alla macchia per sfuggire al reclutamento forzato da parte delle milizie fasciste repubblichine.

Le brigate partigiane furono formazioni armate composte su base volontaria da antifascisti di entrambi i sessi che operarono dall'autunno 1943 fino alla fine della primavera del 1945.
Il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale, espressione dei partiti antifascisti) fu l'organo direzionale delle brigate partigiane. Le principali formazioni partigiane coordinate dal CNL e dal CVL (corpo volontari per la libertà) furono: quelle organizzate dal Partito Comunista Italiano (le Brigate Garibaldi, GAP, SAP); quelle dei comunisti non facenti parte del PCI (Bandiera Rossa); quelle del Partito d'Azione (Giustizia e Libertà); quelle del Partito Socialista d'Unità Proletaria (Matteotti); quelle anarchiche (Lucetti, Bruzzi-Malatesta, e altre); le formazioni autonome promosse da ufficiali degli alpini poi legate alla Democrazia Cristiana (Fiamme Verdi); quelle autonome e legate a DC e PdA (Osoppo); quelle dei Badogliani e Monarchici (Azzurre); quelle liberali e monarchiche di Edgardo Sogno. Più di 700.000 persone fecero parte delle brigate partigiane. Fra le brigate partigiane non figura la Brigata Ebraica.

Il Jewish Infantry Brigade Group (Brigata Ebraica) venne costituito il 20 settembre 1944, dopo una lunga trattativa fra le autorità ebraiche in Palestina e il governo britannico di Winston Churchill, che amministrava quei territori sulla base del mandato ricevuto dalla Società delle Nazioni. Ne facevano parte ebrei provenienti dai territori che sarebbero divenuti l'attuale Israele (molti erano soldati già inseriti nel Palestine Regiment formatosi nel 1941 quando l'avanzata tedesca dell'Afrika Korps di Rommel in nord Africa, che pareva inarrestabile, costrinse gli inglesi alla mobilitazione di tutte le forze disponibili). Agli ebrei della Terra d'Israele si aggiunsero ebrei provenienti anche da altri Paesi, allora sotto il controllo britannico (Canada, Unione Sudafricana e Australia), cui si sarebbero uniti poi altri militari ebrei, di nazionalità polacca e sovietica. A comandare la brigata fu nominato il brigadiere generale canadese Ernest Frank Benjamin.
Dopo un periodo di addestramento, prevalentemente in territorio egiziano, i militari del Jewish Infantry Brigade Group il 31 ottobre 1944 furono inviati in Italia, per partecipare alla guerra. Sbarcarono a Taranto.
La Brigata ebraica fu un corpo militare indipendente dell'esercito britannico, ossia non incorporato all'interno di unità preesistenti, ma inquadrato nel X Corpo dell'VIII Armata Britannica. Aveva una propria bandiera e un proprio emblema ed era composto da circa 5000 soldati ebrei. La Brigata combatté per meno di due mesi, dal 3 marzo del 1945, nelle zone dell'Appennino tosco-romagnolo: in provincia di Ravenna, a Rimini, Forlì, Faenza partecipando anche allo sfondamento della Linea Gotica sul fronte del fiume Senio. Il bilancio di 54 giorni di combattimenti fu di 51 morti. Quindi la Brigata Ebraica non ha mai fatto parte della resistenza partigiana antifascista italiana, ma è stato un reparto armato sionista facente parte dell'esercito britannico.

A guerra finita, la Brigata ebraica ebbe il compito di radunare gli ebrei sopravvissuti all'olocausto per condurli via mare nella "terra dei padri". Rientrato in Palestina nel 1946, il Jewish Infantry Brigade Group venne sciolto e i soldati tornarono nell'Haganah.
Dopo la proclamazione dello Stato d'Israele, il 14 maggio 1948, e con il conseguente ritiro delle truppe inglesi, l'Haganah lasciò il posto a un nuovo apparato militare: le Forze di difesa israeliane. Il brigadiere della Brigata Ebraica Mordechai Markleff fu chiamato a ricoprire il ruolo di Capo di Stato Maggiore del neonato esercito nazionale, negli anni cinquanta Aaron Remez, anch'egli reduce della Brigata ebraica, divenne il secondo comandante in capo dell'Aviazione israeliana. In Israele, tra i veterani della Brigata che combatterono sul territorio italiano, trentacinque di loro divennero poi generali. L'esperienza militare conseguita dagli uomini della Brigata Ebraica si rivelò estremamente formativa e fu determinante per le sorti della guerra che portò alla costituzione dello Stato di Israele.

Non si vuole sminuire il ruolo che ebbero gli ebrei nella lotta partigiana in Italia. Più di mille ebrei combatterono nelle varie formazioni partigiane, combatterono come partigiani fra i partigiani. 1000 combattenti partigiani ebrei rappresentano una percentuale alta, considerando che negli anni '40 il numero degli ebrei italiani si attestava sulle 50.000 unità. Si vuole mettere l'accento sul fatto che la Brigata Ebraica non fu un corpo partigiano, ma un corpo militare dell'esercito britannico, che combatté anche in Italia per 54 giorni, che dopo la Seconda guerra mondiale aiutò i profughi a emigrare verso la Palestina e che i suoi membri aderivano all'ideologia sionista.

La partecipazione dei sostenitori della Brigata Ebraica alle celebrazioni del 25 aprile è iniziata venti anni fa. Grazie all'Associazione Amici di Israele (ADI) la Brigata Ebraica ha cominciato nel 2004 a partecipare alle manifestazioni del 25 aprile contestando la presenza delle bandiere palestinesi. La presenza delle insegne della Brigata Ebraica, portate in corteo da bellicosi gruppi di sionisti, ha un valore tristemente legato all'attualità politica e non ha nulla a che fare con il ricordo della resistenza partigiana. Appare evidente che si tratta di una mossa di propaganda politica per accreditare Israele e il movimento sionista come parte della resistenza antifascista, con l'intento dichiarato di escludere la partecipazione dei manifestanti filo palestinesi che legano la lotta di liberazione partigiana alla lotta di resistenza palestinese. In questo quadro si legge l'additare tutti coloro che sostengono la resistenza palestinese come antisemiti e quindi assimilabili ai criminali fascisti.

Il revisionismo storico serve per manipolare l'attualità, complici la quasi totalità dei partiti italiani che senza batter ciglio hanno accreditato la Brigata Ebraica fra le formazioni che hanno combattuto nella resistenza antifascista.

Renato Franzitta

Fonti

Beckman, The Jewish Brigade: An Army With Two Masters, 1944-45, Sarpedon Publishers, 1999

Samuele Rocca e Luca Stefano Cristini, La Brigata Ebraica e le unità ebraiche nell'esercito britannico durante la II Guerra Mondiale, Soldiershop Publishing, 2012,

Sam Rocca, The Jewish Brigade Group and the Jewish Units in the British Army in World War II, Soldiershop Publishing, 2013

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