A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ _The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours | of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024 | of 2025 | of 2026

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Germany, Die Platform: In uscita il 1° maggio 2026 - Dichiarazione anarchica internazionale (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Thu, 16 Jul 2026 07:55:33 +0300


Il Primo Maggio vanta una lunga tradizione nel movimento anarchico e sociale globale. Quella che negli Stati Uniti nacque come una mobilitazione per la giornata lavorativa di otto ore, brutalmente repressa, si è evoluta in un movimento mondiale celebrato oggi da sindacati, organizzazioni politiche e cittadini come simbolo della lotta di classe. Sebbene la classe dominante abbia cercato di privarlo delle sue origini di giornata di lotta e solidarietà di classe, non dobbiamo mai dimenticarne le vere radici.
Stagnazione e lotta globali
L'economia globale ha rallentato negli ultimi anni: i paesi industrializzati registrano una crescita molto debole, la Cina ha perso slancio rispetto al suo precedente ritmo sostenuto e il resto del mondo non riesce a colmare questo divario. Allo stesso tempo, la distribuzione del reddito e soprattutto della ricchezza si è deteriorata a tal punto che il tenore di vita di ampi strati della classe lavoratrice è in calo.

La lotta di classe si intensifica costantemente, mentre il movimento operaio organizzato a livello mondiale ha toccato il punto più basso della sua storia. Allo stesso tempo, l'estrema destra ha guadagnato influenza e, insieme alla borghesia, sta attaccando i sistemi e le istituzioni sociali esistenti, conquistati dai lavoratori in decenni di lotte.

Parallelamente a questa distruzione sociale, tutti gli ambiti della società stanno vivendo una crescente militarizzazione, che permea ogni aspetto della vita politica. Un dibattito centrale ruota attualmente attorno alla questione della guerra e della militarizzazione, che servono sia come mezzo per la borghesia di accumulare ricchezza e salvare il sistema economico capitalista in collasso, sia come strumento per incanalare la rabbia dei giovani della classe operaia gli uni contro gli altri.

In molti paesi, i sindacati centralizzati non sono ancora in grado di formare un fronte unito contro gli attacchi dall'alto, ma si può osservare una crescente resistenza a livello di base e oltre. Mentre le proteste in tutto il mondo sono per lo più spontanee e violente, si può notare una tendenza all'interno dei movimenti popolari a sviluppare una maggiore combattività attraverso l'organizzazione nei quartieri e nei sindacati.

Declino imperiale , guerra imperialista
Il potere economico degli Stati Uniti è in declino da molti decenni, ma l'anno scorso si è assistito a una svolta. Invece di attenersi al proprio ordine, gli Stati Uniti hanno ripristinato la legge della giungla, intraprendendo guerre per espansione territoriale, vendetta politica e saccheggio puro e semplice, senza altra giustificazione se non la propria capacità di farlo.

Il risultato è un mondo che sprofonda in un sanguinoso conflitto. Trump ha trasformato il Venezuela in uno stato vassallo imperialista la cui industria petrolifera è sotto il controllo degli Stati Uniti e, in collaborazione con Israele, ha scatenato una guerra micidiale contro l'Iran. Nel frattempo, Israele, inebriato dall'impunità per il genocidio perpetrato nella Striscia di Gaza, sta di fatto annettendo la Siria meridionale, intensificando la pulizia etnica in Cisgiordania e ora sta invadendo il Libano con l'obiettivo di occuparne la parte meridionale.

La fase che stiamo attraversando è la prova di una verità storica: il capitalismo non è un sistema armonioso, razionalizzabile o pianificabile, poiché l'intero sistema capitalistico è incapace di eliminare i propri conflitti interni, che talvolta sfociano - anche in forma violenta - con la guerra come inevitabile conseguenza.

Le guerre vanno interpretate alla luce delle loro concrete dinamiche sociali e di classe: sono le borghesie ad "attaccarsi" a vicenda, non le ampie masse di lavoratori salariati, poiché queste ultime non possiedono in nessun paese il capitale e il potere che costituiscono il vantaggio esclusivo di quelle stesse borghesie che lottano per continuare a sfruttarle.

Sono le masse "senza proprietà" - coloro che non possiedono altro che la propria forza lavoro - a essere sfruttate, attaccate e trascinate nelle sanguinose guerre del capitale: in Ucraina come in Sudan, in Palestina, in Iran e in tutto il Medio Oriente, e negli oltre cinquanta conflitti che portano morte e immensa distruzione, costringendo decine di migliaia di persone a fuggire dai propri paesi in cerca di migliori condizioni di vita. È fondamentale riconoscere che la diplomazia mondiale è plasmata proprio da quelle borghesie che si combattono tra loro nel quadro dell'onnipresente conflitto imperialista.

Cosa fare?
Alla luce dell'aggravarsi della crisi del capitalismo globale e del crollo dell'ordine internazionale, una soluzione da parte della classe operaia è indispensabile. Abbiamo l'opportunità di strappare il potere ai capitalisti se ci organizziamo prendendo il controllo dei posti di lavoro. Questa è la posizione unica che solo la classe operaia occupa. È la nostra leva contro la classe dominante. È la nostra arma migliore e dobbiamo rafforzarla.

Dobbiamo ampliare le lotte per difendere le condizioni di vita della classe operaia e rilanciare il progetto anarchico-comunista come obiettivo da perseguire. Dobbiamo rafforzare l'unità internazionalista dei lavoratori di tutto il mondo contro il militarismo e le guerre imperialiste, contro la fame, la miseria, la devastazione e la morte che esse portano.

Celebriamo il 1° maggio quest'anno scendendo in piazza insieme ai nostri compagni per dimostrare la nostra forza e la nostra solidarietà internazionale.

Oggi più che mai è fondamentale unirsi, celebrare questa giornata e, soprattutto, lottare per i nostri diritti.

Il 1° maggio non deve essere una festa statica in cui ci limitiamo a crogiolarci nei ricordi del passato. Deve essere un punto di riferimento nella lotta contro il capitalismo, l'imperialismo e ogni forma di oppressione nel mondo.

C'è molto da fare, perché abbiamo un mondo da conquistare.

https://www.dieplattform.org/2026/05/01/heraus-zum-1-mai-2026-internationales-anarchistisches-statement/#more-3580
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center