|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) NZ, Aotearoa, AWSM: Polar Blast - Classe, lavoro e libertà di non essere sfruttati (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 27 May 2026 07:58:32 +0300
Qualsiasi interpretazione anarco-comunista della libertà deve
confrontarsi seriamente con l'analisi di classe che è al centro di
questa tradizione. La libertà non è solo una questione filosofica, ma
anche materiale. Chi possiede cosa? Chi lavora per chi? Chi ha il potere
di costringere al lavoro e chi è costretto? Queste domande non sono
accessorie alla libertà; ne sono parte integrante. Il rapporto salariale
è un rapporto di libertà, o meglio, è una negazione sistematica della
libertà mascherata da scambio volontario. L'analisi anarco-comunista
classica della classe non è identica a quella marxista, sebbene vi siano
notevoli sovrapposizioni. Gli anarco-comunisti hanno generalmente
condiviso l'identificazione marxiana dello sfruttamento come nucleo dei
rapporti sociali capitalistici, ovvero l'appropriazione da parte del
capitale del plusvalore prodotto dal lavoro. Ciò a cui hanno teso a
resistere è il privilegio marxista del proletariato industriale come
unico soggetto rivoluzionario, e ancor più la conclusione
marxista-leninista secondo cui la liberazione richiede la presa del
potere statale da parte di un partito d'avanguardia che agisce in nome
della classe operaia.
Per Bakunin, e questo fu il fulcro della sua celebre disputa con Marx,
lo Stato non era uno strumento neutrale che poteva essere conquistato e
utilizzato per fini liberatori. Era una struttura di dominio in sé, e
qualsiasi rivoluzione che trasferisse il potere statale da una classe
all'altra, lasciando lo Stato intatto, avrebbe prodotto una nuova classe
dominante: gli amministratori, i funzionari di partito, l'avanguardia
rivoluzionaria, che si erano impadroniti dell'apparato di dominio e ora
lo esercitavano in nome del popolo. La storia, sostenne Bakunin con
notevole lungimiranza negli anni Settanta dell'Ottocento, avrebbe
confermato questa analisi, ovvero che la dittatura del proletariato si
sarebbe trasformata in una dittatura sul proletariato.
La teoria anarco-comunista della libertà in relazione alla classe non
riguarda quindi solo il contenuto di ciò che viene rivendicato -
l'abolizione dello sfruttamento, la socializzazione dei mezzi di
produzione, la fine del sistema salariale - ma anche la forma attraverso
cui si persegue la liberazione. Non si può raggiungere la libertà con
mezzi non liberi. Un partito gerarchico che comanda dall'alto un
movimento di massa disciplinato non può produrre una società libera dal
basso. Uno Stato che nazionalizza la produzione e dirige la vita
economica non può produrre la libera associazione dei produttori che il
vero comunismo richiede. La forma della lotta deve prefigurare la forma
della società che si propone di costruire.
Ecco perché gli anarco-comunisti si sono storicamente impegnati così
tanto nelle forme di auto-organizzazione della classe operaia, come il
sindacato rivoluzionario, il consiglio operaio, l'assemblea popolare, la
comune. Queste non erano semplici forme tattiche, ma tentativi di
costruire l'infrastruttura di una società libera all'interno del guscio
del vecchio sistema e di praticare quel tipo di autogoverno orizzontale,
collettivo e non gerarchico che una società comunista libera
richiederebbe. Gli anarchici spagnoli della CNT-FAI, nelle
collettivizzazioni del 1936-1937, non lottavano semplicemente per salari
migliori, ma cercavano di riorganizzare la produzione secondo principi
autenticamente liberi e comunitari, dimostrando nella pratica che i
lavoratori non avevano bisogno di padroni, che le comunità non avevano
bisogno della polizia, che le persone erano capaci di autogovernarsi
senza la mediazione dell'autorità.
La libertà rivendicata dall'anarco-comunista è quindi, in relazione al
lavoro e alla classe, una libertà onnicomprensiva: libertà dallo
sfruttamento (la fine del sistema salariale e la socializzazione della
produzione), libertà dall'alienazione (il ritorno al lavoratore di una
reale proprietà e di un significato nel proprio lavoro), libertà dalla
coercizione economica (la garanzia che la sopravvivenza di nessuno
dipenda dalla sua volontà di sottomettersi all'autorità altrui) e
libertà di partecipare in modo significativo alle decisioni collettive
che plasmano la vita economica e sociale. Non si tratta di un programma
modesto. È una richiesta di riorganizzazione dell'intera base
dell'esistenza sociale.
https://thepolarblast.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/04/to-be-free-together.pd
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) France, OCL CA #359 - Fermate Newcleo! (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) NZ, Aotearoa, AWSM: Polar Blast - L'illusione liberale: la libertà nel mercato (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center