|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) France, UCL AL #369 - Internazionale - Iran: Una lotta per restituire il potere al popolo (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 16 Apr 2026 07:32:53 +0300
Le recenti rivolte in Iran hanno scosso il regime della Repubblica
Islamica. Per i nostri compagni del Fronte Anarchico in Iran, autori di
questo testo, è ora necessario applicare strategie derivate
dall'anarco-sindacalismo per affrontare le cause profonde dei problemi
che affliggono il popolo, senza permettere agli interessi imperialisti
di radicarsi nel paese. ---- Le proteste del 2025-2026 in Iran mettono
in luce le vulnerabilità strutturali della Repubblica Islamica,
derivanti da decenni di cattiva gestione economica, sanzioni
internazionali e governo autoritario. Il crollo del Rial, esacerbato
dalla corruzione, dai sussidi alle milizie straniere e dall'isolamento
dai mercati globali, ha eroso la fiducia pubblica, trasformando le
difficoltà quotidiane in un catalizzatore di dissenso più ampio. A
differenza delle proteste del 2022, scatenate da un singolo episodio[1],
questa rivolta è alimentata da diffuse rivendicazioni socio-economiche,
che ne amplificano la portata nei mercati urbani, nelle province rurali
e nelle università. La risposta del regime, basata sulla forza bruta
delle Guardie Rivoluzionarie[2]e dei Basij[3], ha ulteriormente
alimentato l'escalation, come dimostrano gli scontri armati e la
formazione di milizie. Inoltre, la persistenza delle proteste nonostante
la repressione evidenzia un cambiamento: gli iraniani sembrano meno
timorosi, e i loro slogan si stanno evolvendo da rivendicazioni
economiche a espliciti appelli al cambio di regime. Tuttavia, la
leadership frammentata e il limitato sostegno internazionale potrebbero
minare la sostenibilità del movimento, poiché l'attenzione occidentale
rimane divisa. Se non si interviene, ciò potrebbe portare a un punto di
svolta, simile alla caduta della Siria nel 2024. Nel complesso, i
disordini rivelano l'incapacità della teocrazia di affrontare le cause
profonde come la corruzione e la disuguaglianza.
Manifestazione a Nishapur il 9 gennaio. La politica di censura e blocco
delle comunicazioni del regime iraniano rende particolarmente difficile
la diffusione di informazioni e foto.
Wikimedia
L'anarco-sindacalismo, che enfatizza l'auto-organizzazione dei
lavoratori, l'azione diretta e l'abolizione delle strutture gerarchiche,
offre alla popolazione un quadro di riferimento per smantellare le
radici della corruzione e dell'oppressione nella Repubblica islamica.
Soluzioni anarco-sindacaliste
Questa prospettiva considera lo Stato e le sue alleanze
teocratico-capitaliste come intrinsecamente sfruttatori, che perpetuano
la disuguaglianza attraverso il controllo del lavoro e delle risorse e
la repressione. Le strategie chiave includono la promozione di sindacati
dei lavoratori indipendenti - liberi dal controllo statale o religioso -
per coordinare scioperi generali in settori come mercati, raffinerie
petrolifere e servizi di pubblica utilità. Questi scioperi potrebbero
paralizzare l'economia sottraendo manodopera alle istituzioni corrotte e
reindirizzandola verso i bisogni della comunità, come reti di mutuo
soccorso per la distribuzione di cibo e collettivi di autodifesa.
Attraverso assemblee orizzontali, i partecipanti potrebbero praticare la
democrazia diretta formando consigli che colleghino i commercianti
urbani con gli agricoltori rurali e gli studenti, rifiutando una
leadership dall'alto per evitare la cooptazione.
Azioni dirette, come l'occupazione di luoghi di lavoro e spazi pubblici,
metterebbero in discussione l'autorità del regime senza ricorrere a
interventi esterni, che spesso rafforzano l'imperialismo. Coltivando la
solidarietà tra etnie e classi sociali diverse, questi sforzi potrebbero
erodere la base del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC)
facendo leva sui soldati disillusi come compagni di lavoro. In
definitiva, l'obiettivo è una società senza Stato in cui la produzione
sia gestita collettivamente, eliminando le fondamenta della corruzione
attraverso federazioni volontarie che privilegino la liberazione umana
rispetto al profitto o al dogma.
Una storia lastricata di contraddizioni
La posizione dell'Iran in questo scenario è quella di un campo di
battaglia conteso, che incarna la resistenza al dominio occidentale pur
essendo al contempo invischiato in orbite imperiali rivali. La
Repubblica Islamica si pone come baluardo contro l'"ordine imperialista
atlantico", allineandosi con Russia e Cina in gruppi come i BRICS e
l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai per contrastare le
sanzioni e l'isolamento imposti dagli Stati Uniti. La retorica
antimperialista iraniana si rifà alla rivoluzione del 1979 che rovesciò
la monarchia sostenuta dagli Stati Uniti e presentò il nuovo regime come
difensore contro l'eredità coloniale. Tuttavia, questa posizione
maschera contraddizioni interne: autoritarismo teocratico, cattiva
gestione economica e guerre per procura (come in Siria e Yemen) fungono
da strumenti di influenza regionale, spesso a scapito delle libertà
interne, riecheggiando le tattiche coloniali del "divide et impera".
Le attuali rivolte popolari si inseriscono in questo quadro come
ribellioni popolari contro l'oppressione interna e le pressioni
imperialiste esterne. Le richieste dei manifestanti di un cambio di
regime ("Morte a Khamenei") sottolineano come la sfida dell'Iran
all'imperialismo statunitense si sia trasformata in uno strumento di
repressione interna, dove l'antimperialismo diventa un "imperialismo
degli stolti" che giustifica corruzione e disuguaglianza. Queste rivolte
riecheggiano i cicli storici della resistenza iraniana, dalla
rivoluzione del 1979 alle proteste del 2022 a sostegno di Mahsa Amini.
Ma in un contesto multipolare, rischiano di essere cooptate da potenze
rivali. Russia e Cina sostengono il regime attraverso armi, commercio e
copertura diplomatica per contrastare l'influenza statunitense. Nel
frattempo, l'Occidente amplifica le proteste per giustificare sanzioni e
un potenziale intervento, presentandole come una lotta liberale e
democratica piuttosto che come una lotta di classe o anticoloniale.
Questa dinamica illustra il colonialismo multipolare: la sovranità
dell'Iran non viene erosa da un singolo impero, bensì da una rete di
interessi rivali in cui le lotte popolari diventano pedine nei giochi
delle grandi potenze, marginalizzando l'autentica autodeterminazione.
Fronte Anarchico (Iran), tradotto e curato dal Comitato per le Relazioni
Internazionali dell'UCL
Invia
[1]La morte della studentessa curda Mahsa Jinna Amini.
[2]Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
[3]Milizie paramilitari all'interno del Corpo delle Guardie
Rivoluzionarie Islamiche.
https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Iran-Une-lutte-pour-redonner-le-pouvoir-au-peuple
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(ca) France, OCL CA #357 - Discriminación en el contexto del mandato digital (en, fr, it, pt, tr)[Traducción automática]
- Next by Date:
(pt) Italy, FAI, Umanita Nova #8-26 - Utopias e Autoritarismo na Década de 1968-1977 (Parte Um). Artigo apresentado na Conferência de Carrara (11 e 12 de outubro de 2025) por ocasião do 80º aniversário da FAI. (ca, de, en, it, tr)[traduccion automatica]
A-Infos Information Center