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(it) Italy, FDCA, Cantiere #42 - Groenlandia: frenare le ambizioni cinesi e russe - Lino Roveredo (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 15 Apr 2026 08:56:16 +0300
L'ossessione del presidente americano Donald Trump di annettersi la
Groenlandia sta disorientando l'opinione pubblica europea. Se in un
primo momento sembrava trattarsi di una delle tante "sparate" di un
tiranno capriccioso, quando dalle minacce si è passati alle vie di
fatto, grande è stata la confusione sotto il cielo. ---- n realtà,
questo "chiodo fisso" dell'autocrate a stelle e strisce è soltanto una
delle tante manifestazioni a cui siamo stati costretti ad assistere
negli ultimi tempi, e che vanno interpretate come segnali sollecitanti
della chiusura di un ciclo storico.
L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, il genocidio del popolo
palestinese a opera del governo israeliano di Benjamin Netanyahu e
l'aggressione militare di Trump contro il Venezuela - culminata
nell'arresto del dittatore Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores -
sono i tre principali eventi che ci indicano come il trentennio delle
illusioni, apertosi con il crollo del regime sovietico e la fine del
bipolarismo, sia ormai giunto drammaticamente al termine.
Stiamo assistendo al tramonto di un ordine globale fondato sull'egemonia
degli Stati Uniti, unica potenza sopravvissuta alla guerra fredda, e
sulle regole liberal-democratiche del diritto internazionale che per
decenni hanno disciplinato i rapporti tra gli Stati, "promettendo" pace
e prosperità.
In realtà, per quanto riguarda il diritto internazionale, è opportuno
precisare che esso non è sempre stato rispettato dalle grandi potenze
(Stati Uniti, Russia, Cina, ecc.). Al contrario, quando gli interessi
politici o strategici prevalgono sulle regole condivise, il diritto
internazionale viene sistematicamente violato - come dimostrano i casi
di Panama e dell'Iraq - senza che ciò comporti reali conseguenze per gli
Stati responsabili. Inoltre, il diritto di veto di cui dispongono alcune
potenze all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'ONU evidenzia come
l'applicazione del diritto internazionale rappresenti più un'eccezione
che la norma.
Gli attori di questo nuovo corso storico (Cina, India e Russia, sia
singolarmente che come BRICS) sono già entrati prepotentemente in scena
con l'obiettivo di ridefinire gli equilibri di potere internazionali. Il
pianeta è in fiamme, con più di cinquanta guerre attive e ogni soggetto
gioca il proprio ruolo per aumentare la sua sfera di influenza al fine
di garantirsi il controllo delle reti commerciali e di
approvvigionamento delle materie prime.
Un altro elemento che distingue questa nuova fase della competizione
inter-imperialista è la dimensione geografica. Non sono più gli Stati
nazionali a giocare un ruolo chiave: il confronto si svolge ormai tra
paesi dalle dimensioni continentali, la cui estensione rende
strutturalmente irrilevanti i concorrenti più piccoli.
Premesso quanto sopra, la diatriba sulla Groenlandia, così come
qualsiasi altro evento che avviene sulla scena internazionale, va
inserito all'interno di questo nuovo quadro dello sviluppo dei rapporti
di egemonia tra potenze imperialiste.
Vediamo allora quale ruolo strategico svolge la Groenlandia per gli
Stati Uniti e non solo.
Materie prime strategiche e rotte commerciali
La Groenlandia è un'isola danese situata tra l'Atlantico settentrionale
e il Mar Artico. Con una popolazione di 56.542 abitanti è il territorio
meno densamente popolato della Terra (0,03 ab./km²). Pur facendo parte
del Regno di Danimarca, a seguito del referendum del 2008 ha ottenuto
un'ampia autonomia, che ha comportato il trasferimento al governo locale
di competenze in ambito legislativo e giudiziario, nonché della gestione
delle risorse naturali.
L'economia dell'isola si fonda principalmente sul turismo e sulla pesca,
sebbene circa il 30% del PIL derivi da sovvenzioni della Danimarca. Allo
stesso tempo, il territorio è particolarmente ricco di materie prime.
L'area artica, infatti, concentra ingenti risorse naturali: non solo
idrocarburi come gas naturale e petrolio, ma anche terre rare e altri
minerali strategici, fondamentali per la transizione energetica globale.
Secondo una stima dell'US Geological Survey del 2008, circa il 30% del
gas naturale e il 13% del petrolio ancora non scoperti a livello
mondiale si troverebbero sotto i ghiacci dell'Artico.
Il riscaldamento globale sta rendendo le risorse naturali della
Groenlandia più accessibili, grazie allo scioglimento dei ghiacci e
all'allungamento delle stagioni di navigazione. Questo facilita
l'esplorazione e l'estrazione di minerali strategici anche se
l'effettivo sfruttamento resta limitato da elevati costi, vincoli
ambientali e scelte politiche orientate alla tutela di un ecosistema
particolarmente fragile.
Ma i cambiamenti climatici stanno trasformando profondamente anche le
rotte del commercio marittimo. L'Artico, a lungo reso impraticabile
dalla presenza dei ghiacci, sta emergendo come un'alternativa strategica
al Canale di Suez. La cosiddetta rotta artica, o rotta del nord,
attualmente controllata e militarizzata dalla Russia, promette
collegamenti più rapidi ed economicamente vantaggiosi tra Asia ed Europa.
L'utilizzo di questa rotta consentirebbe, per esempio, a un container di
coprire la tratta tra Shenzhen e Amburgo in circa 23 giorni, rispetto ai
34 necessari passando per Suez o ai 48 richiesti per la
circumnavigazione dell'Africa. Anche per questo motivo numerose
compagnie di navigazione stanno valutando rotte alternative, compresi i
passaggi al largo del Capo di Buona Speranza, alla luce dell'instabilità
in Medio Oriente e delle minacce rappresentate dagli attacchi degli
Houthi al traffico marittimo nello stretto di Bab el-Mandeb, al largo
delle coste yemenite.
Secondo l'articolo 234 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto
del mare del 1982, i Paesi artici hanno la facoltà di regolare il
traffico marittimo lungo la rotta artica, incluso il diritto di imporre
pedaggi alle navi straniere. Tuttavia, questa possibilità vale solo se
la rotta rimane ghiacciata per la maggior parte dell'anno, come è stato
finora. Con lo scioglimento dei ghiacci, se in futuro la rotta artica
dovesse restare libera dal ghiaccio per più di sei mesi all'anno, questa
norma decadrebbe automaticamente, privando i Paesi artici del diritto di
bloccare il passaggio o di applicare pedaggi secondo il diritto
internazionale.
L'apertura per tutto l'anno della rotta artica potrebbe cambiare gli
equilibri geopolitici del commercio marittimo. La Russia, con il
controllo della rotta, rafforzerebbe la sua posizione strategica, mentre
la Cina, suo partner, potrebbe sfruttare insieme a Mosca le rotte di
navigazione e gli ingenti giacimenti di petrolio e gas sotto il
permafrost, oltre a promuovere collaborazioni tecnologiche e digitali.
In questo scenario, la Groenlandia emerge come un obiettivo chiave per
gli Stati Uniti. Controllare l'isola significherebbe frenare le
ambizioni russe e cinesi, assicurarsi il passaggio della rotta artica
occidentale e accedere a risorse preziose. Non è un caso che Washington,
dopo tentativi storici nel XIX e XX secolo, abbia recentemente
riaffermato il suo interesse per l'acquisto dell'isola, confermando
l'attenzione strategica degli Stati Uniti nell'Artico.
A titolo di cronaca, va ricordato che gli Stati Uniti hanno da tempo una
presenza militare in Groenlandia. Nel corso degli anni sono state
costruite diverse basi, tra cui la Pituffik Space Base, nota anche come
Thule Air Base, tuttora operativa. Questa installazione ospita il
sistema radar BMEWS, fondamentale per l'individuazione precoce e
l'intercettazione di eventuali attacchi missilistici diretti verso il
territorio statunitense.
In questo scenario, l'Europa rischia di ricoprire il ruolo di spettatore
passivo perché incapace di esprimere una propria linea strategica. La
"Strategia italiana per l'Artico" del governo Meloni è l'ennesimo
esempio di come ogni Paese europeo (Italia inclusa) vada avanti per
conto proprio, creando sistematicamente dei "cortocircuiti" tra i
diversi interessi nazionali.
Superare la logica del profitto
La competizione sull'Artico e sulle nuove rotte commerciali non è che
l'ennesima manifestazione della crisi del capitalismo globale e della
sua intrinseca vocazione predatoria. Dietro le dichiarazioni di Trump e
dei nazionalisti statunitensi, come dietro le strategie di Mosca,
Pechino o Bruxelles, si muove la stessa logica: il controllo geopolitico
di territori strategici e l'appropriazione privata di risorse
fondamentali. La Groenlandia, le terre rare, il petrolio e il gas
diventano così pedine di una guerra economica tra potenze, mentre i
bisogni sociali e ambientali vengono sistematicamente sacrificati agli
interessi delle classi dominanti.
Questa corsa all'Artico non riguarda la sicurezza collettiva né il
benessere delle popolazioni, ma la difesa dei profitti e dell'egemonia
imperiale in un mondo segnato da disuguaglianze crescenti e crisi
climatica. Solo mettendo in discussione il primato dello Stato come
strumento di potere e del mercato come unico criterio di gestione delle
risorse è possibile immaginare un'alternativa. Un Artico sottratto alla
logica della competizione e della militarizzazione potrebbe diventare
uno spazio di cooperazione e uso collettivo, dove le risorse naturali e
tecnologiche siano orientate alla giustizia sociale e ambientale, e non
al rafforzamento di pochi centri di potere.
Note
Sara Brugnoni (a cura di), In Groenlandia c'è già un'importante base
militare USA: cos'è la Pituffik Space Base e dove si trova, «Geopop»,
09/01/2026
(https://www.geopop.it/in-groenlandia-ce-gia-unimportante-base-militare-usa-cose-la-pituffik-space-base-e-dove-si-trova).
Mario Platero, Trump non è il primo presidente Usa a volere la
Groenlandia: l'isola è un'ossessione di Washington da oltre 200 anni,
«Corriere della Sera», 19/01/2026
(https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_19/trump-groenlandia-presidenti-usa-faf61b41-16e8-4bc5-bb85-10e0e6113xlk.shtml).
Fabio Ricceri, Il Grande Gioco dell'Artico: Trump, la Groenlandia e il
futuro delle rotte commerciali globali. Il ruolo di Russia e Cina,
«Rivista.AI», 12/01/2025
(https://www.rivista.ai/2025/01/12/il-grande-gioco-dellartico-trump-la-groenlandia-e-il-futuro-delle-rotte-commerciali-globali-il-ruolo-di-russia-e-cina).
Groenlandia, «Wikipedia» (https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia).
Groenlandia e Artico, l'Italia prepara la strategia: da terre rare a
petrolio, le opportunità, «Adnkronos», 17/01/2026
(https://www.adnkronos.com/economia/groenlandia-piano-italia-artico-cosa-prevede_?5rCdFNn6vfSRlvYmjH17T9).
https://alternativalibertaria.fdca.it/wpAL/
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