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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #7-26 - Lucidare il palco - oscurare il dissenso. Sanremo: sponsor fossili, fogli di via e controcanti (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 7 Apr 2026 08:51:53 +0300
Se il Festival di Sanremo è davvero - come si ripete ogni anno - "lo
specchio del Paese", l'immagine riflessa quest'anno è nitida. Da una
parte il blue carpet davanti al Teatro Ariston, illuminato e brandizzato
dagli sponsor principali: Eni e Costa Crociere. Dall'altra tredici
persone di Extinction Rebellion portate in commissariato, trattenute per
oltre sei ore e poi colpite da fogli di via da uno a tre anni per aver
esposto cartelli contro il greenwashing. Nel mezzo, una frase che pesa
più di qualsiasi ritornello: «Non hai nessun diritto quando ti trovi in
fermo di polizia».
Greenwashing in prima serata
L'azione è durata pochi minuti. Cartelli ironici, costruiti sui titoli
delle canzoni in gara, per denunciare l'operazione di ripulitura
d'immagine di multinazionali fossili che investono sempre più
massicciamente nella sponsorizzazione culturale. Il meccanismo è noto:
si continua a estrarre, bruciare, navigare a gas fossile, ma si finanzia
la cultura, lo sport, l'intrattenimento. Il marchio si associa alla
festa nazionale. La crisi climatica resta fuori campo. Non è
filantropia. È normalizzazione.
Sanremo, dal 1951, costruisce immaginari collettivi. Se sul palco si
celebra l'emozione individuale, sulla passerella si consolida un modello
economico che della crisi ecologica è corresponsabile strutturale.
Fogli di via per una protesta pacifica
Dopo il fermo - definito "identificativo" nonostante le persone si
fossero già fatte identificare - sono arrivate denunce per
manifestazione non preavvisata (art. 18 TULPS) e inottemperanza (art.
650 c.p.), oltre ai fogli di via obbligatori. Una misura nata in ambito
antimafia applicata a chi ha mostrato piccoli striscioni. Il tutto
mentre entrava in vigore il nuovo decreto sicurezza, che irrigidisce
ulteriormente sanzioni e multe per chi manifesta senza preavviso o
"turba" eventi pubblici. Il dissenso non viene vietato apertamente.
Viene reso costoso. Rischioso. Espellibile.
La frase dell'agente - "i diritti li vedremo dopo" - fotografa un clima
politico in cui la libertà non è più presupposto, ma concessione differita.
L'altra Sanremo
Eppure la città non è solo blue carpet e sponsor. A poche strade
dall'Ariston, alla Città Invisibile, tra le opere dei bambini
palestinesi della mostra "HEaRT of GAZA", ha cantato Alessio Lega.
Cantautore anarchico, collaboratore storico di A Rivista Anarchica, Lega
appartiene a una tradizione che non considera la musica una merce da
share, ma uno strumento di memoria e di scelta. Mentre sul palco
ufficiale la guerra resta emozione generica o silenzio prudente, lì Gaza
ha un nome. Ha volti. Ha disegni di bambini. Mentre il Festival celebra
l'unità nazionale sponsorizzata, il controconcerto riapre il conflitto:
climatico, coloniale, sociale.
Specchio fedele, crepe visibili
Se Sanremo è davvero lo specchio del Paese, allora riflette un
equilibrio molto preciso: multinazionali fossili che finanziano la festa
nazionale; il dissenso trattato come intralcio da rimuovere rapidamente;
misure amministrative pensate per la criminalità organizzata applicate a
chi espone cartelli; diritti evocati come formalità, sospendibili "intanto".
Il messaggio è semplice: lo spettacolo deve continuare. Può sfilare il
marchio dell'industria fossile. Non può sostare la crisi climatica. Può
brillare la retorica della libertà. Non può disturbare una protesta non
autorizzata. E tuttavia, a poche strade di distanza, un concerto per
Gaza ricorda che la cultura può ancora scegliere da che parte stare. Che
la musica non è solo colonna sonora del consenso, ma può diventare
controcanto. Il Festival racconta un'Italia che vuole apparire unita,
pacificata, luminosa. Le espulsioni, i fogli di via, la frase «non hai
nessun diritto» raccontano un'altra Italia: più nervosa, più
autoritaria, più fragile. Forse il vero specchio non è il palco
dell'Ariston. Sono le crepe che si aprono ai margini.
Ed è da lì che, prima o poi, entra l'aria.
Totò Caggese
https://umanitanova.org/lucidare-il-palco-oscurare-il-dissenso-sanremo-sponsor-fossili-fogli-di-via-e-controcanti/
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