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(it) Italy, UCADI, #205 - Cosa c'è di nuovo - Board of peace: gli sciacalli di Gaza (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 7 Apr 2026 08:52:01 +0300


Nell'edificio riciclato che ospitava l'United States Institute of Peace Headquarters, al 2301Constitution Avenue NW, di Washington, D.C., vicino al Lincoln Memorial e al Dipartimento di Stato, a circa 300 metri dalla Casa Bianca, il 19 febbraio si è tenuta la prima riunione del Board of Peace, il club esclusivo di Donald Trump destinato nelle sue intenzioni a sostituire l'ONU. Dell'organismo, dotato della struttura direttiva di un club di golfisti e presieduto a vita dal suo fondatore-proprietario fanno parte, oltre ai famigli da lui nominati i soci paganti che versano almeno un milione di dollari e partecipano al Board che lo gestisce. Questi soci possono essere esclusi o affiancati da altri, a discrezione del Presidente. Questo comitato d'affari gestisce le crisi internazionali e da questa attività ricava lauti profitti, distribuendo appalti, gestendo affari.
In un modo non chiaro e con un ruolo servile, partecipano all'organismo una pletora di servi "osservanti", che ambiscono a raccattare le briciole di quanto c'è a tavola e tra questi l'Italia all'occorrenza rappresentata dal vice. Presidente del Consiglio pro tempore, il burattino Antonio Tajani, chiamato a ritagliare qualche affare per conto di Webuild (ex Salini Impregilo), leader globale in grandi opere, e di Pizzarotti, Rizzani de Eccher, Ghella (tunnel) e Itinera (gruppo Gavio) Saipem, (infrastrutture energetiche), Techbau e CMB rispettivamente logistica/industriale e grattacieli, e immancabilmente ENI e Leonardo, spacciati per "lavoro italiano".
Sì perché l'organismo è deputato in prima battuta a gestire la ricostruzione di Gaza ovvero la realizzazione del progetto trampiano di farne una riviera per ricchi buttando in mare rovine e cadaveri e costruendo un resort per ricchi che produca profitto e conservi i palestinesi superstiti come servi.
L'operazione, messa in atto da questi sciacalli, è iniziata sulle ali della "pace trumpiana", instaurata a Gaza con gli accordi Sharm El Sheikh dell'ottobre 2024, dopo aver siglato una "non tregua" a Gaza, che fino ad ora ha prodotto più di 500 vittime ad opera di Israele con la quale Trump ha interrotto la mattanza di massa messa in atto come ritorsione dopo il 7 ottobre, che ha prodotto 75.000 vittime, la gran parte delle quali donne e bambini.
Tappa essenziale per l'attuazione del progetto e insieme condizione per procedere ad un riassetto del Medio Oriente che consentisse agli Stati Uniti di ritirarsi dall'area dopo averla "stabilizzata", l'affidamento della Siria alla gestione dell'ex jihadista, Ahmed al-Sharaa (noto anche come Abu Muhammad al-Jolani) sotto l'egida della Turchia che in tal modo diviene Stato confinante ad Israele e al tempo stesso partecipe della futura gestione di Gaza, con il compito strategico di contenere le attività espansionistiche di Israele. Al momento non è chiaro se del baratto faccia anche parte dare mano libera a Israele per acquisire definitivamente la Giordania, cancellando definitivamente ogni ipotesi di Stato palestinese.

La partecipazione Italiana

Di fronte al progetto messo in atto da questi squali è francamente stucchevole la polemica sorta in Italia sulla partecipazione come osservatore del governo italiano a questa boiata. Si è detto giustamente che l'articolo 11 della Costituzione lo vieterebbe ma l'ostacolo è stato prontamente aggirato, assumendo le vesti di osservatore, ruolo non previsto dallo Statuto del Board, e partecipando lo stesso ai suoi lavori per i motivi dei quali si diceva e con l'ormai annosa giustificazione che chi non è seduto al tavolo è nel menù.
Tutto questo anche perché non è finita: sembra che Trump intenda far svolgere a questo Board anche il compito di ricostruzione dell'Ucraina, nell'illusione che queste sopravviva alla guerra e che ne resti abbastanza.
Con questi chiari di luna e i russi sul campo di battaglia non è chiaro cosa resterà di quel paese, sempre ammesso che l'Unione Europea sia disponibile a mettere a disposizione i capitali necessari, posto che la Russia non pagherà mai alcun danno di guerra ma piuttosto li esigerà.

https://www.ucadi.org/2026/03/01/cosa-ce-di-nuovo-board-of-peace-gli-sciacalli-di-gaza/
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