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(it) NZ, AWSM: Perché non voterò - UN SIMPOSIO n. 1 (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Fri, 16 Oct 2026 08:55:36 +0300


Votare: «Lo strumento e il simbolo del potere di un uomo libero di rendersi ridicolo e di mandare in rovina il proprio paese». L'adagio secondo cui «solo uno sciocco metterebbe una pistola carica in mano a un idiota» costituisce un'analogia particolarmente calzante per descrivere il governo. Un idiota (solitamente animato da buone intenzioni) si ritiene abbastanza intelligente da gestire gli affari di un gran numero di persone sedendo in parlamento. Un gran numero di persone, agendo da sciocchi, vota il programma del suo partito per poi passare gli anni successivi a lamentarsi dei risultati. L'errore di fondo sta nel fatto che l'elettore crede di ottenere ciò per cui ha votato. Se potesse votare per coloro che di fatto controllano il paese - diciamo i governatori della Banca d'Inghilterra, i dirigenti delle grandi imprese industriali e le figure che operano dietro i ministeri - l'illusione della democrazia sarebbe più comprensibile.

I veri centri di potere si collocano ben oltre l'influenza esercitata dai cittadini durante le elezioni. Essi rimangono immutati, quale che sia il partito «al potere». Nell'ottica della «democrazia» centralizzata, l'unica argomentazione possibile a sostegno del voto è la prospettiva di ottenere benefici marginali. Lo Stato si occupa del benessere dei suoi sudditi solo incidentalmente; la sua preoccupazione principale riguarda i rapporti di forza con gli altri Stati, la cui espressione più compiuta è la guerra.

Mi schiero dalla parte di chiunque, ovunque si trovi, non sia disposto né a vivere né a morire per qualcosa che, a lungo andare, non può che agire contro la sopravvivenza e contro le condizioni che rendono la vita degna di essere vissuta. La nostra azione immediata deve, per sua natura, consistere nell'opporsi a quel gesto patetico che è il voto. Deve essere un'azione diretta e orientata a uno scopo preciso. Possiamo imparare a vivere come uomini e donne liberi solo organizzandoci contro la condizione in cui ci troviamo.

Le associazioni degli inquilini, le associazioni dei consumatori e l'azione diretta in ambito industriale offrono alle persone l'opportunità di sperimentare la gestione della propria vita in modo positivo e verso fini positivi.

Solo attraverso un coinvolgimento diretto nella società l'individuo può sperare di trasformare se stesso e il proprio mondo. La libertà non può essere concessa, deve essere conquistata; e una società libera può nascere soltanto da sperimentazioni che affrontino le problematiche (etiche e organizzative) della vita comunitaria.

Votare non significa, né può significare, un governo basato sul consenso. Votando, si agisce sulla base del presupposto che certi uomini siano idonei a governare e che la maggioranza abbia necessariamente ragione. Inoltre, qualora lo Stato - agendo in nome di una maggioranza (spesso fittizia) - dichiarasse guerra, l'individuo perderebbe il diritto alla vita, ammesso che lo abbia mai avuto.

Per me, votare è un atto di complicità con lo Stato e un'azione negativa; pertanto, non voto.

https://awsm.nz/why-i-wont-vote-a-symposium-1/
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