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(it) Italy, UCADI #211 - DISTRAZIONE DI MASSA (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 4 Oct 2026 08:17:50 +0300
Mentre il governo Meloni si avvia a divenire quello più longevo della
Repubblica, il che non è necessariamente un merito, posto che sovente la
stabilità coincide con la stagnazione, per sopravvivere si inventa
un'operazione di distrazione di massa. In effetti il Governo galleggia,
i salari sono stagnanti, anzi sono in recessione, il welfare si degrada
e cade a pezzi, la sanità a corto di risorse e di personale fornisce
sempre meno Servizi, la scuola è un disastro in carenza di personale e
con programmi decotti, inutilmente rivitalizzati attraverso
l'istituzione di nuovi corsi scolastici, ma stupidi, le prospettive di
occupazione per i giovani sono inesistenti e il loro esodo dal paese si
mantiene costante in più di 500.000 unità all'anno aggravando la crisi
demografica. Lo Stato è carente non solo nella politica di sviluppo e in
quella di programmazione, ma anche nella gestione ordinaria delle
strutture di servizio alla popolazione che sono governate dal
clientelismo burocratico, dall'incapacità gestionale, dall'inefficienza,
a causa di una lottizzazione degli incarichi di direzione della
struttura distribuiti ad una classe dirigente e burocratica gestita
dalle clientele. Attraverso una capillare gestione delle nomine il
governo nell'arco di quattro quasi cinque anni ha provveduto a innovare,
tutt'altro che in meglio quest'esercito di manutengoli del potere
pubblico e al tempo stesso a degradarne ruolo, funzione e finanziamenti
privando gli enti locali delle risorse necessarie in modo tale da
impedire qualsiasi possibilità di operare.
Ne è una riprova la gestione comatosa di quei residui ancora
significativi di industria pubblica, sopravvissuti alle svendite
orchestrate dall'osannato Mario Draghi che ne iniziò la programmatica
dismissione, regalandone la proprietà al capitale finanziario privato
invitato a spartirsi i profitti con il risultato di veder diminuire
progressivamente fino ad azzerarsi gli investimenti per innovazione,
decadere la programmazione e l'espansione verso nuovi settori, con
conseguente ridimensionamento dell'apparato produttivo ed industriale.
Globalizzazione e delocalizzazione hanno fatto il resto. lasciando nel
paese un deserto crescente e trasformandolo, nell'illusione che il
superstite settore del turismo di massa fosse sufficiente a garantire al
paese un futuro,
trasformandolo nell'oasi vacanziera d'Europa e del mondo, e non
rendendosi conto che anche a voler fare nel turismo di qualità occorrono
investimenti, altrimenti anche questo settore decade e fallisce sotto il
peso dell'inefficienza gestionale.
I punti di eccellenza produttiva delle nostre strutture industriali non
sono stati difesi: emblematico il caso della GSM di Firenze, un'azienda
all'avanguardia nel suo settore, decisamente produttiva, smantellata
dalla concorrenza per massimizzare i profitti, spostando la produzione
dove il costo del lavoro era meno alto; e gli esempi che si potrebbero
fare sono infiniti. Per ultimo, ma non da ultimo, si è aggiunta la
politica energetica inesistente che ha creato le condizioni per una
perdita di competitività delle produzioni localizzate in Italia e ne ha
incentivato lo smantellamento e l'esodo verso altre aree produttive alle
quali i rispettivi Governi sono riusciti a garantire un accesso
all'energia molto meno costoso e certamente competitivo.
Ma il suo capolavoro questo Governo lo ha fatto ii politica estera,
mantenendo un atteggiamento prono e supino, come del resto tutti i paesi
dell'Unione europea alle politiche statunitensi, comportandosi da fedeli
e servili vassalli al servizio dell'impero e ancora dichiarandosi fieri
sostenitori dell'Ucraina aggredita, alla quale questo Governo come del
resto il precedente e l'opposizione hanno garantito un sostegno senza se
e senza ma, a prescindere da ogni valutazione di opportunità, di
convenienza, di ragioni storiche e politiche, di merito, in relazione ad
una valutazione del regime nazionalista xenofobo, razzista, nemico della
libertà religiosa e di pensiero. oppressore delle minoranze etniche e
linguistiche, che opprime un paese a composizione multiculturale e
plurilinguistica.
Questa solidarietà si è manifestata attraverso un esborso economico
costante nella fornitura di sistemi d'arma per un importo che a
guardarlo nella sua dimensione unitaria sembra esiguo di 75 euro pro
capite, fino ad ora, ma che, visto nel suo complesso è enorme, se solo
si pensa alle carenze del bilancio statale nel finanziare il welfare, e
se si guarda all'entità del debito pubblico italiano che ha continuato
imperterrito a crescere, in nome di una solidarietà mal riposta che ha
portato all'arricchimento di una classe dirigente e politica corrotta.
quella ucraina, che si è cibata abbondantemente e senza ritegno delle
tangenti sulle forniture militari, mandando al macello la popolazione
dell'Ucraina.
Le responsabilità della sinistra
Se le responsabilità del governo sono gravi, quelle dell'opposizione non
sono da meno nel suo essere stata complice di questa operazione. Già
nello scorso editoriale segnavamo le considerazioni di opportunità che
potrebbero avere spinto la leader dell'opposizione a ribadire il proprio
sostegno a Kiev, volendo così acquisire legittimazione per andare al
governo e a succedere a quello attuale, in un quadro di compatibilità
con l'alleanza atlantica. Ma crediamo di comprendere la sua riottosità a
recarsi in viaggio a Kiev, come da più parti le viene chiesto, volendo
conservare un senso di pudore di fronte all'ignominia di andare a
sostenere con la propria presenza un Governo, che propugna un
nazionalismo gretto, illiberale, xenofobo e razzista, che evoca i fasti
dell'UPA neonazzista, incompatibile con i valori di democrazia che dice
di voler difendere: un Governo di ladri e corrotti che è il più grande
nemico dell'Ucraina (vedi le inchieste in corso).
Dopo averne distrutto la popolazione, tanto che già oggi pensa di
programmare il futuro, avendo come punto di riferimento una popolazione
ridotta a 38 milioni, non mettendo in conto le ulteriori perdite che
subirà con la privazione di larga parte del suo territorio e con il
probabile ritorno ai popoli d'origine delle aree acquisite della
Bucovina della Transcarpazia e della Volinia cosa resterà di un'Ucraina
sconfitta, privata dello sbocco al mare se non un popolo di reduci di
guerra pronti alla violenza e propensi ad un nazionalismo xenofobo e
rancoroso?
Ben pochi al momento sembrano rendersi conto del veleno prodotto a Kiev
che sta infettando in modo profondo i Paesi baltici, largamente
predisposti ad accogliere il virus della superiorità razziale ed etnica,
desiderosi di rivalsa verso i popoli slavi che considerano loro eterni
nemici? È vero, la sua opposizione al genocidio di Gaza ha ridato
dignità alla sinistra italiana e oggi due delle sue componenti sembrano
averlo capito: non è un caso che Conte stia timidamente cercando di
cambiare la posizione dell'intero schieramento di sinistra, consapevole
che gli italiani, nella loro maggioranza, sono contrari al finanziamento
della guerra in Ucraina e al riarmo e non nutrono sentimenti anti russi,
almeno quella parte di elettori che appartengono all'elettorato di
sinistra. A insinuare dubbi sulla questione e a sostenere l'Ucraina
provvede un mainstream composto di giornalisti e giornaliste, politologi
e politologhe fanatici , faziosi e bugiardi che per interesse o per
convinzione, si sono messi a disposizione dell'Unione europea, della sua
classe dirigente, dei circoli politici atlantisti, e attingono a lauti
finanziamenti che l'Unione europea elargisce. Così dicasi per centri di
ricerca, sedicenti tali dove politologi o politologhe faziose,
particolarmente odiose, cartografi e gestori di siti di informazione
sulla guerra che, non a caso, sono passati dai commenti e cronache
relativi al campo di battaglia a considerazioni di carattere
geopolitico, piuttosto che riferire sulla situazione sul campo di
battaglia, come facevano in passato evitano di farlo, perché se lo
facessero con un minimo di obiettività dovrebbero riferire di un
arretramento costante e progressivo dell'Ucraina sul campo di battaglia
e di un'avanzata costante dell'esercito russo che sta conquistando uno a
uno le città del Donbass e che si predispone ad estendere l'azione fino
all'asse che parte dell'oblast di Sumy per spingersi fino al Dniper per
svoltare verso Odessa e la Bucovina e per ricongiungersi con la
Transnistria, segnando la fine geografica dell'Ucraina per come la
conosciamo oggi.
Un programma per un nuovo governo
È noto che il governo Meloni, preoccupato dagli orientamenti
dell'elettorato e dalla concorrenza a destra che Fratelli d'Italia
subisce dal Partito di Vannacci stia cercando, attraverso una nuova
legge elettorale, di truccare anticipatamente le carte e creare le
condizioni per una vittoria tecnica. A settembre vedremo questo
tentativo dispiegarsi pienamente in Parlamento, anche se l'esito
dell'operazione appare al momento non privo di ostacoli. Nelle more di
quando si prepara il Governo ha provveduto a mettere in atto abilmente
un'operazione di distrazione di massa, costituita dall'oscuramento del
caso del Mastro e dall'enfatizzazione e mediatizzazione del caso
Ranucci, creando la telenovela che ha tenuto in alto l'attenzione degli
italiani, orientandola verso futili motivi, ma soprattutto distorcendola
dai reali problemi che si vivono, testimoniati dalla riduzione delle
ferie per mancanza di risorse economiche, dalla crescita del prezzo del
carburante che ostacola notevolmente i movimenti, dalle crescenti
preoccupazioni per l'occupazione alla fine delle ferie e per redditi e
intanto ne approfitta per sopprimere o modificare Report.
Abilmente il Governo ha sfruttato l'effetto valanga dell'invasione
programmata di Ceuta per condurre la guerra al Governo Sanchez,
sospendendo Schengen creando i presupposti per uno scontro ben più serio
sulle politiche migratorie con il governo Merz, a sua volta in
difficoltà su questo tema. Questo mentre le ONG, con le loro navi
rimaste sole a presidiare il mare, continuano il loro tragico
pellegrinaggio di trasporto di cadaveri verso i porti italiani e il
Governo si balocca nell'ipotizzare improbabili nuovi hotspot in paesi
terzi, posto che con l'eventuale ingresso dell'Albania nell'Unione
europea, quello albanese dovrà essere disabilitato, vanificando
l'investimento di un miliardo.
In questo modo le aspettative e il quotidiano della popolazione italiana
vede la propria attenzione indirizzata verso falsi problemi, con la
conseguenza di disinteressarsi della politica e delle future scelte di
governo e di prepararsi a un'estensione di massa dalle prossime scadenze
elettorali che è la sola condizione che può permettere la formazione di
un nuovo governo di minoranza rispetto al paese, ma dotato di una
maggioranza formale di consenso che continui imperterrito a gestire il
paese nella convinzione che nulla può cambiare e che il mondo, le forze
politiche che si candidano alla gestione dello Stato, sono tutte uguali:
incapaci e inconsistenti.
La Redazione
https://www.ucadi.org/2026/09/06/distrazione-di-massa-3/
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