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(it) Italy, UCADI, #210 - Guerra alla laicità e al separatismo negli Stati Uniti (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 26 Aug 2026 08:07:45 +0300
All'inizio del suo secondo mandato presidenziale nel 2025 Trump,
partecipando alla National Prayer Breakfast ha istituito presso la Casa
Bianca un "Ufficio della fede" (White House Faith Office), chiamando a
dirigerlo l'istrionica Pastora Paula Wite, e ha emanato un ordine
esecutivo con il quale ha istituito una Commissione per la libertà
religiosa, incaricando l'allora Procuratore Generale Pam Bondi di creare
una Tank force incaricata di indagare per sradicare i pregiudizi
anticristiani. La Commissione avrebbe dovuto occuparsi di tutte le
minacce alla cristianità all'interno del governo, ma anche nelle Agenzie
governative come FBI, IRS, Dipartimento di giustizia, così come nella
società, lavorando a stretto contatto con il Domestic Policy Council,
del quale fanno parte i principali funzionari dell'amministrazione e i
membri del Gabinetto presidenziale. Il 26 Giugno 2026 la Commissione ha
pubblicato il suo primo Report di ben 224
pagine.[https://www.justice.gov/religious-liberty-commission/media/1449896/dl?inline].
La commissione era composta da 13 membri, tra cui funzionari governativi
ex officio, esponenti religiosi ed esperti di diritto.
Dan Patrick (Presidente della Commissione) - Vice Governatore del Texas,
Dr. Ben Carson (Vice Presidente) - Ex Segretario della Casa e dello
Sviluppo Urbano degli Stati Uniti, Kelly Shackelford - Presidente e CEO
del First Liberty Institute, Rabbi Meir Soloveichik - Rabbino della
Congregazione Shearith Israel, Paula White - Consigliera senior per
l'ufficio fede della Casa Bianca, Bishop Thomas Paprocki - Vescovo di
Springfield, Illinois, Cardinal Timothy Dolan - Arcivescovo di New York,
Rev. Franklin Graham - Evangelista e missionario, Dr. Phil McGraw -
Psicologo e personaggio televisivo, Bishop Robert Barron - Vescovo e
fondatore di Word on Fire, Ryan Anderson - Presidente del Ethics and
Public Policy Center, Carrie Prejean Boller - Membro commissario.
Il Rapporto redatto dalla Commissione si articola in un primo capitolo
dedicato all'importanza della religione nel sostegno dello Stato, della
società e di quelle che vengono definite civiche virtù, che coincidono
col diritto umanitario, la tutela della famiglia nell'educazione dei
figli, la vigilanza sui contenuti culturali dell'insegnamento nella
scuola pubblica il finanziamento pubblico della scuola privata e
parentale, il rispetto delle scelte in materia sanitaria ed etica
(aborto e pratiche di fine vita), i legami sociali di divorzio e la
ricerca della felicità.
Il secondo capitolo e il terzo capitolo del Report mettono in atto una
rilettura e una reinterpretazione della giurisprudenza della Corte
Suprema a proposito di queste materie, fornendone una lettura di parte e
faziosa, tesa a colpire quella giurisprudenza laica e separatista che
avrebbe sistematicamente penalizzato e penalizzato le richieste più
ampie di libertà religiosa, danneggiate da un eccessivo laicismo,
contrarie al potere assoluto di educazione sii minori da parte delle
famiglie e soprattutto vittime della cultura woke, accusata di voler
rimuovere disuguaglianze sociali, razzismo, sessismo e di voler tutelare
i diritti delle minoranze. Particolarmente contrastate le misure attive
per combattere le discriminazioni storich e razziali promuovendo una
revisione critica della storia e della cultura in senso progressista.
La Commissione suggerisce un ritorno alla tradizione, sostenendo il
pluralismo confessionale, promuovendo il ritorno della religione
nell'insegnamento, soprattutto nelle scuole pubbliche, il potenziamento
dei finanziamenti alle scuole private e all'insegnamento parentale, il
contrasto all'aborto e ai trattamenti di fine vita e in generale il
contrasto della cultura gender contrastando attivamente i mutamenti di
genere e opponendosi sul piano più generale alla cultura woke.
I successivi capitoli sono dedicati all'esame delle problematiche
relative all'esercizio della libertà religiosa e alla presenza di una
impostazione religiosa dell'insegnamento nelle scuole secondarie, nei
campus universitari, denunciando la repressione dei diritti parentali
nella scelta dei contenuti e dei metodi di insegnamento, la presenza
della religione nell'esercito e in tutto l'apparato di difesa, il
condizionamento dei finanziamenti alla sanità pubblica e chiedenti il
rispetto dei principi religiosi e alla tutela dell'obiezione di
coscienza per motivi religiosi in campo sanitario, soprattutto relativi
all'aborto e alla lotta contro gli obblighi vaccinali. Al capitolo 11 la
Commissione affronta il problema dell'antisemitismo per passare poi ad
occuparsi della tutela degli edifici di culto, per terminare con una
ricognizione generale sugli ostacoli posti alla libertà religiosa nei
settori pubblico e privato.
Ognuno dei capitoli nei quali è articolato il Report contiene una
conclusione parziale e un elenco di raccomandazioni con le quali si
intende incidere sulla soluzione dei problemi prospettati, suggerendo
comportamenti interventi legislativi, modalità di coinvolgimento delle
autorità, procedure con le quali ci si rivolge alla magistratura, per
essere tutelati e quant'altro può contribuire a mutare i comportamenti
istituzionali nei confronti di queste problematiche. Il rapporto si
conclude con una serie di considerazioni che riassumono le posizioni
dettagliatamente espresse nel report sui singoli problemi.
Si suggerisce che queste problematiche facciano parte dell'educazione
civica erogata nelle strutture pubbliche, in modo da contrastare il
secolarismo, visto come soluzione per aggirare i conflitti fra Stato e
Chiesa, sostenere gli americani religiosi, promuovere la collaborazione
feconda con le istituzioni tradizionaliste che si suppone agiscano per
il bene comune, l'apprezzamento per l'eredità religiosa degli Stati
Uniti, di avere cura di celebrare la religione e i contributi che essa
dà alla coesione della società, intervenire sul diritto a politiche
pubbliche relative ad istruzione, sanità, forze armate, istituzioni di
ispirazione religiosa, che vanno potenziate; al sistema giuridico e alla
magistratura il cui operato va orientato e controllato dal Governo. Solo
a queste condizioni potranno essere invertite le tendenze in atto,
reintroducendo la presenza della religione nella società, in ogni
momento della vita della persona umana.
Al termine del report due appendici sono dedicate al superamento
concettuale del cosiddetto "muro di separazione" tra Stato e Chiesa che
ha garantito fino ad ora la laicità del sistema statunitense, ispirando
le pronunce della magistratura. Per raggiungere questo scopo occorre che
gli studenti nella scuola pubblica rivendichino i loro diritti di
libertà religiosa, imponendo la presenza della religione e che
altrettanto facciano i genitori, come gli appartenenti al personale
delle scuole pubbliche, rivendicando il loro diritto di libertà
religiosa sul posto di lavoro. e ricordando che essi
hanno tutti diritto, quali dipendenti, di collocare i simboli religiosi
in classe o insegnare la religione a scuola. Si ricorda che lo stesso
diritto hanno gli studenti universitari e che ogni genitore può chiedere
che suo figlio sia esonerato da lezioni o attività contrarie alla sua
fede. Altrettanto può fare l'operatore sanitario, rifiutandosi di
partecipare a pratiche contrarie alla propria fede o rifiutarsi di
somministrare o farsi somministrare vaccini. Anche i militari possono
chiedere accomodamenti per esercitare convenientemente alla propria fede
la religione, così come possono fare coloro che prestano la loro
attività nel settore privato.
Si ribadisce il diritto dei leader religiosi di predicare, di insegnare
in pubblico e nelle istituzioni e il diritto dei legislatori locali di
aprire riunioni pubbliche con preghiere, aggiungere festività religiose
al calendario e mantenere simboli religiosi su proprietà pubblica. Viene
ribadito il diritto del Presidente, dei governatori e dei sindaci di
emanare proclami su festività e questioni religiose.
Nell'appendice B al report vengono formulate 12 raccomandazione chiave
per rafforzare la libertà religiosa di tutti gli americani, suggerendo
di onorare pubblicamente gli eroi della libertà religiosa, ricordare
l'apprezzamento dell'eredità religiosa degli Stati Uniti, valorizzare il
contributo della religione alla libertà, promuovere la religione
nell'istruzione pubblica, favorendo la consapevolezza della sua
importanza educativa e valoriale.
Il report si conclude con un insieme di raccomandazioni, la prima delle
quali e la più importante è rivolta al Presidente Trump, al quale si
chiede di emanare un'azione esecutiva che renda la libertà religiosa
interna una priorità politica permanente, in modo simile a quanto già
avviene per la libertà religiosa internazionale, che è promossa
attraverso la United States Commission on International Religious Freedom.
Interventi a tutela della religione
La prima tutela va concessa ai leader religiosa, azzerando i
procedimenti che li riguardano che sovente hanno un valore intimidatorio
preventivo: ciò può essere fatto intervenendo sulla nomina dei giudici e
selezionandoli in base al loro favor religionis e al loro comprovato
impegno in difesa della religione; con le stesse modalità e la stessa
determinazione bisogna agire sui funzionari delle agenzie federali,
attraverso l'istituzione di "Divisioni per la coscienza e la libertà
religiosa" in tutto il governo federale, con il compito di rispondere ai
reclami relativi a presunte violazioni della libertà religiosa e
indagare su di esse, applicare le leggi e i regolamenti in materia di
libertà religiosa, svolgere audit sulle politiche, sui programmi e sulle
prassi del proprio Dipartimento o agenzia per individuare
discriminazioni religiose, raccomandare e supervisionare rimedi per
eliminare eventuali politiche, programmi o prassi discriminatorie sul
piano religioso, pubblicare rapporti sulle violazioni della libertà
religiosa, sulle indagini, sulle azioni di enforcement e sulle soluzioni
adottate, emanare linee guida sui diritti di libertà religiosa degli
enti sottoposti alla giurisdizione del Dipartimento o dell'agenzia,
attuare le raccomandazioni contenute nel rapporto. La Commissione
raccomanda inoltre che il Presidente e la White House Faith Office
incoraggino la formazione di Commissioni per la libertà religiosa e di
Uffici per la fede in tutti i cinquanta Stati e a livello
internazionale, per garantire agli americani il pieno godimento delle
protezioni della libertà religiosa riconosciute dalla Costituzione e
dalla legge, il Dipartimento di Giustizia dovrebbe inoltre sviluppare
una Religious Liberty Task Force dedicata la quale dovrebbe: chiedere il
superamento di precedenti quali Employment Division v. Smith, City of
Boerne v. Flores e Christian Legal Society v. Martinez, difendere le
comunità americane che adottano leggi, politiche o prassi che riflettono
la loro cultura religiosa e sono coerenti con le pratiche e le
interpretazioni storiche sulla base della Establishment Clause, a
promuovere argomenti a favore dell'autorità distinta e necessaria dei
genitori di dirigere l'educazione religiosa dei figli, in coerenza con
la storia e le tradizioni della nazione, e in collaborazione con altre
iniziative federali sui diritti parentali; limitare l'affermazione, da
parte del governo federale, di interessi pubblici imperativi relativi a
casi chiaramente fondati sul diritto vigente, inviare lettere di diffida
a qualsiasi autorità statale o locale in relazione a statuti, regole
amministrative o linee guida operative che contengano restrizioni
discriminatorie fondate sulla religione nell'accesso a programmi o
finanziamenti pubblici.
Il governo dovrebbe inoltre intervenire sul contenzioso e modificare la
legislazione a favore della religione e delle sue istituzioni,
garantendo e facilitandone il finanziamento pubblico, concedendo
maggiore libertà religiosa a favore delle associazioni, anche a
detrimento dei diritti e delle libertà dei lavoratori da queste
utilizzati, privilegiare associazioni e famiglie religiose negli affidi
e nelle adozioni. Il report fornisce specifiche indicazioni in merito al
contenzioso, suggerendo interventi legislativi volti alla piena tutela
del Religious Freedom Restoration Act - RFRA e sancendo la prevalenza
delle sue norme su ogni altra, favorendo l'erogazione di finanziamenti
pubblici.
Particolarmente grave la raccomandazione, a seguito dell'Executive Order
del Presidente Trump del 13 novembre 2025, Fostering the Future for
American Children and Families, volta a massimizzare le partnership
nell'affido agli americani religiosi, raccomandando di rivedere tutte i
regolamenti applicabili in materia di affido e adozione il Dipartimento
della Salute e dei Servizi Umani, dovrà interpretare il RFRA nel senso
di favorire quelle adozioni o affido che assicurano l'educazione
religiosa, orientamenti simili da emanare riguardano le istituzioni
sanitarie, quelle scolastiche pubbliche, la valorizzazione del ruolo
l'esercito, sostenendo i cappellani militari, le azioni intraprese
dall'associazionismo, favorendo quello a carattere religioso. Ulteriori
interventi vengono suggeriti per garantire coloro che rifiutano la
somministrazione a se stessi e ad altri di vaccini, nonché
l'interpretazione dell'ordine presidenziale Guaranteeing Fair Banking
for All Americans e altre misure volte a porre fine alla discriminazione
religiosa nei servizi bancari, assicurativi e nei servizi legati ai dati.
La confessionalizzazione della società americana
Con questo provvedimento l'amministrazione Trump si predispone ad un
intervento di carattere culturale e legislativo volto a clericalizzare e
confessionalizzare la società statunitense e, non potendo agire sul
piano delle modifiche del primo emendamento, ne fornisce una
interpretazione e ne suggerisce un'applicazione, strettamente
confessionale, sfruttando la discrezionalità della magistratura e
dell'amministrazione e l'elasticità interpretativa delle norme, tipica
di un ordinamento di common law. In effetti la modifica del Primo
Emendamento, così come di qualsiasi altra parte della Costituzione degli
Stati Uniti, avrebbe richiesto, per essere modificato o persino
abrogato, un processo formale estremamente rigoroso, stabilito
dall'Articolo V della Costituzione.
La procedura in questione passa attraverso due fasi distinte, la
proposta e la ratifica. La proposta di emendamento va presentata al
Congresso e deve essere approvata con una maggioranza dei due terzi
(67%) sia nella Camera dei Rappresentanti che nel Senato. Due terzi dei
parlamenti (34 su 50) dei singoli Stati possono richiedere al Congresso
di convocare una "Convenzione nazionale" per proporre modifiche. Per le
difficoltà e le maggioranze che richiede questa via non è mai stata
utilizzata nella storia degli Stati Uniti.
Una volta approvata e proposta ufficialmente, la modifica, per diventare
legge, deve essere ratificata, seguendo una delle due modalità stabilite
dal Congresso.
Deve essere approvata dalle assemblee legislative di tre quarti degli
Stati (almeno 38 Stati su 50) e da apposite convenzioni indette in tre
quarti degli Stati. Questa modalità è stata utilizzata una sola volta
nella storia degli Stati Uniti.
Il sistema è stato volutamente concepito dai Padri Fondatori per essere
molto complesso e richiede un consenso bipartisan a livello nazionale,
tale da rendere le modifiche costituzionali molto rare.
La maggioranza trumpiana al Congresso non è tale da consentire il
ricorso a questa procedura e nell'impossibilità di farlo, si procede per
via amministrativa e interpretativa, cercando di piegare le istituzioni
pubbliche attraverso ordini esecutivi e provvedimenti specifici e
settoriali, verso un mutamento radicale di orientamento che sovverte
decenni di giurisprudenza costituzionale. È per questo motivo che i
lavori della Commissione si caratterizzano per una lettura estremamente
di parte della giurisprudenza della Corte Suprema, entrando di volta in
volta nello specifico dei singoli casi e suggerendo per ognuno di essi
una diversa lettura e modalità legislative o amministrative di
superamento dell'interpretazione che la Corte ne ha dato delle norme. In
tal modo l'amministrazione Trump cerca di mettere a segno un colpo di
Stato istituzional-burocratico di portata epocale, in grado di
scardinare l'ordinamento giuridico statunitense, sovvertendo il rapporto
fra Stato e religione e facendo degli Stati Uniti uno Stato ed una
società pluri-confessionista, dove il ruolo della religione è elemento
essenziale di sostegno e di legittimazione del Governo.
Contro il pericolo rappresentato da questa degenerazione
dell'ordinamento la società civile statunitense si va mobilitando e
questo perché non si tratta di difendere le acquisizioni della cultura
woke, ma le basi stesse, costitutive, della legislazione, la
Costituzione e nell'insieme il separatismo statunitense. Violarlo
significa assumersi la responsabilità di dividere il paese,
coinvolgendolo in una guerra di religione.
Nell'immediato il lavoro della Commissione, oltre ad essere parte del
disegno politico MAGA di clericalizzazione della società statunitense e
di opposizione alla cultura woke, si fa strumento delle intenzioni di
Trump di combattere quello che per lui rappresenta più grande pericolo
in prospettiva. Ci riferiamo alla crescita del movimento della sedicente
componente socialista all'interno del partito democratico degli Stati
Uniti che fa capo idealmente a Bennie Sanders e a Mamdani, sindaco di
New York. Quando parliamo di socialismo statunitense bisogna ben
intendersi perché si tratta di un socialismo alla statunitense, ovvero
che non si propone la proprietà pubblica dei mezzi di produzione ma
persegue il fine di realizzare forme diffuse welfare nella società
statunitense, con attenzione all'erogazione dei servizi pubblici, alla
sanità e alla scuola pubblica, aiuti e sostegno sociale ai più poveri:
una sorta di socialdemocrazia tenue che tuttavia per il liberalismo
assoluto che caratterizza gli Stati Uniti viene identificato con il
comunismo, pur essendo caratterizzato dal populismo.
Questo orientamento che, a causa dei crescenti successi elettorali,
preoccupa molto Trump, viene criminalizzato, associandolo ai cosiddetti
"gruppi Antifa", che costituirebbero la nuova configurazione del
terrorismo di sinistra, contro il quale l'Amministrazione Trump ha
indetto un Convegno internazionale, tenutosi a Washington il 16 luglio,
al quale sono stati invitati ben 60 paesi e tra questi l'Italia, ma che
ha visto una scarsa partecipazione, a causa delle tesi sostenute e dei
pericoli paventati. Il problema vero è costituito dal fatto che la
polarizzazione in atto dello scontro politico negli Stati Uniti fa
temere che anche modeste esigenze, tipicamente socialdemocratiche,
possano compromettere una gestione sociale sempre più acutamente
reazionaria.
Gianni Cimbalo
https://www.ucadi.org/2026/07/23/guerra-alla-laicita-e-al-separatismo-negli-stati-uniti/
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