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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #23-26 - Milano: caporalato, espulsione e finanziarizzazione (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 20 Aug 2026 08:18:03 +0300
Il caso dello sfruttamento massiccio di forza-lavoro straniera,
prevalentemente indiana, nel cantiere dell'ex Tiro a segno nazionale di
piazzale Accursio a Milano è paradigmatico del modello di sviluppo
urbanistico di stampo meneghino. Emerso pochi mesi dopo un'altra
inchiesta basata sull'accusa di caporalato, che coinvolge uno dei
giganti del capitalismo delle piattaforme come Glovo, e alla luce anche
del vero e proprio buco nero rappresentato dal futuro Consolato USA,
evidenzia e conferma, a 15 anni dalle similari inchieste durante la
stagione pre-Expo2015, un tratto distintivo della cantierizzazione
permanente della città: lavoro nero, senza regole verso l'alto, e
conseguente arbitrarietà totale di padroncini e capetti.
Secondo l'accusa della procura, la Caddell Construction (azienda USA con
sede in Alabama, responsabile dei lavori), avrebbe sfruttato più di 300
operai indiani, su oltre 500 lavoratori migranti coinvolti nel cantiere,
obbligandoli a turni di 12 ore con retribuzioni da 2 a 4 euro l'ora,
costringendoli inoltre a restituire la metà del salario per vitto e
alloggio. Oltre al rappresentante legale della società, Ulkas Demir, è
stato arrestato anche Aji Appukuttan, nato in India, 52 anni:
ufficialmente responsabile della gestione del personale dentro il
cantiere, secondo più testimonianze si era reso protagonista di
pressioni e violenze sui lavoratori, intimando di non raccontare nulla
delle condizioni di lavoro; il "cane da guardia della multinazionale",
secondo l'espressione riportata dai verbali, ricopriva il ruolo di il
"caporale operativo" e intermediario del sistema di sfruttamento sulla
direttrice Nuova Delhi - Milano scoperto nel cantiere (e la cui
estensione anche ad altri cantiere è da verificare).
Il progetto previsto per l'ex Tiro a segno nazionale è l'ultimo tassello
nella trasformazione complessiva del Portello, uno dei quartieri
industriali più importanti della Milano del Novecento (l'Alfa Romeo, su
tutte, con le sue storie di resistenza partigiana e di conflitto operaio
fino alla chiusura a fine anni '80). Oggi inserito nei Nuclei d'Identità
Locale (NIL) 71 ("Villapizzone, Cagnola, Boldinasco") e 67 ("Portello"),
dopo le dismissioni degli anni Ottanta e Novanta è divenuta una delle
prime aree, con la Bicocca, a riconvertire la propria identità
produttiva da operaia a terziaria. Questo naturalmente è avvenuto anche
attraverso la privatizzazione della Città pubblica: la realizzazione nel
1997 della Fiera, di proprietà di Fieramilanocity, tra i protagonisti di
Expo 2015; Il Parco del Portello, noto anche come "Parco Vittoria" per
il soggetto proprietario dell'area, Vittoria Assicurazioni, che a fronte
di una porzione di verde ha visto sorgere un nuovo centro direzionale e
un'area commerciale estesa; il fantomatico Alpha District, che doveva
rappresentare un nuovo "Design District" annunciato in occasione del
Fuorisalone e a oggi abbandonato. La trasformazione del Portello è
inevitabilmente collegata anche a quelle in corso o previste nei
quartieri circostanti: da San Siro alla adiacente Cascina Merlata, con
ricadute dirette sui quartieri ERP adiacenti: rispettivamente, il
quadrilatero popolare attorno a piazzale Segesta e Quarto Oggiaro. Meno
liscio è andato il cambio di composizione sociale: contesto storicamente
misto, la nuova vocazione residenziale del Portello non ha comportato un
lineare passaggio da abitanti di estrazione popolare al nuovo ceto
medio-alto; inoltre, alla privatizzazione integrale resiste anche la
Cascina Autogestita Torchiera Senz'Acqua che, pur non rientrando
nell'area del Portello, si trova però proprio circondata dalle
molteplici pressioni di espulsione provenienti dalle direttrici di
trasformazione circostanti.
Tornando alla vicenda del Consolato USA, possiamo rilevare come al suo
interno si incrocino diversi elementi: la necessità di accelerazione di
turni e realizzazione opere, che la bulimia urbanistica impone;
l'aumento delle zone grigie e opache, fino a veri e propri buchi neri
del diritto, permesso dalla normativa liberista su appalti e subappalti;
la cornice di sfruttamento del lavoro straniero permesso dalla
Bossi-Fini, che come tutte le leggi sul "controllo dei flussi migranti"
è in realtà una legge sul mercato del lavoro e il suo disciplinamento a
favore del padrone che opera su suolo italiano. In più, nel caso
particolare dell'ex Tiro a segno, si aggiunge anche la pretesa di
"extraterritorialità" con cui gli Stati Uniti hanno sempre giustificato
il diniego di ingresso alle organizzazioni sindacali, oltre, ovviamente,
a custodire segretamente quello che si insedierà nell'area e nella sede
del Consolato che, visto nella sua fase di costruzione, ha aspetti
strutturali più della fortezza inespugnabile che della palazzina di
rappresentanza commerciale e istituzionale.
Nelle vicende relative al cosiddetto "terremoto dell'urbanistica" a
Milano, un aspetto sempre meno considerato è quello dello sfruttamento
del lavoro, sulle linee del precariato e caporalato, i corpi vivi della
manodopera che, in ultima istanza, dopo le semplificazioni
amministrative e l'assenza di una legge nazionale unitaria sullo
sviluppo delle città, permette ai tempi rapidi di redditività richiesti
dagli investimenti finanziari-immobiliari di essere soddisfatti.
Con i casi di Glovo e del consolato USA, dunque, il caporalato e il
cottimo appaiono sempre più elementi fondativi di quella forza-lavoro
che regge il modello Milano e il suo stile di vita - o meglio: lo stile
di vita dei nuovi abitanti, a reddito più elevato, arrivati negli ultimi
15 anni in città in sostituzione di circa un terzo della popolazione, e
di un ceto medio borghese che ha prosperato sulla privatizzazione dello
spazio pubblico; esattamente come i settori alberghiero e della
ristorazione, le cui condizioni sono state recentemente denunciate
proprio in occasione delle Olimpiadi invernali, essendo al centro
dell'economia politica della città-evento.
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(it) France, OCL CA #362 - MESSICO: I Mondiali tra proteste e saccheggi di beni pubblici (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica].
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(ca) Italy, FAI, Umanita Nova #23-26 - Cantando la Revolución Española - Notas Prohibidas: Resistencia 13 (de, en, fr, it, pt, tr)[Traducción automática]
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