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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #17-26 - In ricordo di Luigi Proietti (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 8 Aug 2026 08:36:31 +0300
Con profondo dolore e tristezza informiamo che mercoledì 14 maggio,
all'età di 72 anni, ci ha lasciato il nostro compagno LUIGI PROIETTI
della Federazione Anarchica Empolese e della Valdelsa, colpito da un
infarto fulminante, dopo molteplici problemi di salute e da
un'insopportabile difficoltà respiratoria che si protraeva da anni. ----
Questo è l'intervento bagnato dalle lacrime che Paolo Becherini ha
pronunciato all'ultimo saluto nella cerimonia laica d'addio, avvenuta
sabato mattina presso la sala del commiato dell'ospedale di Empoli con
numerosi partecipanti.
Voglio prima di tutto ringraziare tutti voi, qui presenti, e tutti
coloro che ci hanno manifestato il loro affetto e vicinanza in questo
momento tragico e di dolore, siamo commossi per questo.
Sono stati talmente tanti i messaggi che ci sono pervenuti, che citarli
tutti sarebbe impossibile, ne citerò uno per tutti, che dice: "Nel corso
della vita non ho mai conosciuto un uomo tanto buono come Luigi". Ed è vero.
È difficile esprimere fino in fondo l'emozione, il profondo dolore che
ha provocato la perdita del nostro fratello, amico e compagno che ha
vissuto, militato con noi per più di mezzo secolo.
Nelle dure lotte degli anni '70 fino ad oggi, come nei migliori anni
quando eravamo giovani, quando il nostro impegno era totalizzante e
andavamo a letto sperando di risvegliarci in una nuova società.
Com'è difficile descrivere a pieno la sua profonda personalità, la sua
umanità, le sue qualità, lasciando i pochi difetti, le debolezze che
ognuno di noi ha!
Pensando ai suoi, ho dovuto scavare molto nei ricordi passati e attuali
per trovarne almeno uno.
Non mi è rimasto che riflettere solamente sulla sua caparbietà, la sua
tenacia nel difendere le sue tesi, il suo pensiero che a volte ci
portava a lunghe discussioni e tutto ciò non era per niente un difetto,
perché lui ascoltava e rispettava sempre le diversità degli altri.
Ma ultimamente per le sue precarie condizioni di salute queste
prolungate discussioni non gli facevano per niente bene, lo capivamo
entrambi, lui e anche i compagni, pertanto ad un tratto le parole si
fermavano, e tutto finiva prima di lasciarci con un affettuoso
abbraccio, come per dirci reciprocamente ti voglio bene.
Ho conosciuto Luigi poco più che ragazzo, e con lui i suoi parenti,
l'armonia, l'amore, l'unità della sua famiglia fatta di numerosi
parenti, fratelli e sorelle segnata da passati sacrifici, di chi lavora
la terra, o di chi è costretto ad emigrare.
Luigi fuoruscì dalla federazione dei giovani comunisti essendo
refrattario alle politiche autoritarie dei comitati di partito, ai
compromessi, alla loro ipocrisia, agli inciuci governativi,
all'arroganza di ogni potere, lui che era amante del libero pensiero,
della propria dignità, della partecipazione diretta, dell'autogestione,
della libertà personale e collettiva, delle lotte reali, contro ogni
imposizione, sopruso e sfruttamento.
Fu per questo che si unì a noi, alla FAI, nella Federazione Anarchica
Empolese e della Valdelsa, e da quel momento siamo stati sempre accanto
nonostante le vicissitudini, le angherie, gli ostacoli, la repressione
delle istituzioni e dello Stato, che si è scagliata contro di noi. Uniti
nella vita politica e in quella privata, nelle tante iniziative
culturali, sociali, sindacali, antimilitariste e antifasciste, per
costruire le premesse di una nuova società libertaria.
Mi viene in mente per questo un detto che dice: ci sono persone che
lottano per un giorno intero e questo è buono, altri per qualche mese e
questo è migliore, poi ci sono quelli che lottano tutta una vita e
questo è migliore in assoluto, e Luigi è stato uno di questi.
Grazie Luigi sei stato un esempio per tutti noi. Un uomo buono, un amico
sincero, fidato, riflessivo con cui consigliarsi e condividere
reciprocamente i pensieri più intimi.
Grazie per la tua profonda umanità ed empatia, per la tua sensibilità,
la saggezza e la maturità, la tua compostezza ed educazione. Amavi la
terra e come i pellerossa la rispettavi, avendone cura, ammirando quegli
alberi secolari che ti piacevano tanto. Custode amorevole del tuo orto
biologico, conoscevi tanti rimedi naturali che puntualmente ci consigliavi.
Grazie per il tuo dono raro, quello dell'accoglienza sincera, di quel
tuo modo di vivere semplice, parsimonioso e umile. Per il buon cibo che
cucinavi e ci offrivi in allegria, della cucina tradizionale contadina e
delle erbe di campo che raccoglievi che ricordavano momenti e sapori
antichi.
Un uomo cui bastava la stretta di mano, e il pugno alzato.
Con Luigi abbiamo pianto insieme, ma anche scherzato e sorriso, ne
abbiamo combinate di tutti i colori, ma sempre con amore e rispetto.
Pensavo, nonostante l'età matura, di invecchiare insieme a lui, noi che
ci salutavamo dicendo: ciao ragazzi.
Invece ci ha lasciato prematuramente. A volte scherzavamo sulla morte
per esorcizzarla, ma non ne avevamo paura piuttosto ci preoccupavano
delle sofferenze che causano le malattie, che sono già abbastanza come
peso per l'umanità, invece dobbiamo subire anche tutte le sofferenze che
i governi causano con le loro guerre, i loro genocidi, le deportazioni,
il loro sfruttamento, il loro fascismo, la loro arroganza e insensibilità.
Luigi diceva: "Mi dispiace andarmene, lasciando questa società criminale
ai giovani, ai miei familiari, a tutti voi e di non poter combatterla più".
Visto l'età c'eravamo un po' calmati, ma sempre pronti a organizzare
future iniziative.
Quando ci lascia un compagno, una persona cara, diciamo che muore, che
se ne è andata una parte di noi, ed è vero, ma non del tutto, perché
rimarrà sempre con noi, nei nostri ricordi, nei nostri cuori, finché
agiremo e vivremo, nelle nostre lotte.
Le persone che ci lasciano, le abbiamo nella mente, spesso le pensiamo e
le sogniamo, così Luigi.
L'altra notte ho fatto un sogno: mi trovavo nella vecchia sede della FAI
in piazza Stazione durante una riunione e Luigi era con noi, gli ho
detto: "Luigi sei morto sai?" "No!" Mi ha risposto: "Son qui con voi, lo
vedi son qui con voi".
Luigi voleva ancora vivere e lottare. Cosi a Empoli o dovunque noi si
lotterà, nei picchetti, in fabbrica o in cantiere, nelle piazze potremo
vedere Luigi accanto a noi.
Noi, gli anarchici, non abbiamo paura della morte, la prendiamo come una
cosa naturale, siamo fatti di polvere e polvere torneremo, non la
demonizziamo ne la esaltiamo, ne crediamo alle false illusioni di altre
vite ultraterrene, siamo, contro tutte le superstizioni religiose, le
fandonie e le false aspettative, rispettiamo la spiritualità personale,
ma mai la chiesa fatta di lingotti e mattoni dorati che si intromette e
impone.
Se vogliamo parlare di immortalità o qualsivoglia aspettativa
ultraterrena, crediamo che si possa solo realizzare se saremo quel seme
che trovandosi piantato in un solco tracciato precedentemente insieme ad
altri, possa sfociare e fiorire in una nuova umanità.
È così che vivremo per sempre, nel seme del nostro impegno, in quello
che abbiamo lasciato e in quelli che vi attingeranno e porteranno avanti
il comune pensiero, la nostra comune causa. Ecco questa è la sola
immortalità in cui crediamo, perché le idee di rivolta non moriranno mai.
Ma se vogliamo prendere in esame le scritture religiose che insegnano
come la schiavitù volontaria e la sopportazione siano le condizioni per
ricevere l'immortalità, noi diciamo che è un inganno per sfruttarci meglio.
Inoltre dicono che solo i pacifici o quelli che sono stati perseguitati
a causa della giustizia, e Luigi è uno di questi, o che hanno amato il
prossimo come se stessi e che hanno fatto a gli altri quello che
avrebbero voluto fosse fatto a loro, allora chi meglio di Luigi può
ereditare questa immortalità?
Lui che era non solo per la pace, ma soprattutto antimilitarista a
sostegno di tutti i disertori di ogni guerra, di ogni nazione, contro
tutti gli eserciti e che sentiva su se stesso le sofferenze, le
ingiustizie che gli uomini subiscono in ogni parte del mondo. Che amava
intensamente i suoi famigliari, adorando la sua piccola nipote,
l'umanità incolpevole e sofferente, lui che si schierava sempre con gli
ultimi, gli svantaggiati, gli oppressi lottando per la giustizia, per
una società senza servi né padroni. Che promuoveva la solidarietà, la
fratellanza universale, per abbattere tutti i muri, le sbarre, le
frontiere, perché siamo tutti fratelli e la nostra patria è il mondo intero.
Chi meglio di lui?
Voglio pensare a Lui, anche in questo momento, da qualche parte, non so
dove, a discutere con Bakunin, Pietro Gori, Malatesta, col Dara, di
giustizia, di libertà, di comunismo e anarchia, sereno, liberato dalle
sue sofferenze.
Salutando con queste parole:
"Date i fiori ai ribelli caduti, con lo sguardo rivolto all'aurora, al
gagliardo che lotta e lavora, al veggente poeta che muor."
A presto Luigi ci rincontreremo sulle barricate, con le nostre bandiere
al vento, dovunque uno sfruttato si ribelli, in ogni istante di libertà.
Continueremo anche per te, sempre dalla parte del torto, perché tutti
gli altri erano occupati, in direzione ostinata e contraria,
ricordandoti così com'eri.
Eri importante per tutti noi, ma solo ora comprendiamo a pieno lo spazio
che lasci, cercheremo di stare uniti e a contribuire tutti insieme a
riempire tutto il valore che abbiamo perso in ogni aspetto.
Ciao Luigi, anzi, Ciao Gigi, come lo chiamavano gli amici, oppure
Luigino con l'affetto di una madre.
Ciao Luigi, una carezza, un abbraccio con tutto il nostro amore. Ciao!
Ci manchi. Mi manchi già tantissimo, perché sei il migliore amico che
abbia avuto. Onore a te. W l'anarchia per cui hai vissuto e lottato.
Paolo
https://umanitanova.org/in-ricordo-di-luigi-proietti/
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