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(it) Italy, Sicilia Libertaria #468 - CONTROLLO DEI CORPI FEMMINILI. - Stalking 2.0 e tecnoviolenza di genere (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 1 Aug 2026 09:29:59 +0300
Achi ancora presta attenzione alle frequenti notizie di stalking subito
dalle donne, non sarà sfuggita la nuova e comoda pratica con drone. I
due casi recenti, nel napoletano e nel friulano, di uomini intenzionati
a rimanere sulla pista delle ex compagne utilizzando il drone per non
farsi beccare e per acquisire dettagli e materiale riutilizzabile,
sembra segnare un nuovo passo per le persecuzioni di genere. --- In
entrambi i casi le donne si sono accorte di essere controllate e seguite
per l'insolita presenza del drone, che ad oggi rimane uno strumento
fastidiosamente evidente e abbastanza rumoroso da attirare l'attenzione.
Se nel caso di Napoli si è trattato di un incidente di manovra per cui
il drone è andato a schiantarsi contro la finestra della stanza in cui
si trovava la donna, nel caso di Moggio Udinese è stato più che altro un
insieme di fattori a spingere la vittima a esporre denuncia,
insospettita dall'insistente presenza di quel drone, rivelatasi poi più
che fondata, anzi centrale. Quello che è saltato fuori è stato infatti
un biennio di stalking, periodo in cui ad essere seguito e spiato è
stato anche il nuovo compagno della donna. Molte le immagini catturate
tramite questa pratica, alcune per giunta condivise con altre persone.
Probabilmente mentre c'è chi rimane a bocca aperta e non può evitarsi un
senso di scoramento e una certa ansia sociale, ci sarà anche chi starà
prendendo spunto da queste infami iniziative per replicarle, al suon di
"tanto io non sono scemo come quelli e non mi farò beccare!".
Aspettandoci, dunque, di veder fioccare i casi del cosiddetto stalking
2.0, non possiamo fare a meno di ricollegare tutto questo a vicende come
Mia Moglie, Mia Moglie 2 e Phica.net (di cui ci siamo occupat* nei
numeri passati), che proprio mentre facevano insorgere tanta parte
dell'opinione pubblica, vedevano un'impennata grottesca delle richieste
di adesione al gruppo 2, nato dalla costola del primo, che era stato
chiuso dalla polizia postale.
La somiglianza più evidente sta, però, nell'utilizzo mirato della
tecnologia per scopi di prevaricazione e controllo. Infatti mentre da
ormai un decennio si discute senza sosta circa la sovraesposizione a
contenuti dannosi, pericolosi e violenti tramite la tecnologia, si
osserva poco l'aspetto controllante che questa offre, facilita e in
certi casi suggerisce. Dalle applicazioni per geolocalizzare i figli
adolescenti, alle telecamere domestiche installate per "vedere cosa
fanno i cani quando siamo assenti", alle cosiddette cimici da pochi
spiccioli di cui chiunque può dotarsi e utilizzare in qualsiasi
contesto, all'insaputa degli individui con cui interagisce, esiste una
vasta gamma di apparecchi atta a consentirci di controllare, registrare,
osservare la gente attorno a noi.
Corrisponde, senza alcun dubbio, a una nuova forma di violenza, che al
di là della nomenclatura che la giustizia andrà affinando negli anni, va
vista in tempo reale e chiamata come tale, una "tecnoviolenza" che se
usata ai danni delle donne è una "tecnoviolenza di genere".
Si apre davanti a noi uno scenario sconosciuto e per nulla facile da
gestire. Provando a immedesimarci in una donna che è stata segretamente
immortalata dal marito durante la vita domestica e schiaffata su un sito
di scambi virtuali (caso 'Mia Moglie'), non è difficile poter immaginare
che c'è un sovraccumulo di dolore dato proprio dal nascondimento,
rendendo il trauma molto più articolato poiché lo sgomento per essere
stata trafugata di se stessa di nascosto e dall'ultima persona da cui
poteva immaginare di doversi proteggere riveste una grande e profonda
parte di una ferita già frastagliata.
Similmente non è difficile comprendere che una donna che ha un ex
insistente nel voler tornare con lei è una donna che affronta certamente
una grande difficoltà, ma scoprire di essere stata seguita con un drone,
fotografata e dunque spiata, la costringe ad essere una donna al
cospetto di un fatto assai più grosso e torbido, proprio per le
complesse ripercussioni psichiche che comporta.
L'ansia che scaturisce nel subire queste forme di persecuzione, il grave
livello di sfiducia tipico di tutto quello che è generato dal cyber (che
sia bullismo, stalking o altro) per cui chiunque attorno a noi potrebbe
stare agendo quelle cose, anche chi ci è più intimo, o ancora lo
sradicamento del carnefice dall'esperienza diretta e perciò percettiva
di ciò che sta facendo vivere all'altra persona perché trova nella
tecnologia il mezzo per tenersi a distanza e non sentirsi davvero
coinvolto in quello che sta facendo, dunque sminuendolo e
normalizzandolo, sono tutti aspetti inesplorati, che si sommano a quelli
già noti e che si concretizzano in pesanti conseguenze emotive e
psicologiche che le vittime si ritrovano a vivere.
Nella specifica pratica che vede l'utilizzo del drone per tali scopi è
inevitabile che si intraveda anche la metafora bellica, essendo questo
lo strumento principe delle guerre. I droni sono ovunque, ne siamo
indubbiamente attorniat*, affollano il pianeta e quasi sempre per
ragioni disprezzabili, troppo spesso per agire o facilitare numerose
forme di violenza. Senza scivolare nella retorica delle macchine che
sono diventate il nostro sovrano, non è esagerato asserire che quando ci
si trova un drone vicino sia inevitabile chiedersi cosa stia facendo e
chi ci sia dietro. Che adesso questa domanda debba diventare per le
donne anche "quella domanda là", ossia anche una preoccupazione
specifica destinata al genere femminile è l'ennesima conferma che
possono cambiare gli usi, i costumi, le leggi, gli strumenti, ma così
come l'imperialismo e il capitalismo non smetteranno mai di accaparrarsi
terre e risorse finché non collasseranno, allo stesso modo il
patriarcato non smetterà mai di trattare la donna come un bene da
possedere, una terra da conquistare, un oggetto/risorsa su cui agire il
proprio potere e che lo farà con qualsiasi mezzo, fino a quando non sarà
del tutto debellato.
Désirée Carruba Toscano
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