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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #18-26 - Chi fa la guerra non va lasciato in pace. Pontremoli: 29-30 maggio contro il militarismo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 26 Jul 2026 08:01:07 +0300
Il 29 e 30 maggio si terrà a Pontremoli, in Lunigiana - la valle che si
allunga tra il passo della Cisa, le Alpi Apuane e il mare - una due
giorni antimilitarista e pacifista, organizzata da diverse associazioni
locali con la partecipazione di realtà antimilitariste toscane e liguri
(tra le altre, Cantiere per la pace della Lunigiana - Ecovillaggio Ca'
dei Dodo - Gaza Fuori Fuoco Palestina - Movimento No Base - Ferrovieri
contro la guerra - The Weapon Watch - Accademia Apuana della Pace -
MamaAfrica - Arci e ANPI locali - Riconvertiamo Seafuture -
Coordinamento antimilitarista di Carrara - Gruppi Scout - Tenda delle
nazioni - Un ponte per).
Venerdì 29 (giorno dello sciopero generale indetto da diverse sigle
sindacali di base in supporto alla Flotilla e contro le guerre) si
comincia con un incontro dedicato alle guerre e genocidi in corso in
Medio Oriente, mentre il sabato sarà caratterizzato da diversi
dibattiti: in mattinata si parlerà dell'economia di guerra e della
militarizzazione sul territorio Toscano-Ligure, ma anche di gestione del
conflitto, empatia e non-violenza nell'educazione della prima infanzia;
l'Osservatorio contro la Militarizzazione di Scuole e Università parlerà
di come la scuola pubblica diventi sempre più un luogo per la creazione
di soldati, anziché di cittadini. Nel pomeriggio del sabato, attraverso
tavoli di confronto, si passerà alla discussione di esempi concreti di
lotta ed alternative di economia solidale. Il tutto intervallato da
pranzi, cene e concerti.
Il programma completo è disponibile sulla pagina Facebook "Cantiere per
la pace della Lunigiana" o scrivendo a
cantiereperlapace.lunigiana@gmail.com.
L'intento della due giorni, che rientra nelle iniziative di critica
antimilitarista alla parata patriottica del 2 giugno, è chiaro: portare
la diserzione al sistema politico-militare al di fuori dei grandi centri
urbani, nei territori periferici che rimangono spesso più facile preda
dello sfruttamento, territori vulnerabilizzati e ricattabili con il
mantra del "non c'è alternativa". Il divario esistente tra le
mobilitazioni nelle città e nelle campagne ha spesso giocato un ruolo
significativo nell'affermazione dei totalitarismi, ed il tentativo è
quindi quello di scombinare gli schemi di lotta e comunicazione.
Ma c'è dell'altro, ovvero una vittoria da festeggiare: quella contro
Olitec e altri grandi nomi dell'industria bellica italiana, che da anni
allungano i tentacoli sulla Lunigiana (e non solo), e che nei mesi
scorsi hanno dovuto fare i conti con un territorio che si è dimostrato
in grado di reagire.
Era il 29 novembre 2025, infatti, quando al Teatro della Rosa di
Pontremoli, con il patrocinio e l'intervento di apertura del sindaco, un
miscuglio di aziende tecno-militari presiedono il convegno "Aerospazio e
Difesa" rivolto ad alcune classi del liceo linguistico e delle scienze
umane di Pontremoli e ad aziende e imprenditori locali. Questo l'evento
che ha rinsaldato la rete tra le realtà che portano avanti la lotta
antimilitarista e pacifista in Lunigiana e oltre.
Sul palco, in quella giornata dello scorso novembre, si alternano
diverse sigle del comparto bellico, più o meno conosciute. Un piccolo
riassunto degli attori coinvolti ci può aiutare a comprendere come si
muove l'industria bellica, quali alleanze stringe e che tipo di
retoriche porta avanti nel tentativo di normalizzazione della sua
esistenza all'interno della società.
Tra i presenti sul palco c'erano:
- Leonardo SPA, azienda bellica a controllo statale specializzata in
sorveglianza e aerospazio, ormai nota a tutt* per la sua partecipazione
in qualsivoglia progetto di morte dello Stato italiano, oltre che per il
supporto all'esercito israeliano;
- Olitec, una fondazione che si occupa di ricerca e "addestramento"
(citazione dal convegno) nel campo delle discipline BRIA
(Bioinformatica, Realtà Immersiva e Intelligenza Artificiale); la
filosofia di questa azienda è esemplificata in un video pubblicato sul
loro sito, dove delle giovani persone in divisa "Olitec" passano con
disinvoltura da una lezione di matematica all'indossare visori 3D con
sottofondo musicale da videogame di guerra, ad una preghiera in chiesa.
La fondazione infatti "sostiene le opere di carità dell'ordine dei frati
minori" e durante il convegno pubblicizzava "il centro di addestramento
che sarà aperto a Pontremoli nel 2026 in collaborazione con il Liceo
Vescovile[...]: 3 anni di addestramento dopo i quali il 100% dei cadetti
trovano lavoro". Ma su questo torniamo più avanti;
- Lunilettronik, cooperativa fondata da un prete contro lo spopolamento
della valle, con sede a Fivizzano, a pochi chilometri da Aulla (MS): si
occupa di sistemistica elettronica e "collaudo e supporto logistico di
prodotti e servizi destinati all'impiego nel settore sia militare che
civile", partner del consorzio armaioli italiani e fornitore di servizi
per la NATO;
- Rivista Italiana Difesa, che si spiega da sé;
- MBDA Italia, consorzio europeo (al cui interno troviamo Airbus, BAE
System e Leonardo) costruttore di missili e tecnologie per aeronautica,
marina militare e forze armate; è un'azienda recentemente nata in
Lunigiana anche grazie alla volontà di raddoppiare la produzione di
missili antiaerei Aster nello stabilimento del CIMA (Centro Interforze
Munizionamento Avanzato) di Aulla (MS).
Dall'altro lato della cattedra, student* ignar* (sembra che non fosse
stato loro spiegato a che tipo di convegno stavano partecipando)
costretti ad ascoltare un goffo tentativo di persuasione e
manipolazione, con affermazioni del tipo: "...questo mondo qui non è più
garantito...", "...fuori non sono buoni come noi[!], non sono alti,
biondi con gli occhi azzurri e liberaldemocratici come noi. Fuori
qualche volta il mondo è anche cattivo...", "...avete anche la fortuna,
la possibilità di andare a lavorare senza sradicare le vostre radici,
rimanendo dove siete voi...", o anche "...rimanere vicino casa e avere
l'opportunità di un lavoro sicuro...".
Insomma, la retorica è sempre quella che tenta di fare leva sul ricatto
occupazionale per normalizzare e giustificare, di volta in volta,
disastri ambientali, impatti sulla salute collettiva, produzione di
strumenti di morte, colonialismo, razzismo e oppressione.
Una retorica che si fa sempre più aggressiva e pervasiva man mano che
l'opposizione all'economia di guerra cresce ed i suoi effetti sulle
nostre vite si fanno sentire sempre più.
Una retorica che trova spazio solo perché interna ad un sistema
capitalista in cui i mezzi di produzione sono nelle mani di pochi che ne
traggono beneficio a discapito dei molti che, volenti o nolenti, sono
costretti a vendere il proprio tempo ed il proprio lavoro per produrre
ciò che più piace al mercato.
Per fortuna le reazioni a questo convegno militarista del novembre
scorso arrivano immediate: un'insieme di associazioni e gruppi
antimilitaristi e pacifisti, presenti sul territorio di Pontremoli,
Aulla, La Spezia, Massa-Carrara denunciano, rendendoli espliciti, gli
intenti propagandistici del convegno e aprono la discussione pubblica su
progetto di Olitec presso il liceo Vescovile. In poche settimane il
liceo Vescovile rescinde l'accordo con Olitec e il liceo promuove -
sempre al Teatro La Rosa - un convegno su "Nuovi scenari e nuove sfide
nel panorama politico mondiale" con il professor Alessandro Volpi. Una
vittoria che arriva grazie alla collaborazione di realtà politicamente
diverse ma unite nell'obiettivo di opporsi alla normalizzazione della
guerra e nel tentativo di costruzione di un mondo diverso.
E adesso siamo al momento del rilancio, per cui vi invitiamo a
Pontremoli il 29 e 30 maggio 2026: chi fa la guerra non va lasciato in
pace, né in Lunigiana né altrove!
lunigianesi antimilitarist*
https://umanitanova.org/chi-fa-la-guerra-non-va-lasciato-in-pace-pontremoli-29-30-maggio-contro-il-militarismo/
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