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(it) Italy, Sicilia Libertaria #469 - Sguardi sul mondo - SPAGNA. Libere le "Seis de La Suiza". Il sindacalismo non è un crimine (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sat, 18 Jul 2026 09:23:39 +0300


Il 31 marzo 2026 il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato l'indulto parziale per le "Seis de La Suiza", sei militanti della CNT di Gijón (cinque donne e un uomo) condannate a tre anni e mezzo di carcere per le proteste condotte contro la pasticceria "La Suiza" di Gijón (nelle Asturie), per difendere una lavoratrice. --- Il caso ha avuto origine nel 2016, quando una dipendente, che era in gravidanza, aveva chiesto al titolare un permesso per assentarsi a causa di un malessere, ma il titolare ha rifiutato di concederle il permesso. Il suo rifiuto ha provocato l'intervento del partner della lavoratrice e il litigio di quest'ultimo con il titolare, che si è concluso con una denuncia da parte del gestore per minacce e danni al locale. A seguito dell'apertura del processo a carico del suo compagno, la lavoratrice ha lasciato il lavoro e ha contattato i sindacalisti della Confederación Nacional del Trabajo che nel 2017 hanno organizzato la mobilitazione contro il rifiuto del proprietario di negoziare il licenziamento. Per difendere la lavoratrice i sindacalisti hanno richiesto il ritiro della denuncia e un risarcimento economico di 6.000 euro per la lavoratrice.
La mobilitazione è proseguita con le proteste davanti al locale e altre iniziative di solidarietà diffuse sui social media che hanno provocato l'intervento del Tribunale penale di Gijón, che ha ritenuto che le proteste avessero superato i limiti di legge e avessero causato la chiusura dell'attività, seppure il locale fosse già stato messo in vendita su un sito immobiliare un anno prima della mobilitazione e diverse fonti indicavano che l'attività versava già in difficoltà economiche prima di allora.

L'arresto delle sindacaliste è avvenuto nel 2025, dopo che la Corte Suprema ha confermato le condanne individuali a due anni di reclusione per ostruzione alla giustizia e a un anno e mezzo per coercizione, oltre al pagamento di circa 150.000 euro a titolo di risarcimento al proprietario della pasticceria. Il tribunale di Gijón, che li aveva condannati in primo grado, ha disposto l'esecuzione della sentenza, per cui le cinque donne e l'uomo sono entrati in carcere lo scorso 10 luglio per scontare la pena, anche se il 18 dello stesso mese è stato loro concesso il regime penitenziario di terzo grado, dunque una pena in regime di libertà vigilata.

La condanna delle "Seis de La Suiza" ha provocato negli scorsi mesi una grande mobilitazione di solidarietà indetta dalla CNT in tutto il Paese. La mobilitazione ha coinvolto diverse organizazzioni sindacali e associazioni, ma anche alcuni partiti della sinistra istituzionale. La CNT riferisce che in solidarietà alle sue militanti «centinaia di migliaia di persone hanno riempito le strade, hanno sostenuto le casse di resistenza, hanno dato risalto al caso e hanno denunciato l'ingiustizia». L'indulto è stato concesso dal governo per riconoscere e tutelare, secondo i suoi esponenti, la legittimità dell'azione sindacale, il diritto allo sciopero, alla mobilitazione e all'organizzazione dei lavoratori. La CNT ha comunque affermato in un proprio comunicato che l'indulto non è un gesto di generosità da parte del governo, ma il risultato diretto della lotta degli scorsi mesi e della forza collettiva della classe lavoratrice organizzata. Prosegue il comunicato dicendo che l'esperienza de La Suiza conferma che l'anarcosindacalismo, fondato sull'azione diretta, il sostegno reciproco e la solidarietà, è più utile che mai e che nessun diritto è stato conquistato senza lotta.

Sebbene l'indulto governativo ha consentito ai sindacalisti di evitare la prigione, attualmente rimane comunque per loro l'obbligo di risarcimento economico di circa 150.000 euro e il precedente penale.

ErreEsse

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