|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, FAI, Umanita Nova #15-26 - Iran: Manifesto del Primo Maggio (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 15 Jul 2026 07:49:22 +0300
Pubblichiamo il comunicato sul Primo Maggio diffuso sui propri canali
dall'Anarchist Front, rete di anarchicx originarx di Iran e Afghanistan,
attivx nei propri paesi o nella diaspora. -- Anarchist Front ---- Il
Primo Maggio non è solo una commemorazione storica, ma il risveglio di
una tradizione viva di lotta di classe, solidarietà internazionale,
ripensamento della natura del lavoro e ricerca della liberazione
dall'autorità e dal dominio del capitalismo, nonché da ogni forma di
Stato e parlamento. Per i lavoratori, questa giornata è un'opportunità
per riflettere sulle forme di organizzazione, sul potere collettivo e su
orizzonti alternativi al di là dell'"ordine esistente".
Il Primo Maggio è più di una semplice ricorrenza simbolica, è
un'occasione di riflessione sulla vita quotidiana di milioni di
lavoratori che vivono sotto la pressione dell'inflazione, della
precarietà lavorativa e delle restrizioni alla libertà di
organizzazione. La questione non riguarda solo gli "aumenti salariali",
ma il quesito centrale è: chi decide in merito al lavoro, alla
produzione e alla vita?
Il mondo odierno è caratterizzato da crisi multiple e croniche, tra cui
la mancanza di libertà, uguaglianza e giustizia, di stabilità
lavorativa, il degrado ambientale, la guerra, l'autoritarismo e il
crescente dominio.
Il capitalismo contemporaneo, basato sulla finanziarizzazione, sulla
frammentazione del lavoro e delle catene di approvvigionamento globali,
ha consolidato nuove forme di sfruttamento. Il "lavoro" è diventato
sempre più frammentato, precario e instabile, mentre il controllo e la
sorveglianza sui lavoratori si sono intensificati.
In queste condizioni, i sindacati burocratici, insieme alle istituzioni
gerarchiche e rappresentative, spesso non riescono a rispondere ai reali
bisogni e interessi della classe lavoratrice. Molte di queste
istituzioni sono state integrate nelle strutture del capitalismo di
stato o si accontentano di negoziazioni limitate all'interno dell'ordine
costituito.
L'anarchismo sostiene che la liberazione dei lavoratori dal giogo del
capitalismo non si realizza attraverso la rappresentanza parlamentare,
bensì attraverso l'auto-organizzazione orizzontale e la democrazia
diretta. Consigli, assemblee generali e sindacati indipendenti possono
diventare forze reali solo quando emergono dal basso, sono responsabili
per il proprio operato e liberi da ogni forma di gerarchia e burocrazia.
Negli ultimi decenni, la globalizzazione del capitale, unitamente alla
privatizzazione, alla deregolamentazione e alla flessibilità del mercato
del lavoro, ha portato a una crescente insicurezza lavorativa e
all'indebolimento delle organizzazioni dei lavoratori. Il lavoro
precario, basato su piattaforme e informale è diventato la norma e le
divisioni di classe si sono accentuate in molti paesi. Questi processi
non sono "deviazioni", ma il naturale funzionamento del sistema, in cui
il profitto ha la priorità sul benessere generale.
A differenza delle prospettive riformiste che vedono lo Stato come una
forza regolatrice e protettiva per i lavoratori, l'anarchismo considera
lo stato un'istituzione che, in ultima analisi, mantiene l'ordine
capitalistico, anche quando si esprime in termini di welfare. Le leggi
sul lavoro, i salari minimi e le assicurazioni possono essere un aiuto
nel breve termine, ma spesso operano all'interno di strutture che
riproducono la disuguaglianza stessa.
In Iran, i lavoratori si trovano ad affrontare una combinazione di crisi
strutturali e repressione politica, di inflazione cronica, salari al di
sotto della soglia di povertà, privatizzazioni pilotate, lavoro precario
e severe restrizioni all'organizzazione libera e indipendente. Qualsiasi
tentativo di formare sindacati o organizzare scioperi si scontra con le
forze di sicurezza e la magistratura, nonché con una repressione dura e
brutale.
Nonostante ciò, negli ultimi anni sono emerse varie forme di resistenza
operaia, come scioperi tra gli operai industriali, proteste di autisti,
infermieri, insegnanti e pensionati. Inoltre, si sono formate reti di
solidarietà e mutuo soccorso tra lavoratori, donne, comunità etniche,
gruppi ambientalisti, studenti e persone LGBTQ+, e altri. Questi
movimenti, sebbene frammentati e sotto pressione, dimostrano che stanno
gradualmente possibilità di auto-organizzazione e autogestione stanno
emergendo dalle crepe dell'attuale ordine oppressivo.
In questa tradizione, gli scioperi, soprattutto quelli generali, non
sono solo strumenti di rivendicazione, ma esercizi di autogestione
sociale. Attraverso la lotta, i lavoratori imparano a organizzare
collettivamente la produzione e la riproduzione della vita, una capacità
che può gettare le basi per un nuovo ordine sociale libertario.
Esperienze sparse di consigli operai, cooperative autogestite e
iniziative di mutuo aiuto locale in tutto il mondo, Iran compreso,
dimostrano che esistono reali opportunità di organizzazione orizzontale
anche in condizioni difficili.
La proliferazione di contratti a tempo determinato e di società di
subappalto ha posto i lavoratori in una situazione in cui, di fatto,
mancano di sicurezza del posto di lavoro e di potere contrattuale. In
settori come quello petrolchimico, della costruzione di strade e dei
servizi municipali, i lavoratori a contratto si trovano ad affrontare
ritardi nel pagamento degli stipendi, orari di lavoro estenuanti e una
totale assenza di tutele. Questo non è un difetto, bensì uno strumento
di controllo e di indebolimento dell'organizzazione.
Esempi come il complesso zuccheriero di Haft Tappeh in Iran e alcune
unità industriali privatizzate dimostrano che la privatizzazione, nella
pratica, porta a tagli salariali, ritardi nei pagamenti e riduzione
della produzione. In risposta, i lavoratori hanno organizzato proteste,
scioperi e persino proposto idee di "gestione consiliare" per riprendere
il controllo da una gestione inefficiente interessata solo al profitto.
Ci troviamo ora, sotto molti aspetti, in un momento storico delicato, ma
la lotta di classe tra lavoratori e capitalisti non si è mai fermata. In
questa prospettiva commemorare il Primo Maggio acquista significato se
collegato ad un'ampia azione collettiva attraverso la realizzazione di
assemblee generali, la presentazione di rivendicazioni comuni, la
creazione di fondi di mutuo appoggio e il rafforzamento di reti orizzontali.
In questo contesto, l'approccio anarchico-sindacalista, anziché
affidarsi allo stato, al parlamento, ai partiti politici o alle élite,
pone l'accento sull'auto-organizzazione:
consigli di posto di lavoro e di comunità come unità decisionali
orizzontali,
controllo dei lavoratori sulla produzione invece del controllo
burocratico o statale-privato,
reti cooperative di mutuo aiuto per ridurre la dipendenza dal mercato e
dallo Stato,
scioperi e azioni dirette come mezzo di pressione dal basso.
L'obiettivo non è solo "riformare" le condizioni di lavoro, ma
trasformare i rapporti sociali relativi alla produzione e al potere. La
liberazione dei lavoratori non avviene attraverso le promesse dello
Stato e del Parlamento, bensì attraverso l'auto-organizzazione
orizzontale (senza nessuna gerarchia) e la riappropriazione del
controllo sulla propria vita.
Il Primo Maggio in Iran ci ricorda inoltre che i lavoratori non si
trovano ad affrontare solo una crisi dei mezzi di sostentamento, ma
anche limitazioni nella definizione delle proprie condizioni di lavoro.
Allo stesso tempo, dagli scioperi, dalle reti informali e dalle pratiche
di solidarietà possiamo vedere i segni della possibilità di
organizzazione orizzontale e dell'autogestione. Resta però la domanda
principale: come queste esperienze possono essere trasformate da
reazioni temporanee e limitate in strutture ampie e sostenibili per la
gestione collettiva del lavoro e della vita?
Lunga vita alla solidarietà mondiale dei lavoratori!
Lunga vita all'anarchismo!
No al Mullah! No allo Scià! No alla guerra!
Donna-Vita-Libertà!
Maggio 2026
https://umanitanova.org/iran-manifesto-del-primo-maggio/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(en) Germany, Mannheim: Off to the 8th Anarchist Book Fair in Mannheim! /by nigra (ca, de, it, pt, tr)[machine translation]
- Next by Date:
(it) Spaine, Regeneration: Platformismo e specificismo di Liza (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center