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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #16-26 - Prosfygika occupata. Resistenza a oltranza ad Atene (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 24 Jun 2026 08:09:08 +0300
Vicino al centro di Atene, incastrati tra gli uffici centrali della
polizia, il tribunale, uno stadio (forse) in fase di chiusura e uno
degli ospedali pubblici più grandi della città, sopravvivono le otto
palazzine che compongono la comunità politica e lo spazio occupato di
Prosfygika. ---- Prosfygika abita una posizione strategica all'interno
delle più recenti trasformazioni urbane e delle palazzine che, oltre a
dare una casa a circa 400 persone, hanno un valore simbolico importante,
fin dal nome stesso: Prosfygika significa letteralmente 'dei profughi'.
Costruite negli anni '30 del secolo scorso, per rispondere ai bisogni
abitativi del milione di profughi arrivati dall'appena nata Repubblica
Turca, in seguito al gigantesco scambio di popolazione tra le due
nazioni, le palazzine di Prosfygika sono anche state un centro della
resistenza antifascista durante la seconda guerra mondiale, come
dimostrato dai fori di proiettile ancora ben visibili sulla mura esterne
degli edifici. Il complesso include oltre 200 appartamenti e diversi
spazi comuni.
L'Assemblea di Prosfygika Occupata (Sy.Ka.Pro) nasce nel 2010, sull'onda
delle mobilitazioni multiformi che presero piede a seguito della crisi
economica e dell'omicidio da parte della polizia di Alexis Grigoropoulos
nel dicembre 2008, composta da chi già occupava appartamenti all'interno
del complesso. L'Assemblea ha dato vita a una comunità politica coesa,
con diverse strutture, gruppi di lavoro e iniziative, organizzando
sportelli legali e corsi di lingua per migranti, cucine sociali e
ambulatori popolari. Oggi, i residenti di Prosfygika parlano lingue
diverse e provengono da contesti geografici lontani tra loro, ma si
ritrovano a lottare per la sopravvivenza di una comunità, il cui valore
va ben oltre gli spazi che abita. L'apporto dei rifugiati politici
provenienti da organizzazioni rivoluzionarie della variegata sinistra
turca e curda è stato importante fin dall'inizio e ha informato le
modalità del fare politica della comunità. Oltre venti strutture
autonome si muovono all'interno degli spazi, coordinate attraverso una
assemblea plenaria settimanale, fulcro della vita comunitaria, dove
vengono discusse e prese tutte le decisioni collettive. Tra le varie
strutture, vi sono la struttura dei bambini, delle donne (che è l'unica
ad avere un potere decisionale pari a quello dell'assemblea plenaria),
quelle che coordinano le attività di uno spazio pubblico (il chiosco),
della biblioteca e del cinema, quella per la gestione dei lavori di
manutenzione, e una panetteria autogestita. Negli ultimi anni è anche
nata una struttura di supporto alle famiglie dei pazienti del vicino
ospedale oncologico, che hanno a disposizione degli appartamenti e posti
letto all'interno dell'occupazione.
Ora tutto questo è sotto attacco, ma non è la prima volta. Solo negli
ultimi 10 anni, la polizia è entrata a Prosfygika 4 volte, una delle
quali terminò con l'arresto di 78 persone nel novembre 2022. In
generale, da quando i primi appartamenti sono stati occupati, più o meno
coordinatamente decenni fa, le minacce di sgombero si sono impilate una
sopra l'altra. Nei primi anni Duemila, un numero di occupanti e
residenti ha indetto una lunga resistenza contro i tentativi di
esproprio di diversi appartamenti, culminata con la dichiarazione del
complesso come Monumento Storico. Questo ha reso impossibile la sua
demolizione, ma non la protezione dei residenti da diversi progetti di
riqualificazione.
Come in molte altre città europee e non solo, la minaccia di
riqualificazione è quella che sta colpendo Prosfygika oggi. La regione
dell'Attica e il Ministero della cultura e dell'amministrazione pubblica
hanno firmato un accordo programmatico per lo sgombero dei 400 residenti
e la riqualificazione di quattro delle otto palazzine del complesso, con
finanziamenti dell'Unione Europea, per convertire le strutture in
housing sociale, e in un ostello per le famiglie dei pazienti ricoverati
nel vicino ospedale. Che siano due delle tante attività già offerte da
Prosfygika Occupato, senza bisogno di alcun finanziamento pubblico, non
è sfuggito a nessuno. La comunità degli occupanti ha notato negli ultimi
mesi come il comune di Atene sia proprietario di almeno 80.000
appartamenti vuoti nel solo centro cittadino e come gli occupanti non
siano stati minimamente interpellati, né siano state offerte loro
soluzioni alternative.
Dall'inizio del 2026, Prosfygika Occupato è in mobilitazione permanente.
Assemblee aperte, presidi, manifestazioni e iniziative si susseguono
quotidianamente, mentre si cerca di allargare la rete di solidarietà sia
a livello locale che internazionale. Le richieste degli occupanti sono
molto chiare:
- la revoca immediata dell'accordo programmatico da parte della regione
dell'Attica;
- tutti i residenti di Prosfygika devono poter rimanere nelle proprie
abitazioni, nel complesso e nel quartiere in cui vivono e hanno
costruito legami sociali, culturali e vitali;
- garanzie concrete per il restauro di Prosfygika da parte della società
senza scopo di lucro dei 'Residenti e Amici di Prosfygika di L.
Alexandras' con il proprio autofinanziamento;
- nessun finanziamento pubblico per la 'riqualificazione' di Prosfygika"
A segnare l'urgenza di questa lotta, il compagno Aristotelis Chantzis,
uno dei membri storici di Sy.Ka.Pro, ha intrapreso uno sciopero della
fame a oltranza il 5 febbraio. Al momento di scrivere questo articolo,
Aristos è al 95° giorno di sciopero della fame e un'altra compagna,
Suzon Doppagne, ha iniziato il 1° Maggio. Questa settimana è considerata
decisiva dagli occupanti, sia per le sempre più precarie condizioni di
Aristos, che come momento per estendere la lotta a livello europeo. Il
16 maggio, in occasione del 101° giorno di sciopero di Aristos, una
grande manifestazione è stata convocata nel centro di Atene, mentre per
tutti i prossimi giorni si stanno mobilitando le compagne e i compagni
in tutta Europa per creare momenti di solidarietà con l'esperienza
ateniese. In Italia, la mobilitazione è in corso, con gruppi di solidali
in viaggio tra diverse esperienze in tutta la penisola. Saranno il 12 al
Burjana di Trieste, il 13 allo Spazio Autogestito 77 di Bolzano, il 14
alla facoltà di Sociologia a Trento, il 15 all'Aut Aut 357 a Genova, il
16 al TeatrOfficina Refugio a Livorno, il 17 allo Spazio Antagonista
Newroz di Pisa, il 24 all'Iskra a Napoli, il 28 alla Casa del Popolo
Città Vecchia di Taranto e il 31 alla comune di Urupia.
L'esistenza di un progetto come Prosfygika Occupato non riguarda solo le
persone che la compongono, ma pone questioni centrali sullo sviluppo del
mondo in cui viviamo. "In un contesto locale e internazionale, dove
stati, istituzioni e persone si stanno trasformando per far fronte a un
orizzonte distopico fatto di crisi e conflitti globalizzati, possono i
nostri esperimenti sociali vincere davvero? E se sì, come? Con quali
immaginari ed esempi sociali?" (Sykapro, 2026).
https://umanitanova.org/prosfygika-occupata-resistenza-a-oltranza-ad-atene/
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