|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, FAI, Umanita Nova #16-26 - Ripartire dall'antimilitarismo. Il tour delle polemiche (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 23 Jun 2026 07:43:48 +0300
Nel mese di aprile si sono tenute in alcune città italiane proiezioni
del documentario intitolato "Anti-authoritarians at war", ossia
"Antiautoritari in guerra". Un'opera che mette in luce, secondo quanto
descritto dalle grafiche che pubblicizzano gli eventi, la
"partecipazione di militanti anarchici e anti-autoritari alla resistenza
in Ucraina dopo l'invasione russa". Gli incontri hanno visto la
partecipazione di un'esponente di Solidarity Collectives, un gruppo nato
in Ucraina da pochi anni che si occupa di raccogliere soldi per
equipaggiare coloro che definendosi anarchici combattono nell'esercito
ucraino. Questo tour ha preceduto la proiezione del documentario al
Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia lo scorso 15 aprile.
Sulle pagine di Umanità Nova è stata in più occasioni affrontata la
questione più generale della guerra, anche criticando quelle posizioni
politiche che rivendicano la partecipazione alla guerra in atto in
Europa orientale, esponendo le ragioni dell'antimilitarismo e affermando
che "la lotta, con o senza armi, per essere efficace deve essere fatta e
organizzata dal basso, al di fuori degli apparati degli Stati, dei
governi, e, soprattutto, delle forze armate." Per questo non si tornerà
qui a ripetersi, ma ci si concentrerà sull'argomento più specifico del
ciclo di iniziative che si è svolto in Italia, e delle questioni che
sono sorte a margine. Infatti non sono mancate contestazioni di diversa
natura, come pure il sostegno di aree politiche distanti
dall'anarchismo, una dinamica circoscritta ai contesti dove queste
iniziative si svolgevano, a cui il quotidiano il manifesto ha dato una
certa visibilità.
Organizzatori di questo tour in Italia sarebbero Solidarity Collectives
e Antiauthoritarian Alliance. Quest'ultima è una nuova sigla,
sconosciuta ai più, che da pochi mesi ha creato i propri canali social e
il proprio sito. Dal "manifesto" pubblicato online sembrerebbe quasi una
nuova internazionale, ma gli articoli pubblicati lasciano pensare che si
tratti di una piccola realtà che pubblica qualche approfondimento e si
concentra principalmente sulla questione Ucraina. Sembra una sigla
creata per dare una sponda politica in Italia a chi vuol sostenere la
partecipazione alla guerra in Europa orientale. Dopotutto l'unica
iniziativa per ora pubblicizzata dai canali di Antiauthoriatarian
Alliance, insieme alla partecipazione alle manifestazioni del 25 aprile
di Bologna e Milano, è proprio il tour organizzato con Solidarity
Collectives.
In effetti sono posizioni che dalle nostre parti non hanno mai avuto
troppa fortuna e che, quantomeno in ambito anarchico, non trovavano un
solido riferimento politico in Italia. Le diverse tendenze del movimento
anarchico di lingua italiana - pur con profonde differenze interne -
hanno mantenuto posizioni chiaramente antimilitariste riguardo alla
guerra, soprattutto per quanto riguarda il conflitto in Europa
orientale. Poche realtà, che si contavano sulle dita di una mano,
avevano assunto in questi anni posizioni più possibiliste o di sostegno
aperto a quelle componenti anarchiche dell'Est europeo che ritengono che
di fronte all'imperialismo russo si renda necessario anche arruolarsi
nelle file degli eserciti. Oggi sembra che questo piccolo drappello sia
ulteriormente ridotto. Si può rilevare infatti che anche in altri paesi,
in cui certe posizioni avevano senza dubbio un maggior peso, è avanzata
una certa disillusione soprattutto nel corso dell'ultimo anno di fronte
al riarmo europeo, alla reintroduzione della leva avviata da diversi
governi, all'autoritarismo crescente in Europa, al cronicizzarsi della
guerra, che porta ad una maggiore centralizzazione del potere anche in
Ucraina oltre che ovviamente in Russia, già governata in modo autocratico.
Per noi che non ci eravamo fatti illudere dalle chiamate alle armi,
quello che vediamo è l'ovvia conseguenza della spirale di guerra in cui
i governi stanno sprofondando il mondo intero. Ma è chiaro che per chi
ha assunto posizioni diverse la disillusione può essere un passaggio
importante.
Certo anche a causa di questo contesto il primo tour di Solidarity
Collectives in Italia, dopo che sono trascorsi più di 4 anni
dall'invasione dell'Ucraina da parte della Federazione Russa, è avvenuto
in occasione della partecipazione di questo documentario a una kermesse
ufficiale, e non ha toccato nessuno spazio sociale, sede, circolo che
potremmo definire anarchico. Gli organizzatori hanno infatti, fin da
subito, individuato sale pubbliche come a Bologna o gestite da
associazioni legate al PD come a Torino, circoli ARCI come a Milano o
comunque della sinistra istituzionale, in un caso di area trotzkijsta
come a Bari. Questo mostra la mancanza di qualsiasi rapporto tra gli
organizzatori di questo tour e il movimento anarchico in Italia. Anzi,
in molte delle località toccate ci sono state prese di posizione e
contestazioni da parte di gruppi anarchici, svolte con volantinaggi,
striscioni e interventi all'esterno delle sale.
Certo nel clima generale di guerra che viviamo anche altri erano critici
verso queste iniziative, e in alcuni casi agli organizzatori è stata
ritirata la disponibilità della sala, perché l'iniziativa era ritenuta
incompatibile con i principi delle associazioni ospitanti.
Sembra che non siano mancate le pressioni agli enti gestori delle sale
anche da parte di soggetti certo distanti da qualsiasi visione
antimilitarista, e che invece avrebbero come riferimento la Federazione
Russa.
Ma nei comunicati pubblicati in merito da Antiauthoritarian Alliance non
si spendono troppe parole per i campisti e i filorussi. Ci sono invece
pagine e pagine contro gli anarchici che hanno contestato le iniziative.
Armandosi di tempo e pazienza per leggere queste pagine dispiace
constatare che ogni critica e contestazione, normale nel confronto
politico, viene delegittimata, ridicolizzata, tacciata addirittura di
"stalinismo". È da queste basi che chi sostiene che il posto degli
anarchici sia nell'esercito, lamenta la mancanza di volontà di dialogo e
di ascolto.
Non è una novità. Già in più occasioni c'è stato modo di ritrovare
questo atteggiamento. Se qualcuno avesse perso la memoria basta
rileggere qualche articolo di Umanità Nova del 2023 e del 2024. In uno
dei comunicati dell'Antiauthoritarian Alliance si torna infatti su
quanto avvenuto nel corso dell'incontro internazionale anarchico di
Saint-Imier del luglio 2023. Denunciano in termini drammatici
l'interruzione di una conferenza che si teneva nella sala principale,
organizzata dai gruppi che sostenevano i cosiddetti "combattenti
anti-autoritari" arruolati nell'esercito ucraino. Ma la realtà fu ben
diversa, dopo che ad unx compagnx che aveva osato levare un cartello
antimilitarista in sala era stato strappato il cartello di mano, ci sono
statx singolx compagnx che hanno protestato contro quella censura.
Qualcunx ha osato porre domande non gradite agli organizzatori, ma una
specie di servizio d'ordine, ben coordinato, interveniva subito a
zittire le voci critiche, con insulti e minacce anche fisiche. Dal palco
intanto venivano scagliati insulti e anatemi sugli antimilitaristi.
Questo avveniva nel corso di un incontro internazionale, dove
bisognerebbe essere in grado di confrontarsi con posizioni diverse dalle
proprie. Questo è solo una parte del "dialogo" che abbiamo visto a
Saint-Imier.
Visto che nei comunicati di questa Antiauthoritarian Alliance sono
riportate storie fantasiose, è necessario ricordare come sono
effettivamente andate le cose. Voglio però ringraziare questa sigla per
aver sollevato la questione. A quasi quattro anni e mezzo dall'inizio
del conflitto su larga scala tra Ucraina e Federazione Russa, la guerra
è sempre più presente nelle nostre società e nelle nostre vite. La
guerra è sempre più parte ineludibile dello scenario in cui ci muoviamo.
Per questo riemergono nel discorso politico dei movimenti, anche se non
sempre in modo aperto, ma comunque non più così sporadicamente, velleità
belliciste, soluzioni militari, speranze in una tabula rasa creata dalla
guerra, che travalicano gli ambiti politici tradizionalmente
"militaristi" e "campisti". Penso sia bene cogliere l'occasione per
tornare a ragionare e a fare chiarezza su una serie di questioni, per
cercare di orientarci meglio in questi tempi così difficili.
Dario Antonelli
https://umanitanova.org/ripartire-dallantimilitarismo-il-tour-delle-polemiche/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(en) France, OCL, Dossier Belgique: The social movement against the Arizona government (ca, de, fr, it, pt, tr)[machine translation]
- Next by Date:
(it) Turkey, Yeryuzu Postasi: Le idee non possono essere emancipate - Aristotele Chantzis (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center