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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #15-26 - Antonio Fierro. La prima vittima del fascismo negli Stati Uniti (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 15 Jun 2026 07:49:43 +0300
Il 14 luglio 1933 a New York lo studente Antonio Fierro è la prima
vittima del fascismo in America. Nato a Bisaccia (Av) il 25 dicembre
1911, completati gli studi ginnasiali a Melfi, aveva da qualche anno
raggiunto i genitori a New York. Suo padre è il muratore anarchico
Michele Fierro, nato nel 1888, «attenzionato» dal regime fascista con
l'intestazione di un fascicolo al Casellario Politico Centrale, lettore
e sostenitore dell'importante settimanale anarchico «L'Adunata dei
Refrattari» che si pubblica a New York dal 1922.
La mattina del 14 luglio Carlo Tresca, dalle colonne di «Stampa Libera»,
invita gli antifascisti a recarsi al raduno fascista, al quale
partecipano circa 200 camice khaki e camice nere. Le Camice khaki è
un'organizzazione militare fascista di Philadelphia, composta da
fascisti italiani e americani assoldati da Arthur Smith: vanta di avere
venticinquemila aderenti e nel programma afferma di giurare il falso,
ammazzare gli antifascisti, fare la spia, osannare Mussolini,
l'abolizione del Congresso con la sostituzione di un consiglio di
dittatori; non fanno inoltre mistero dell'intenzione di compiere una
«marcia su Whashington» per instaurare una dittatura fascista come ha
fatto Benito Mussolini in Italia. Il movimento organizza
provocatoriamente una riunione nella sala Columbus Halle, nella Little
Italy di Astoria, un quartiere proletario di New York abitato da
italiani che non hanno dimenticato le angherie e le prepotenze dei
fascisti. Molti vengono da Philadelphia armati di manganelli e sono
protetti dalla malavita. Alla manifestazione per curiosità partecipa
anche una ventina di giovani antifascisti e quando Adolfo Siani, dopo le
preghiere di un prete, fa l'apologia di Mussolini, un operaio grida
«Abbasso Mussolini», un grido che va punito e i randelli dei sicari di
Smith, venuti da Philadelphia, entrano in azione bastonandolo e
gettandolo fuori dalla sala. Il sarto calabrese e noto disegnatore
Fortunato Velona viene selvaggiamente bastonato. Antonio Fierro
interviene per difenderlo. Circondato dai fascisti - pur essendo
disarmato - si difende «come un leone», sferrando pugni contro gli
aggressori. Smith lo colpisce più volte alla testa col frustino. Poi è
improvvisamente colpito alle spalle da un colpo di rivoltella che lo
abbatte sul pavimento e in pochi istanti muore.
Per tre giorni migliaia e migliaia di persone salutano la salma della
giovane vittima, che abitava al n. 22238 Adams Place, Bronx. Il 19
luglio il feretro, portato a spalle da dodici giovani antifascisti,
all'uscita dall'abitazione è salutato dal Comitato Unitario Antifascista
e dal canto commovente dell'«Internazionale». In un grande stendardo
rosso è scritto: «Il sacrificio di Antonio Fierro domanda l'unità
d'azione nella lotta contro il fascismo». Il corteo è molto lungo e il
capo della polizia chiede che si formino file di sei persone invece che
di due. Nel cimitero di Woodladiawn (Bronx) mentre la bara cala
lentamente nella fossa la banda suona nuovamente «Bandiera Rossa» e
l'«Inno dei Caduti». Una pioggia di fiori rossi rende l'ultimo omaggio
al giovane assassinato. La sua prematura scomparsa è stata stoicamente
accettata dalla famiglia della quale era l'unico figlio. La sera del 19
luglio 1933 l'organo del Partito Comunista degli Stati Uniti «Daily
Worker» di New York, pubblica in prima pagina la foto e un articolo sul
funerale, titolando che ben milleduecento persone vi hanno preso parte.
Viene accusato di omicidio di secondo grado il giovane tassista
anarchico fiorentino Athos Terzani, che dal primo momento riferisce alla
polizia che l'assassino di Fierro è Frank Moffer, il cui vero nome è
Moddiferri. In attesa del processo Terzani è rilasciato dietro pagamento
di una cauzione di 15.000 dollari.
«L'Adunata dei Refrattari» riferisce dell'assassinio in prima pagina nel
numero del 22 luglio 1933, pubblicando anche la foto del giovane
assassinato «sull'altare della libertà». L'assassinio è avvenuto alla
vigilia dell'arrivo di Italo Balbo - «simbolo del banditismo
squadrista», «belva grondante del generoso sangue di tanti proletari
italiani», assassino di don Giovanni Minzoni e così anche dagli Stati
Uniti il sanguinario gerarca potrà portare «la coppa abituale di sangue
rosso e puro» - che ha trasvolato l'Atlantico.
Ne «L'Adunata dei Refrattari» del 5 agosto 1933 il padre, Michele
Fierro, dopo aver ringraziato i compagni e gli amici che si sono
associati al dolore per la tragica fine del figlio, «caduto in un
agguato fascista», scrive: «Immenso è stato il dolore, ma grande il
conforto della solidarietà sincera della famiglia proletaria, la quale
ha sentito la bellezza del sacrificio di mio figlio. In atre lotte più
feconde di bene avrei voluto che il mio Antonio gettasse i suoi venti
anni, ma è inutile contrastare al destino. Dalla tomba di mio figlio io
traggo nuova energia per difendere l'idea comune e fare di lui la santa
vendetta».
Il giornale riporta uno scritto di Antonio Fiero trovato in un quaderno
di appunti:
«La libertà di stampa, la libertà di pensiero ha prodotto questo
mutamento in me. Solo ora io apprezzo di più la Libertà e mi convinco
pure che in un paese dove non esiste la libertà di stampa regna la
menzogna.[...]Non sono Cattolico perché la religione è menzogna; non
sono Fascista, perché fascismo è sinonimo di Borghesia, cioè nemico del
popolo, nemico della classe operaia. Al posto della religione ho
sostituito la lotta per la Libertà, per l'Uguaglianza di classe; al
posto del fascismo ho messo altre idee più precise, che mirano ad altro
scopo più soddisfacente, più bello, più amabile. Non so ancora quale
partito scegliere, se quello Socialista, Comunista o pure Anarchico.
Quest'ultimo mi piace di più, ma prima di prendere una decisione voglio
conoscere le cose a fondo».
Carlo Tresca organizza il Comitato di difesa, presieduto dal famoso
avvocato Thomas Norman.
Al processo che si svolge dall'11 al 13 dicembre 1933 l'ex camicia
khaki, l'ebreo Samule Wein, dichiara di essere stato costretto -
minacciato di morte da Smith - ad accusare Terzani, per salvare Frank
Moffer, il vero assassino. Nell'aprile 1934 Smith è condannato da tre a
sei anni per falsa testimonianza e Frank Moffer che ammise l'assassinio,
è condannato per omicidio colposo di primo grado da 5 a 10 anni.
«L'Adunata dei Refrattari» commenta: «Il fascismo è lo stesso in tutte
le latitudini, sotto tutte le camice: ottuso, fanatico, mercenario,
bestiale, perfido. Ammazza gli avversari, ed ha pronto l'alibi
dell'impunità, la menzogna intesa a "provare" che gli avversari... si
sono ammazzati tra di loro».
Sempre «L'Adunata dei Refrattari» non dimentica e due anni dopo, nel
numero del 20 luglio 1935, ricorda Antonio Fierro con partecipe lirismo:
Vent'anni!
L'età dei sogni, delle audacie, delle illusioni.
Vent'anni! L'età in cui si rivela l'uomo.
Era cresciuto in Italia. Lontano dai genitori,
La bufera nera del fascismo lo aveva sorpreso nell'età in cui si è molle
cera e gracil fior.
Che bella recluta oggi per la guerra... liberatrice dell'Abissinia!
Studiava. La scuola forse poteva deviare in lui la spontaneità del
generoso sentimento.
La scuola fascista. La scuola riconsacrata al prete e al poliziotto.
Povero Fierro! Lo avrebbero stritolato: - giovane robusto - fra quegli
ingranaggi di menzogna barbuta ed occhialuta. Lo avrebbero imbavagliato
fra quelle ritorte infarcite di somma sapienza!
L'amore paterno e materno lo sottrasse alla galera nera.
Venne in America e l'anima sua trovò sé stessa, spiccò il suo libero
volo, si sciolse alle speranze nostre.
Fu dei nostri.
Dei ribelli. Dei novatori.
Gli anni gli avrebbero dato più conoscenza di uomini e cose. Con più
audacia.
E fu nella mischia.
E fu dei primi.
E cadde sotto il fuoco del sicario.
E lo raccolsero le mani pietose dei compagni.
E ora è un simbolo.
Quanti dei poveri esseri la cui anima è sequestrata in Italia dal nero
regime; quanti di quei giovani che hanno la benda sugli occhi, sarebbero
nostri - contro il mostro - in 24 ore di luce, di libertà, di respiro
senza bavaglio, di marcia senza caporale, di movimento senza camicia
nera di forza.
Il tempo è grande alleato dei malfattori, ché l'uomo dimentica più i
misfatti che le benemerenze.
Il tempo... Sono passati due anni; ma il ricordo del giovane Fierro - di
questo eroe dello spirito, che aveva spezzate colle stesse sue mani le
catene morali ribaditegli nell'animo dalla scuola del gesuitismo
fascistizzato -; il ricordo di questa vittima generosa, non è spento
negli uomini liberi.
Né si spegnerà!
Oh! che bella recluta sarebbe stata per le camice nere, se le cure di un
babbo e di una mamma amorosi, non lo avessero sottratto a questo ben più
nero e più reo destino.
Fierro è caduto. Ma da uomo libero per la libertà.
Quanti dei suoi coetanei cresciuti con lui negli anni della adolescenza,
vanno ora, come carne di macello, ad ingrassar le ande africane!
Nel ricordo cronologico, inchiniamoci al caduto.
Il 18 luglio 1936 «L'Adunata dei Refrattari» lo ricorda pubblicando in
prima pagina una sua nuova foto.
Sempre «L'Adunata dei Refrattari» dell'8 luglio 1939 ricorda che ad
assassinare Antonio Fierro sono stati fascisti italiani e americani: «è
stato la prima vittima del fascismo in America. E la più pura» e
conclude: «Nessuno saprà mai quanto abbia perduto il movimento
rivoluzionario con la perdita di questo giovane serio, colto,
entusiasta, ch'era tutta una giovinezza di promesse. Il fascismo l'ha
stroncata senza darle il tempo di sbocciare».
Il sindacalista e poeta palermitano Antonino Crivello gli dedica la
poesia «Ad Antonio Fierro spento da piombo fascista»:
Sempre il tuo cor che tu votasti al nobile
Ideal di giustizia e a la virtù
fu pien d'amore per gli oppressi e d'odio
per gli oppressori e per la schiavitù[...]
Quando a Liceo imporre ti volevano
d'indossare la camicia nera, tu
preferisti a l'oltraggio vil l'esilio[...]
Quando redenta sarà alfin l'Italia
ed una patria sola il mondo avrà
noi torneremo sul tuo avello a spargere
i rossi fiori de la Libertà.
Nel cimitero di Woodladawn gli è eretto un monumento e nel marmo è inciso:
Fece Scudo del suo Petto
Alla Libertà dal fascismo offesa
E cadde
Il 14 luglio 1933.
Questo nome, questo amore
Sono sacri ai militi della libertà.
Ancora oggi sulla sua tomba di Antonio Fierro mani ignote depongono
fiori e garofani rossi.
Giuseppe Galzerano
Bibliografia:
1200 at Fierro funeral Pledge war on fascism, «Daily Worker», central
organ of Communist Party U.S.A, New York, vol. X, n. 172, july 19, 1933,
pag. 1.
Per l'orgia, «L'Adunata dei Refrattari», New York, A. XII, n. 29, 22
luglio 1933, pag. 1.
Michele Fierro, Dichiarazione, «L'Adunata dei Refrattari», A. XII, n.
31, 5 agosto 1933, pag. 3.
Antonio Fierro. Il suo atto di fede, «L'Adunata dei Refrattari», A. XII,
n. 31, 5 agosto 1933, pag. 3.
j., Violento scontro a New York tra fascisti e antifascisti, «La
Libertà», giornale della Concentrazione Antifascista, Parigi, A. VII, n.
31, 3 agosto 1933, pag. 4.
Da New York. I funerali di Antonio Fierro, «La Libertà», giornale della
Concentrazione Antifascista, Parigi, A. VII, n. 32, 10 agosto 1933, pag. 4
Gazzarra indegna, «L'Adunata dei Refrattari», A. XII, n. 32, 12 agosto
1933, pag. 7-8.
Un compagno, Antonio Fierro, «L'Adunata dei Refrattari», A. XII, n. 33,
19 agosto 1933, pag. 7.
Astoria, «L'Adunata dei Refrattari», A. XII, n. 51-52, 23 dicembre 1933,
pag. 1-2.
Da New York. Infamia fascista sventata, «La Libertà», giornale della
Concentrazione Antifascista, Parigi, A. VIII, n. 2, 11 gennaio 1934, pag. 2.
Da New York. Criminalità fascista, «La Libertà», giornale della
Concentrazione Antifascista, Parigi, A. VIII, n. 15, 12 aprile 1934, pag. 2.
Gli assassini di Antonio Fierro, «L'Adunata dei Refrattari», A. XIII, n.
18, 5 maggio 1934, pag. 3.
XIV Luglio, «L'Adunata dei Refrattari», A. XIII, n. 28, 14 luglio 1934,
pag. 2.
Ar., Fierro (14 luglio: due anni dopo), «L'Adunata dei Refrattari», A.
XIV, n. 29, 20 luglio 1935, pag. 1 e 3.
Memento, «L'Adunata dei Refrattari», A. XVIII, n. 27, 8 luglio 1939, pag. 8.
Antonino Crivello, Antonio Fierro spento da piombo fascista, s. d.
Nunzio Pernicone, Carlo Tresca. Ritratto di un ribelle, Anicia, Roma,
2021, pag. 239-240.
Un trentennio di attività anarchica, Edizioni L'Antistato, Cesena, 1953,
pag. 168 - ristampa Anonimi compagni, 1914-1945 Un trentennio di
attività anarchica, Samizdat Edizioni, Pescara, 2002, pag. 198.
https://umanitanova.org/antonio-fierro-la-prima-vittima-del-fascismo-negli-stati-uniti/
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