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(it) Greece, APO, Land & Freedom - Appello per una manifestazione in occasione del 78° anniversario della Nakba | Iniziativa Studentesca Anarchica di Atene (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Mon, 15 Jun 2026 07:49:19 +0300


Venerdì 15 maggio, ore 19:00, Ambasciata israeliana -- 15 maggio 1948 - 15 maggio 2026: Libertà nella Palestina in perenne lotta | "- E non pensate che un paese appartenga al suo sovrano? ---- Solo se egli solo governa una terra deserta" - Sofocle ---- Il 14 maggio 1948 fu firmata la dichiarazione di indipendenza israeliana, con il neonato Stato che occupò le terre storiche del popolo palestinese. Il giorno seguente è passato alla storia come la Nakba (catastrofe), l'inizio dell'espulsione di oltre 700.000 rifugiati dalla loro patria, segnando al contempo l'inizio di una lotta per la Terra e la Libertà che ora si trova forse nel suo momento più critico.

Lo Stato israeliano, che fin dal primo giorno della sua esistenza si è assicurato il sostegno diplomatico e successivamente militare dell'intero mondo occidentale, costituendo la roccaforte e l'avamposto della macchina bellica occidentale in Medio Oriente e fungendo da strumento per promuovere gli interessi politici ed economici occidentali nella regione, sta attuando a pieno titolo un regime di apartheid confinando i palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, impedendo loro la libera circolazione attraverso un complesso di posti di blocco militari, colonizzando villaggi palestinesi, arrestando migliaia di persone e tenendole in ostaggio, imprigionandole senza accuse, nonché imponendo un blocco illegale alla Striscia di Gaza in violazione del diritto internazionale. Dal 7 ottobre, in particolare a seguito degli attacchi delle organizzazioni palestinesi, lo Stato di Israele, con un attacco senza precedenti, che comprende bombardamenti a tappeto in una delle aree più densamente popolate del pianeta, un'invasione aerea e terrestre coordinata, il blocco sistematico degli aiuti umanitari provenienti da paesi terzi e dai volontari - come dimostrato dall'attacco a una parte della missione di quest'anno della flottiglia globale Sumud, dove le forze israeliane hanno intercettato la rotta della flotta a ovest di Creta con la cooperazione dello Stato greco, catturando e torturando due membri della flotta che sono stati trasferiti nelle carceri israeliane, bombardamenti deliberati di ospedali e interruzioni della fornitura di energia elettrica - ha ucciso 60.000 palestinesi, tra cui 18.000 bambini, e ne ha feriti oltre 120.000, mentre la fame e la privazione di ogni tipo di assistenza sanitaria sono la realtà per l'intera popolazione. Il fatto che uno degli eserciti meglio addestrati e equipaggiati al mondo non riesca a imporre il controllo completo su un piccolo lembo di terra, affrontando continui scontri su vari fronti all'interno di Gaza da due anni e mezzo, e la resistenza parallela che si manifesta in Cisgiordania con scioperi e scontri continui con la polizia e l'esercito di occupazione, evidenzia anche la forza di coloro che combattono contro l'occupante.
Con la nuova fase del genocidio che entra nel suo terzo anno, l'attacco contro coloro che si sono schierati con la parte palestinese da parte del blocco di potere occidentale si è intensificato a livelli senza precedenti, approfittando della regressione del movimento studentesco internazionale che era in pieno fermento in questo periodo l'anno scorso. La nuova amministrazione Trump dello Stato americano sta tentando un'offensiva repressiva contro le università del paese, arrestando sia studenti che accademici che hanno partecipato alle occupazioni studentesche dell'anno precedente, o che semplicemente si sono espressi pubblicamente contro il genocidio, e cercando di deportarli revocando i loro documenti legali, mentre elabora piani per lo "sfruttamento" e la colonizzazione di Gaza insieme a Israele. Allo stesso tempo, negli stati europei che continuano a usare pretesti umanitari con tiepidi annunci di pace, le manifestazioni di solidarietà vengono represse, i simboli palestinesi vengono banditi in quanto antisemiti e gli attivisti vengono arrestati e imprigionati, mentre le relazioni e gli accordi interstatali restano pienamente in vigore.
Il genocidio in corso dimostra ancora una volta che, nonostante le proclamazioni di alcune leggi internazionali e i sogni di alcuni ideali umanitari promossi dall'Occidente raffinato, nel mondo dello Stato e del capitalismo l'unica legge che può prevalere è quella del forte, imposta al debole. Come possono gli Stati decidere quali popolazioni meritano di vivere e quali di essere sterminate, promuovendo l'intolleranza e il fascismo sociale come arma per alimentare l'apatia di fronte ai massacri?

Noi, da parte nostra, non possiamo che continuare a essere solidali con il popolo palestinese che continua a lottare con tenacia e perseveranza per la propria sopravvivenza, dignità e libertà. Con una solidarietà internazionalista e irrevocabile, che non si piega né si lascia intimorire dalla repressione, vogliamo creare spaccature all'interno dei sovrani aggressori, portando alla luce la nostra storia, la storia delle lotte dal basso, che contro ogni tempo, creano la realtà viva della libertà e della solidarietà, costituendo l'unico vero baluardo contro l'assalto del totalitarismo moderno. Fino alla liberazione dei popoli dalle nazioni, dalle religioni, dal razzismo e dall'intolleranza.

SOLIDARIETÀ A TUTTI I PERSEGUITATI PER ESSERE DALLA PARTE DEI PALESTINESI

LIBERTÀ AL POPOLO PALESTINESE IN LOTTA

Iniziativa Studentesca Anarchica di Atene

https://landandfreedom.gr/el/agones/2287-athina-78-xronia-apo-tin-nakmpa-protovoulia-anarxikon-foititon-trion-athinas
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