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(it) Italy, FDCA, Cantiere #45 - Non basta resistere --- L'autogestione di fronte all'offensiva globale del capitale(*) (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 14 Jun 2026 07:28:33 +0300
La Xe Rencontre internationale dell'"Économie des travailleurs et
travailleuses" si è svolta nella città argentina di La Rioja dal 27 al
29 novembre 2025. Vi hanno partecipato oltre 200 persone provenienti da
una dozzina di paesi delle Americhe e d'Europa: lavoratrici e lavoratori
di imprese recuperate, cooperative, movimenti sociali, organizzazioni
sindacali e collettivi legati all'autogestione. ---- La scelta di La
Rioja non è stata casuale. Questa provincia, poco popolata - circa 330
mila abitanti - conta sul proprio territorio 17 imprese recuperate dai
lavoratori. È dunque uno dei luoghi in cui il radicamento delle ERT
(Empresas Recuperadas por los Trabajadores) argentine mostra con
maggiore evidenza come l'autogestione non sia una formula astratta, ma
una pratica sociale concreta, nata dentro crisi, fallimenti padronali,
conflitti e tentativi di difendere lavoro, produzione e comunità.
La partecipazione, tuttavia, è stata inferiore rispetto ad altre
edizioni. Le ragioni sono insieme economiche e politiche. Molte imprese
recuperate e molte cooperative non hanno potuto essere presenti per
difficoltà materiali. Anche alcune delegazioni straniere, solitamente
consistenti, come quelle messicane o uruguaiane, hanno inviato
rappresentanze ridotte, in prevalenza composte da universitari. È emersa
invece con forza la presenza cilena, soprattutto attraverso la
federazione di cooperative di lavoro e solidarietà TRASOL (Federación de
Cooperativas de Trabajo y Solidaridad): una delegazione numerosa,
giovane, composta in larga maggioranza da donne, che ha avuto un ruolo
molto attivo nei lavori.
Il contesto argentino ha pesato su tutta la Rencontre. Le politiche
ultraliberiste del governo Milei stanno colpendo duramente le esperienze
di autogestione. Secondo Andrés Ruggeri, il movimento delle imprese
recuperate in Argentina è oggi in grave pericolo: si registra una
diminuzione di circa trenta imprese recuperate, una perdita del 10% dei
posti di lavoro e una riduzione dei salari che può arrivare fino al 50%.
A questo dato materiale se ne aggiunge uno politico e culturale: la
penetrazione delle idee libertariane all'interno degli stessi collettivi
di lavoro. Non si tratta di un elemento secondario. Laddove
l'autogestione si fonda su solidarietà, decisione collettiva e controllo
operaio, l'ideologia individualista e competitiva promossa dal mileismo
rischia di corrodere dall'interno le culture cooperative e mutualistiche.
I dibattiti si sono concentrati sui problemi e sulle potenzialità
dell'economia autogestita in un quadro segnato dall'avanzata delle
destre radicali, del neofascismo e del capitale corporativo contro le
classi lavoratrici. La dichiarazione finale lo afferma con chiarezza: di
fronte a questa offensiva, la classe lavoratrice deve superare la
frammentazione imposta dal capitalismo ultraliberista, rafforzare la
propria auto-organizzazione e difendere le esperienze più avanzate di
autogestione.
Non si tratta soltanto di difendere ciò che esiste. Il punto è estendere
queste pratiche. Queste pratiche devono essere sviluppate come forma
alternativa di organizzazione del lavoro, della produzione e della
riproduzione della vita. L'autogestione, in questa prospettiva, non è
una nicchia cooperativa, né una soluzione di emergenza per imprese
fallite. È un terreno di conflitto contro il modello capitalistico di
organizzazione della società.
I lavori si sono articolati in tavole rotonde e atelier, muovendo dai
temi generali verso questioni più specifiche: la situazione della classe
lavoratrice nella crisi politica, economica ed ecologica del capitalismo
globale; l'autogestione come pratica e progetto alternativo; le imprese
recuperate sotto il governo Milei; l'economia delle lavoratrici e dei
lavoratori in una prospettiva di genere; il rapporto tra Stato,
politiche pubbliche e autogestione; la sicurezza sociale nelle
cooperative; le forme di commercializzazione nel settore cooperativo; il
rapporto tra sindacalismo, organizzazione del lavoro e capitalismo
neoliberale globale.
Sono stati presentati anche diversi libri, tra cui Produire dans la
nouvelle mondialisation, Les droites de droite. La victoire du
capitalisme mondialisé di Mario Hernández e L'autogestion comme forme de
lutte. Questions pour construire un chemin commun della federazione
cilena TRASOL.
Il resoconto quotidiano di Richard Neuville, presente a La Rioja per
l'Association pour l'autogestion e per l'Union syndicale Solidaires,
conferma la qualità del confronto e insieme i suoi limiti. I dibattiti
si sono svolti in un clima di ascolto e tolleranza, senza eludere le
divergenze. Alcune definizioni restano aperte: "recupero d'impresa",
"ripresa", "economia delle lavoratrici e dei lavoratori",
"autogestione". Sono termini che non indicano sempre la stessa cosa nei
diversi contesti.
Qui emerge uno dei nodi più interessanti. In America Latina
l'autogestione nasce spesso dentro processi di recupero operaio,
conflitto sociale e difesa diretta dei mezzi di produzione. In Europa,
invece, molte esperienze assumono forme cooperative o mutualistiche,
senza tradursi necessariamente in pratiche compiute di controllo
operaio. Il caso francese, illustrato dallo stesso Neuville, è
significativo: molte imprese "in difficoltà" sono state riprese dai
lavoratori sotto forma di cooperative, salvando occupazione e saperi
produttivi, ma questo non garantisce automaticamente un funzionamento
autogestionario.
La differenza non va letta come una gerarchia tra esperienze. Dice
qualcosa di più: segnala una debolezza strutturale del contesto europeo.
Sul nostro continente l'autogestione è spesso più un riferimento
teorico, culturale o memoriale che una pratica sociale di massa. La
debole partecipazione europea alla Rencontre non dipende soltanto dai
costi o dalle distanze, ma anche dalla fragilità delle esperienze
concrete. Proprio per questo il confronto internazionale è necessario:
non per esportare modelli, ma per capire come l'autogestione possa
tornare a essere una cultura politica capace di attraversare movimenti,
sindacati, cooperative, lotte territoriali e conflitti sul lavoro.
La dichiarazione finale ha assunto anche una serie di posizioni di
solidarietà internazionale. La Rencontre ha espresso solidarietà attiva
con il popolo palestinese e ha chiesto la fine dell'occupazione, del
genocidio e dell'aggressione permanente dello Stato di Israele e dei
suoi alleati occidentali. Si è pronunciata contro l'aggressione
imperialista degli Stati Uniti contro il Venezuela e per il
consolidamento dell'America Latina e dei Caraibi come zona di pace. Ha
inoltre espresso sostegno all'autogestione della fabbrica GKN di
Firenze, all'impresa recuperata Gráficos Asociados di Mendoza, alla
fabbrica recuperata La Litoraleña di Buenos Aires, alla Cristalería
Vitrofín di Cañada de Gómez, minacciata dall'interruzione della
fornitura di gas, e alla legge di esproprio della tipografia Morvillo
nella provincia di Buenos Aires.
Non meno importante è il sostegno espresso alla legge 341
sull'autogestione dell'habitat nella città di Buenos Aires, minacciata
dai tentativi di svuotamento del governo cittadino, al progetto di legge
nazionale sulla produzione sociale dell'habitat popolare promosso dal
Movimiento de Ocupantes e Inquilinos, alle esperienze educative di
gestione sociale, cooperativa e comunitaria e alla piena attuazione
della legge di promozione cooperativa della provincia di La Rioja.
Sul piano organizzativo, la plenaria finale ha segnalato la necessità di
migliorare i meccanismi di partecipazione e di ampliare gli spazi di
lavoro. Le questioni legate alle filiere di commercializzazione dei
prodotti cooperativi restano aperte. È un problema decisivo: senza reti
economiche, distributive e mutualistiche capaci di sostenersi
reciprocamente, le esperienze autogestite rischiano di restare isolate e
più esposte alla pressione del mercato.
La XI Rencontre internationale dovrebbe svolgersi nel luglio 2027. Tra
le ipotesi avanzate figurano Cile, Bolivia, Uruguay e Italia. Per il
2026, invece, eventuali incontri regionali si terranno solo se vi
saranno proposte concrete da parte di organizzazioni disponibili a
ospitarli. Le difficoltà logistiche, l'aumento dei costi dei trasporti e
il contesto politico segnato dalla crescita delle destre radicali
rendono più complessa la costruzione di questi spazi internazionali.
A questo proposito, pur essendosi la Rencontre svolta regolarmente, è
stata denunciata la visita anomala di agenti della Direzione delle
migrazioni in uno degli hotel che ospitavano partecipanti stranieri. Un
gesto letto come chiaro tentativo intimidatorio, mai verificatosi nelle
precedenti edizioni argentine.
La Rencontre di La Rioja non consegna risposte definitive. Mostra però
un dato politico essenziale: l'autogestione esiste, resiste, ma oggi è
pienamente dentro il conflitto globale. Non può sopravvivere come isola.
Deve collegarsi, difendersi, moltiplicarsi, dotarsi di strumenti comuni.
In un tempo in cui le destre radicali avanzano, il capitale corporativo
aggredisce diritti e salari, e l'ultraliberismo pretende di trasformare
ogni relazione sociale in competizione, l'autogestione torna a porre una
domanda semplice e radicale: chi decide sul lavoro, sulla produzione,
sulla ricchezza, sulla vita?
È da questa domanda che bisogna ripartire. Non come esercizio teorico,
ma come terreno di conflitto reale.
*)Rielaborazione redazionale a partire dai resoconti pubblicati su
https://autogestion.asso.fr/la-rencontre-internationale-de-la-rioja-confrontee-au-libertarisme/
Dichiarazione finale del X Incontro internazionale dell'Economia delle
lavoratrici e dei lavoratori
La Rioja, 29 novembre 2025
La dichiarazione che segue è il documento conclusivo del X Incontro
internazionale dell'"Economia delle lavoratrici e dei lavoratori",
svoltosi in Argentina. Riassume le principali posizioni politiche emerse
dal confronto tra esperienze di autogestione, imprese recuperate,
cooperative e movimenti sociali provenienti da diversi paesi.
Il X Incontro internazionale dell'"Economia delle lavoratrici e dei
lavoratori" si è concluso nella città di La Rioja dopo tre giorni di
dibattiti intensi e ricchi, che hanno coinvolto oltre 200 partecipanti
provenienti da Argentina, Cile, Uruguay, Bolivia, Venezuela, Messico,
Canada, Spagna, Paesi Baschi, Francia, Grecia, Turchia e Brasile.
Hanno preso parte all'incontro realtà di imprese recuperate e
autogestite, federazioni di cooperative, movimenti dell'economia
popolare, organizzazioni sindacali, collettivi accademici e altri
soggetti legati al mondo del lavoro autogestito.
Il dibattito si è concentrato sui problemi e sulle potenzialità
dell'economia autogestita, sulla condizione della classe lavoratrice a
livello locale, regionale e globale, e sulla preoccupazione per
l'avanzata delle destre e del capitale corporativo contro i settori
popolari e le loro conquiste.
È stato riaffermato che, di fronte a questa offensiva contro i popoli
del mondo, la classe lavoratrice deve superare la frammentazione imposta
dal capitalismo ultraliberista, rafforzare la propria
auto-organizzazione per difendere i propri interessi e, soprattutto,
difendere le esperienze più avanzate di organizzazione e autogestione.
Queste pratiche devono essere sviluppate come un'alternativa concreta al
modello di organizzazione del lavoro, della produzione e della
riproduzione della vita imposto dal progetto ultraliberista. In questo
senso, l'Incontro si conferma come uno spazio di scambio, apprendimento
e costruzione di alternative a partire dalle esperienze concrete della
classe lavoratrice in diversi contesti del mondo.
Nel corso della plenaria finale, l'Incontro ha inoltre dichiarato:
a) la propria solidarietà attiva con il popolo palestinese e la
richiesta della fine dell'occupazione, del genocidio e dell'aggressione
permanente dello Stato di Israele e dei suoi alleati occidentali;
b) la propria opposizione all'aggressione imperialista degli Stati Uniti
contro il Venezuela e il sostegno alla costruzione dell'America Latina e
dei Caraibi come zona di pace;
c) il sostegno all'esperienza di autogestione della fabbrica GKN di Firenze;
d) l'opposizione alla vendita all'asta con cui il potere giudiziario
minaccia l'impresa recuperata Gráficos Asociados nella provincia di Mendoza;
e) la condanna della chiusura e dell'ordine di sgombero contro la
fabbrica recuperata La Litoraleña a Buenos Aires;
f) il sostegno alla continuità produttiva della fabbrica recuperata
Cristalería Vitrofín (Cañada de Gómez, Santa Fe), minacciata
dall'interruzione della fornitura di gas;
g) il sostegno alla legge di esproprio della tipografia Morvillo nella
provincia di Buenos Aires.
La plenaria ha inoltre espresso opposizione ai tentativi del governo
della città di Buenos Aires di svuotare e rendere inefficace la legge
341 sull'autogestione dell'habitat, sostenendo invece il progetto di
legge nazionale sulla produzione sociale dell'habitat popolare promosso
dal Movimiento de Ocupantes e Inquilinos, così come le iniziative
legislative sulle esperienze educative di gestione sociale, cooperativa
e comunitaria e l'attuazione della legge di promozione cooperativa della
provincia di La Rioja (legge 8.901).
Per quanto riguarda il funzionamento dell'Incontro, è stata sottolineata
la necessità di migliorare ulteriormente i meccanismi di partecipazione
e ampliare gli spazi di lavoro, prevedendo una pianificazione più
strutturata delle attività, compito che sarà affidato al Comitato
organizzatore in vista del prossimo appuntamento.
In relazione all'organizzazione dell'XI Incontro internazionale, si è
convenuto di tenerlo nel luglio 2027. Tra le possibili sedi sono state
avanzate le candidature di Cile, Bolivia, Uruguay e Italia.
Tenendo conto delle crescenti difficoltà logistiche, dell'aumento dei
costi dei trasporti e del contesto politico, si è inoltre deciso che
eventuali incontri regionali nel 2026 si terranno solo in presenza di
una proposta concreta da parte di organizzazioni disponibili a ospitarli.
Queste valutazioni sono legate anche all'aggravarsi delle condizioni
politiche in diversi paesi, segnate dalla crescita delle persecuzioni da
parte delle destre radicali. In questo contesto, pur essendosi
l'Incontro svolto regolarmente, è stata denunciata la presenza anomala
di agenti della Direzione delle migrazioni in uno degli hotel che
ospitavano partecipanti stranieri: un chiaro tentativo di intimidazione,
senza precedenti nelle edizioni precedenti svoltesi in Argentina.
Infine, il Comitato organizzatore internazionale ha espresso il proprio
ringraziamento a tutte e tutti i partecipanti che hanno contribuito con
il proprio impegno militante alla riuscita dell'Incontro, e in
particolare all'organizzazione locale guidata dalla cooperativa El
Independiente Copegraf Ltda. e dalla Federazione delle cooperative
autogestite della Repubblica Argentina.
Un ringraziamento è stato rivolto anche alla Legislatura della provincia
di La Rioja, che ha sostenuto l'iniziativa dichiarandola di interesse
legislativo (decreto 221/2025), e alla fondazione tedesca Umverteilen,
il cui contributo ha reso possibile, tra le altre cose, il servizio di
interpretariato per i partecipanti non ispanofoni.
http://www.alternativalibertaria.org
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