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(it) Italy, UCADI, #207 - Cosa c'è di nuovo La Botta referendaria (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 14 May 2026 07:55:33 +0300
"Andarono per suonare e vennero suonati". È accaduto a Meloni & Co.,
alla ricerca spasmodica di un punto sostanziale di approdo al loro
progetto per un rifacimento della Repubblica al fine di cancellare le
origini antifasciste della Carta Costituzionale. Non si sono resi conto
che manomettere quelle garanzie di convivenza che vengono ricordate il
25 aprile, data puntualmente e pervicacemente cancellata dalla loro
agenda è inaccettabile per la grande maggioranza dei cittadini. Non è un
caso che questo appuntamento non solo esiste, ma sembra essere nella
memoria, ben custodito, scolpito nel DNA dei cittadini, inestirpabile.
Si avvicendano le generazioni, ma l'antivirus antifascista sembra
permanere, attivo, efficace all'arrivo dell'infezione sotto qualsiasi
forma essa si presenti.
Per quanto spigliata, istrionica, cristiana, identitaria e patriottica,
il tappo della Garbatella, che si auto definisce un underdog, è
sostanzialmente una perdente, soprattutto quando si cimenta in questo
compito.
Allevata nei governi dalla destra del paese, in 4 anni di governo è
riuscita a distribuire fuffa, mantenendo una sua sostanziale immobilità
e ad alimentare consorterie di amichetti, ai quali ha consentito di
occupare ogni più piccolo pertugio di potere che potesse produrre
guadagni e prebende, cariche magniloquenti e pompose, profitti non
importa quanto leciti. Come tale Lei è non uno scarto, ma una monnezza,
il prodotto perfetto dell'establishment, ora scaricata perfino dal suo
mentore, Donald Trump, per manifesta incapacità servile nella politica
internazionale.
La sua gestione del potere sul piano interno, poi, è stata costellata da
episodi ed eventi poco edificanti, ad opera di alcuni soggetti che
costituivano l'entourage che, a cerchi concentrici, si affolla intorno
alla sede di un partito che ha un nome emblematico e significativo, via
della Scrofa e a un clan familiare che lo gestisce grazie a legami
parentali e a un sodalizio cementato da un comune desiderio di rivincita.
Sì, perché proprio il livore e il rancore, il dolore per la sconfitta
del regime fascista e il desiderio di rivalsa, unisce la generazione di
neofascisti che gestisce oggi il maggior partito della destra italiana.
Bisogna riconoscere ai superstiti del regime di aver saputo coltivare e
formattare nel rancore la formazione delle nuove generazioni,
direttamente generate e alimentati da adepti acquisiti, che hanno
costruito l'adesione alle idee del ventennio e le hanno trasformate in
mito, rielaborate e messe alla prova, non stancandosi mai di alimentare
lo scontro sociale e politico, spesso sfociato nella violenza pura e
brutale, indiscriminata, che ti dà la sensazione, il brivido di potere e
ti esalta e ti motiva, fornendoti l'energia necessaria per combattere.
Se è vero che la destra non è riuscita a costruire una propria egemonia
culturale in Italia ha però saputo imporsi nella formazione delle nuove
generazioni di adepti, aiutata dalla forza degli apparati dello Stato e
da un mainstream compiacente e compiaciuto, che con il forte sostegno di
un impero mediatico ha criminalizzato l'impegno politico dei giovani,
favorito la loro estraneazione dalla vita sociale, alimentando il
disimpegno e facendone un valore, coltivando l'edonismo attraverso l'uso
delle droghe e quindi l'estraneità, e l'individualizzazione, non
accorgendosi che così facendo, disarmava la società, la disarticolava,
ne spegneva ogni afflato sociale. Si inseriva, cosi facendo
nell'evoluzione generale delle società occidentali.
Tutto questo fino a quando l'orrore per l'abisso nel quale queste
tecniche hanno precipitato la società e l'umanità, non ha lentamente
risvegliato le coscienze, prima con la lotta per la salvaguardia
dell'ambiente e poi di fronte all'orrore per l'olocausto del popolo
palestinese e il genocidio perpetrato a Gaza. Una mattanza chiara e
palese, che era immediatamente comprensibile per gli orrori che
produceva, più di una guerra come quella ucraina che si combatte tra due
eserciti e delle quale si è fatto di tutto per oscurare cause, effetti e
conseguenze, anche se ora quanto sta avvenendo morti innumerevoli ma
contabilmente ignoti sui campi di battaglia, distruzioni immani,
migliaia di feriti ed offesi nel corpo e nello spirito, da entrambe le
parti e uno spreco di risorse finanziarie che danneggia soprattutto i
più poveri e deboli uccide il welfare dei popoli europei, drenandone
le risorse finanziarie per alimentare lo sforzo di restaurazione
dell'impero statunitense e lo sfruttamento dei più ricchi e potenti,
permettendo loro di sfruttare ogni occasione per arricchirsi.
La situazione di degrado è giunta al punto tale da portare il mondo alle
soglie della guerra atomica e questo fa sì che non ci sia più spazio,
per revanscismi, rivincite, vendette, rancori, che hanno radici nella
storia, che producono immobilismo, che si traducono in un galleggiamento
per continuare a lucrare prebende e favori, denaro e potere. Giorgia
Meloni ha concluso il suo percorso a livello internazionale e nel paese:
è tempo di rimboccarsi le maniche e darsi da fare, rimettere mano ai
rapporti sociali e cancellare la sua esistenza.
https://www.ucadi.org/2026/04/19/cosa-ce-di-nuovo-la-botta-referendaria/
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