|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) France, UCL AL #370 - Internazionale - Argentina: Lo smantellamento progressivo del lavoro sotto Milei (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 13 May 2026 08:07:00 +0300
La riforma del lavoro avviata dal presidente argentino viene imposta
dall'alto. Ma la resistenza si sta formando dal basso. Qui condividiamo
un estratto del testo che delinea la posizione dell'anarchismo
organizzato argentino sulla situazione. ---- La cosiddetta riforma di
"modernizzazione del lavoro" attuata dal governo Milei non è in alcun
modo una modernizzazione giuridica del diritto del lavoro. Al contrario,
è al centro di un progetto complessivo di sfruttamento e precarizzazione
del lavoro, paragonabile solo a quello imposto dalla dittatura militare
degli anni '70. Ne beneficiano direttamente i datori di lavoro,
eliminando o limitando gli strumenti storici di lotta. Il modello
economico imposto dai leader favorisce le grandi aziende
agro-esportatrici e le multinazionali estrattive che impiegano una forza
lavoro minima rispetto ai massicci licenziamenti nel settore
manifatturiero in declino in tutto il paese (21.339 aziende hanno chiuso
da quando Milei è salito al potere). I grandi capitali stanno
riorientando i propri investimenti verso i settori agricolo ed
energetico, la speculazione finanziaria o semplicemente abbandonano il
Paese, lasciando centinaia di migliaia di lavoratori in miseria.
Caos normativo
Questa riforma gode di ampio consenso tra gran parte della classe
politica, i governatori e, naturalmente, il Congresso Nazionale, che è
diventato un mero organo di ratifica delle decisioni del presidente. È
evidente che il governo di Milei sta impiegando la stessa tattica di
Macri di dieci anni fa[1], portando avanti le sue politiche impopolari
simultaneamente su diversi fronti - lavoro, ambiente, giustizia penale e
questioni sociali - al fine di impedire una reazione decisa da parte
delle organizzazioni di base, sfruttando la mancanza di coordinamento
generale della resistenza.
Eletto presidente nel 2023, Javier Milei ha potuto contare sulla
maggioranza nel parlamento argentino dall'ottobre 2025.
Wikimedia Commons/Gage Skidmore
Questa legge, quindi, non fa altro che proporre il caos normativo nei
rapporti tra datori di lavoro e dipendenti, dove il potere degli
imprenditori prevarrà ulteriormente, eliminando le garanzie per i
lavoratori e promuovendo l'insicurezza del posto di lavoro come norma
per tutti.
Apparati sindacali compiacenti
Come sempre, gli effetti di queste politiche ricadono sulle spalle della
classe oppressa. I salari ristagnano o diminuiscono e l'insicurezza del
posto di lavoro è diffusa: il 38,2% dei lavoratori opera nel settore
informale, senza accesso ai diritti fondamentali e con più impieghi. Si
stima che, da quando Milei è salito al potere, il trasferimento di
reddito dalla classe lavoratrice al capitale concentrato ammonti a circa
48,8 miliardi di pesos[2].
Sebbene lo sciopero generale del 19 febbraio sia stato un successo, la
paralisi delle lotte imposta dalle asserviti vertici sindacali è più che
evidente. Queste dirigenze stanno cercando di contenere i conflitti in
cambio del mantenimento del controllo sui fondi sindacali.
I risultati mostrano che le azioni su larga scala intraprese nelle
ultime settimane non sono state sufficienti a fermare l'avanzata della
legge sul lavoro. Ciò evidenzia la persistente influenza decisiva delle
dirigenze sindacali, asserviti ai datori di lavoro e al governo[3], che
agiscono come veri e propri ostacoli al contenimento del conflitto.
Tuttavia, attorno al Frente Sindical Unido (Fronte Sindacale Unito -
FreSU) è emersa una forza combattiva, un blocco sindacale che trascende
le federazioni sindacali nazionali e mantiene una sana indipendenza di
classe dai partiti politici e dai governi. Ma questo spazio in crescita
non è ancora sufficientemente maturo per superare lo slancio di altri
sindacati, che si è limitato a scioperi sporadici e timide mobilitazioni.
A complicare ulteriormente la situazione, si aggiunge il fatto che
stiamo assistendo ancora una volta a come una parte della sinistra
partigiana privilegi il ruolo centrale del proprio apparato politico,
secondo una logica di avanguardismo illuminato.
Andare oltre la legalità
Di fronte a questa situazione, il compito è chiaro e urgente: non
possiamo delegare la nostra difesa alla mera legalità, come alcune
dirigenze sindacali stanno tentando di fare. Il ricorso alle vie legali
deve essere accompagnato dall'azione diretta. Le lezioni della storia
dimostrano che la giustizia statale da sola non si pronuncia a favore
degli oppressi, se non in caso di conflitto sociale.
In questo contesto desolante, e come durante la crisi economica del
2001, con la sua ondata di licenziamenti di massa e chiusure aziendali,
le occupazioni dei luoghi di lavoro si configurano come una forma
legittima di resistenza. Le occupazioni effettuate dai metalmeccanici in
Terra del Fuoco[4], o dagli operai della FATE, così come le occupazioni
dei tribunali da parte degli impiegati a Buenos Aires, esprimono una
tensione con i limiti del legalismo; tentano di porre un limite
all'avanzata dei datori di lavoro, di politicizzare i conflitti e di
dimostrare che l'azione diretta e la forza organizzata dal basso
costituiscono la risposta essenziale dei lavoratori. Naturalmente,
queste azioni non risolvono il problema fondamentale. Tuttavia,
permettono ai lavoratori interessati di unirsi in una resistenza collettiva.
In questo contesto, e affinché la resistenza continui ad acquisire
slancio, è necessario rafforzare il coordinamento sindacale. In un'epoca
segnata dalla personalizzazione sindacale e dagli ego, il compito
primario degli attivisti anarchici è quello di costruire ponti tra i
sindacati, di unire settori eterogenei e di ampliare il coordinamento,
sia dall'alto verso il basso sia, soprattutto, dalla base.
Oltre alle mobilitazioni nazionali contro la riforma del lavoro e le sue
implicazioni, dobbiamo continuare a promuovere la lotta per salari,
condizioni di lavoro e stabilità in ogni settore e provincia.
Tuttavia, in questo momento non possiamo trascurare le lotte specifiche
di ciascun settore, perché è questo che ci permette di rafforzarci,
coinvolgere i nostri compagni e stimolarli a crescere come forza sociale
organizzata in questo contesto. In breve, dobbiamo ritrovare fiducia
nella nostra forza attraverso vittorie immediate a livello settoriale. È
tempo di continuare ad ampliare la nostra base organizzata e di
raggiungere ogni compagno, perché nessuno sarà superfluo nei tempi a venire.
Organización Anarquista de Córdoba (OAC), Organización Anarquista de
Tucumán (OAT), Organización Resistencia Anarquista (ORA), Buenos Aires,
Organización Anarquista de Santa Cruz (OASC), La Tordo Negro -
organización anarquista entreriana, Organización Impulso Anarquista
(Neuquén-Río Negro), Federación Anarquista di Rosario (LONTANO)
Convalidare
[1]Presidente di destra dell'Argentina dal 2015 al 2019.
[2]Oltre 29 miliardi di euro.
[3]In particolare, il nucleo centrale "Salute-Commercio-Alimentare" e
quello di UOCRA-UPCN-Obras Sanitarias.
[4]Arcipelago situato nell'estremo sud dell'Argentina.
https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Argentine-Milei-tronconne-toujours-plus-le-travail
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Italy, UCADI, #206 - CAOS DOPO LA POSTMODERNITÀ (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) Turkey, Yeryuzu Postasi: Il Grande Giardino: teoria, ideologia e pratica politica - Federazione Anarchica Uruguaiana (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center