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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #7-26 - Donne sulle barricate. Note Bandite - La Comune di Parigi 1 (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 8 Apr 2026 09:01:53 +0300
L'otto marzo, giornata internazionale di libertà per corpi e movimenti,
si trova molto vicino sul calendario all'inizio della Comune di Parigi,
un avvenimento che per un breve frangente di tempo rivoluzionò equilibri
politici, professionali e sociali. Tra gli insorti ci furono molte
donne, infrangendo così un'ulteriore oppressione e discriminazione. ----
La Comune parigina nasce il 18 marzo del 1871 nel vuoto lasciato dal
crollo del "carrozzone" imperiale di Napoleone III, sconfitto
disastrosamente nella guerra con la Prussia bismarckiana iniziata l'anno
precedente. La Parigi operaia e rivoluzionaria dovette resistere
all'assedio dei prussiani e osteggiare il Governo di Difesa Nazionale
emergenziale dei versagliesi (che aveva sede a Versailles). Il popolo
viene armato, per sopperire all'esercito, nella Guardia nazionale, il
cui Comitato centrale organizzerà gli insorti. La repressione sarà
sanguinosissima: dal 21 al 28 maggio 1871 si conteranno oltre ventimila
comunardi fucilati, tra cui donne e bambini, nella cosiddetta "settimana
di sangue".
La Comune è rimasta scolpita in numerose canzoni, basti ricordare
L'internazionale e Dimmi bel giovane. Tra di esse ve ne sono alcune
focalizzate sulla partecipazione femminile all'insurrezione del 1871, un
assaggio di tre canzoni per cantare ricordando.
1 ADRIANA MARTINO - LUISE MICHEL
2 FRANCA RAME - CANZONE DELLE DONNE DELLA COMUNE DI PARIGI
3 SKULLD - LES PETROLEUSES
Adriana Martino - Luise Michel
Luise Michel è una figura simbolo della Comune di Parigi e
dell'anarchismo in assoluto. Dedita all'insegnamento fin da giovane, una
volta nella capitale francese si avvicina al movimento repubblicano
socialista di Blanqui e conosce molte figure che saranno tra gli
animatori della Comune. Luise, nella città assediata da truppe prussiane
e francesi, combatte come tiratrice, esorta a resistere, soccorre feriti
e cerca cibo per i bambini, "...immagine dell'altruismo / non più esiste
il suo «io» come tale / ma vive in lei il sol eroismo". Questi sono
alcuni versi della canzone a lei dedicata, interpretata da Adriana
Martino, una cantante lirica che negli anni '70 si dedicò anche al folk
e a incidere canzoni politiche. È questo il caso dell'album doppio "Cosa
posso io dirti", edito nella collana "Folk" della Cetra, una vastissima
opera di pubblicazioni su canti sociali, popolari e di lotta, tra cui
una dedicata ai canti anarchici del Canzoniere Internazionale. In
copertina c'è una vignetta di Scalarini - ancora attuale - dove due
signorotti discutono guardando una cartina geografica i cui confini
degli stati sono disegnati sulla pelle di un uomo scuoiato, e la
didascalia recita: "la pelle del proletariato".
Con la disfatta dell'insurrezione, Luise viene arrestata e condannata
alla deportazione a vita in Nuova Caledonia. Durante la traversata
diverrà anarchica, conoscendo e confrontandosi con altri deportati.
Anche dall'altra parte del mondo stringe amicizia coi canachi, la
popolazione locale sottomessa dai francesi. Quando questi si
rivolteranno, Luise Michel starà dallo loro parte contro i
colonizzatori, mentre alcuni deportati difenderanno invece le truppe
francesi. "Il suo cuore è così amabile / vibra di solidarietà / la sola
aria che sia respirabile / è l'amore dell'umanità". Grazie ad
un'amnistia potrà tornare in Francia, dove proseguirà l'attività di
organizzazione e agitazione nelle file del movimento anarchico. Il suo
nome è rimasto impresso tra le genti della Nuova Caledonia come in
quelle francesi.
Franca Rame - Canzone delle donne della Comune di Parigi
La Canzone delle donne della Comune di Parigi viene interpretata da
Franca Rame nello spettacolo "Parliamo di donne" andato in scena nel
1976 e trasmesso dalla Rai l'anno successivo. Lo spettacolo è scritto
assieme al marito Dario Fo, con cui nel 1957 ha fondato la compagnia
Fo-Rame. I loro spettacoli avranno molto successo, non solo di pubblico,
ma anche per come i loro contenuti sociali e sbeffeggianti incorreranno
in censure e ritorsioni. Al tradizionale ambiente dei teatri
preferiscono andare in scena in case del popolo o circoli Arci,
raggiungendo un pubblico spesso estraneo a certi circuiti. Negli anni
'70 collaborano con il collettivo teatrale La Comune, con cui firmeranno
lo spettacolo per Pinelli "Morte accidentale di un anarchico" e altre
opere dai titoli inequivocabili, come "Tutti uniti! Tutti insieme! Ma,
scusa, quello non è il padrone?" o "Basta con i fascisti". La teatrante,
inoltre, fonda nel 1970 il Soccorso Rosso, a sostegno dei militanti
extra-parlamentari colpiti dalla repressione. Franca Rame è stata
sequestrata, seviziata e violentata nel '73 da cinque neofascisti, - si
scoprirà molto dopo - su mandato di alti funzionari dei carabinieri.
Anni dopo trasformerà tutto quello che ha subito in un monologo
intitolato "Lo stupro".
Il brano dedicato alle comunarde si inserisce in uno spettacolo di vari
monologhi legati da temi femministi. Le parigine ebbero un ruolo
importante fin dallo scoppio della guerra con la Prussia: mentre molti
uomini erano al fronte crearono club e comitati di quartiere.
Consapevoli che disuguaglianze e antagonismo tra i sessi fossero una
delle basi del potere, le comunarde lottavano per l'uguaglianza dei
salari, per il divorzio e per un'educazione laica. La Comune di Parigi
sancirà inediti traguardi per l'emancipazione femminile, per esempio
verrà istituita una scuola professionale femminile, nasceranno asili e
verrà abolita la distinzione tra figli legittimi e non. Durante i 72
giorni della Comune sorgerà l'"Unione delle donne per la difesa di
Parigi", che contribuì a organizzare la resistenza dell'insurrezione
anche con internazionaliste provenienti da altri paesi europei.
"Sì, mi piaci te, / mi piace l'amore con te, / ma incinta non voglio
restare. / Oh no, quel figlio non saria per te, / ma per il padrone io
lo dovrei fare. / Perché me lo possa adoperare, / di fatica intristire,
/ come in guerra mandare, solo per lui / lo debbo allattare e allevare".
Così inizia la breve canzone introdotta come "un po' violenta, a
qualcuno farà sicuramente raddrizzare i capelli, ma qualcuno ci
rifletterà sopra...". Il componimento poi ripete la prima strofa quasi
uguale, ma questa volta la donna vuole crescere il bambino per il
padrone: "Di lotta e di rabbia io lo voglio allattare, / di rosso
soltanto vestire, / nel vino e bestemmie bagnare, / con canzoni bastarde
lo voglio ninnare, / e armato poi contro il padrone / lo voglio
mandare". Nel testo possiamo vedere una metafora nella metafora: il
bambino è figlio di una intera classe di straccioni e oppressi che viene
identificata proprio dall'unica cosa che ha, i propri figli. Ecco che la
Comune segna l'ingresso del proletariato sulla scena della Storia, un
bambino che maturando saprà imparare a prendersi e ottenere ciò di cui
ha bisogno nei decenni successivi.
Skulld - Les Petroleuses
La band Skulld fonde death metal con accenti black e crust per dare
vigore a liriche ispirate a misticismo esoterico, il tutto guarnito da
un attivismo punk. I testi in inglese si snodano tra temi femministi,
pagani e libertari, attingendo abbondantemente da antichi culti
femminili, cercando in antiche civiltà pre-cristiane contenuti e
tendenze liberatori e sovversivi. "Troppo metal per il punk, troppo punk
per il metal!" usano definirsi. Il loro immaginario
metal-esoterico-antipatriarcale è doppiamente importante, dato che
l'ambiente metal risulta fin troppo spesso destrorso, machista e
xenofobo. In "The portal is open" del 2024 è contenuto Les petroleuses,
un brano che si allontana da occultismo e neopaganesimo per raccontare
delle comunarde nella Parigi del 1871. Molte di esse combatterono in
trincea, alcune anche con la divisa della Guardia nazionale: "Blood on
the streets / corpses in piles / dressed up in black / for their
sentence to death / mothers and wives / daughters and maids / pour out
this oil / fire it all!". Nello statuto dell'Unione delle donne era
previsto, tra l'altro, l'utilizzo delle armi in caso di necessità,
attività di rifornimento ai combattenti delle barricate e l'assistenza
ai feriti, oltre all'acquisto di petrolio. Da qui molte comunarde
verranno definite come petroleuses. Furono più di mille le donne
combattenti in quel frangente ripercorso dall'urlato testo degli Skulld:
"They're ready to die / they're ready to fight / they're ready to
destroy this all / a week of revolt / our hands are now strong /
barricades built / fire it all!". Durante la "settimana di sangue"
vennero distrutte dagli incendi diverse sedi di ministeri e altre
istituzioni, oltre a numerose abitazioni. In molti ritengono che spesso
la figura delle petroleuses sia stata utilizzata dai reazionari per
raccontare questi eventi come orditi da donne "pazze" e scellerate. Il
petrolio era da mesi ampiamente utilizzato per ogni uso domestico, in
sostituzione del carbone, e molti incendi furono causati anche dai
cannoneggiamenti versagliesi.
En.Ri-ot
https://umanitanova.org/donne-sulle-barricate-note-bandite-la-comune-di-parigi-1/
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