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(it) Italy, FDCA, Cantiere #42 - In ricordo di Adriana Dadà, storica e militante comunista anarchica (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 8 Apr 2026 09:01:44 +0300


Mercoledì 28 gennaio 2026, nella sua abitazione di Firenze, ci ha lasciato la compagna Adriana Dadà dopo una malattia che nelle ultime settimane si era rapidamente aggravata. Adriana, già ricercatrice e docente di storia contemporanea all'Università di Firenze, allieva di Gino Cerrito, storico dell'anarchismo a suo tempo militante nella FAI, era dichiaratamente comunista anarchica, impegnata da sempre nell'attività politica, sociale, culturale e sindacale, con un approccio materialista e di classe.
Nata a Filattiera, un piccolo comune della Lunigiana, nel novembre 1947, vive in successione con la propria famiglia a Pontremoli, Fosdinovo e Marina di Carrara. Poi, alla fine degli anni Sessanta, studentessa presso l'università fiorentina, si avvicina all'anarchismo e diventa attiva componente di un gruppo che edita un giornale studentesco universitario («Redimensione») che sotto il suo impulso si trasforma in Gruppo Anarchico Crescita Politica, poi negli anni Settanta Gruppo Comunista Anarchico di Firenze. Componente del comitato redazionale di Crescita Politica Editrice, nel 1979 partecipa con il GCA di Firenze alla costituzione dell'Unione dei Comunisti Anarchici della Toscana (UCAT) e nel 1985 interviene attivamente al congresso di fondazione della Federazione dei Comunisti Anarchici, organizzazione in cui milita fino al 2010 ricoprendo incarichi nazionali, e infine nell'Unione dei Comunisti Anarchici d'Italia (UCADI). Da alcuni anni non aderiva ad alcuna organizzazione politica, pur convinta della sua necessità, e oltre allo studio e alla ricerca si era dedicata a un'intensa attività sociale nel popolare quartiere fiorentino di San Jacopino, dove abitava e conduceva progetti formativi e sociali con le donne migranti e con i giovani, organizzando varie iniziative antifasciste ogni 25 aprile, partecipando a conferenze e altre attività culturali e politiche. In questa sua attività si era impegnata con esito positivo anche nella difesa di un ampio spazio verde, unico nel quartiere, cosa di cui era particolarmente contenta; qui è stato dipinto un grande murale che raffigura episodi di lotta ma anche la gioia conviviale dello stare assieme.
Storica conosciuta a livello nazionale, ha scritto numerosi articoli, saggi e libri sul fenomeno delle migrazioni - in particolare quella femminile - che aveva indagato a lungo, soprattutto quello delle barsane (venditrici ambulanti della Lunigiana), delle balie da latte, e dei migranti stagionali e non dalla Toscana. Adriana, per questo, si era specializzata nella storia orale, trasportando le sue ricerche su strumenti multimediali e collaborando attivamente con il Comune di Bagnone, per cui aveva curato l'allestimento del Museo Archivio della Memoria, e poi con il Museo Paolo Cresci per la storia dell'emigrazione italiana di Lucca. Ma importante era stato anche lo studio dell'emigrazione italiana negli Stati Uniti nel contesto delle lotte sociali di quel Paese (saggi su Gli italo-americani e la società italiana; Aspetti del sindacalismo statunitense: Gli IWW; La stampa anarchica italo-americana e la seconda guerra mondiale). Intenso è stato anche lo studio sull'anarchismo, con la produzione di saggi e volumi: ricordiamo Gli anarchici italiani tra guerra di classe e reazione, in Storia della società italiana della Teti; la curatela di Gli anarchici nella Resistenza apuana di Gino Cerrito, e quella di Antifascismo anarchico 1919-1945 di Nino Malara; poi il citatissimo volume L'anarchismo in Italia fra movimento e partito: Storia e documenti dell'anarchismo italiano. Lo sguardo di Adriana si è posato spesso anche sul Sessantotto, a Firenze e oltre, con la collaborazione a libri come Il sessantotto. La stagione dei movimenti (1960-1979) e più recentemente con L'immagine nella protesta. Nel '68 e oggi. Collaboratrice nel tempo di varie riviste («Zapruder», «Antipodi», «Comunismo Libertario», «Per un'altra città», «il Cantiere», ecc...), è stata in passato vicepresidente e direttrice scientifica dell'Archivio Il '68 di Firenze.
La scomparsa di Adriana Dadà, oltre che una dolorosa perdita umana per tutti e tutte quelle che l'hanno conosciuta, priva l'intero movimento anarchico di una compagna, di una militante, di una storica di grande valore. Come comunisti anarchici ci sentiamo particolarmente colpiti dalla sua perdita e sarà nostro impegno ricordarla in maniera adeguata, anche per tutto quanto ha fatto e ci ha lasciato e che non andrà perso.

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