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(it) Italy, UCADI, #205 - Diario italiano (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 3 Apr 2026 09:10:24 +0300
Dopo 41 mesi di governo Giorgia Meloni può dire di aver fascistizzato il
paese con discrezione, somministrando un distillato immateriale di olio
di ricino altrettanto efficace, anche se in una versione modernizzata
negli effetti, favorita da una congiuntura internazionale nella quale
prevalgono politiche conservatrici, da una situazione economica del
paese deteriorata, ma non troppo, (malgrado il calo costante della
produzione industriale), dall'assenza di un'opposizione politica degna
di questo nome, afona sui problemi del paese e non dotata di un
programma alternativo a quello del governo, completamente penalizzata
dalla condivisione sostanziale delle scelte strategiche in politica
internazionale.
Mentre la legislatura si avvia alla fine il governo sembra essere
saldamente al suo posto a meno che l'esito sfavorevole del referendum
sulla giustizia non ponga un primo intralcio alla sua politica e questo
senza che esso abbia mantenuto nessuna delle 100 promesse preelettorali
condivise da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati.
Contrasto all'Emigrazione
Meloni ha vinto le elezioni promettendo la soluzione del problema
migratorio, considerato come la prima emergenza del paese dal suo
elettorato. Su questo tema il governo ha attuato una politica bifronte:
da un lato ha dovuto ampliare il decreto flussi a causa delle richieste
degli imprenditori in crisi per la carenza di manodopera, anche se poi a
causa dei meccanismi farraginosi con i quali il provvedimento viene
attuato e dei numeri insufficienti non è riuscito a soddisfare la
domanda. La politica repressiva verso i migranti ha invece funzionato,
prova ne siano i tanti morti di Cutro o i tanti cadaveri spiaggiati
sulle coste con le grandi mareggiate di febbraio e questo mentre
continua il finanziamento dei Lager in Libia e restano vuoti quelli
monstre in Albania con dispendio di più di un miliardo di euro.
La verità è che il governo non vuole affrontare il problema della
regolamentazione del mercato del lavoro al quale lo sfruttamento
dell'emigrazione clandestina è funzionale. La presenza di un mercato del
lavoro alimentato da migranti non in grado di regolarizzare la loro
posizione e quindi di essere regolarmente assunti, permette di mantenere
basso il costo del lavoro complessivo e di attingervi offrendo lavori
precari e mal pagati a questo esercito industriale di riserva,
soprattutto destinato e necessario ad alcune attività connesse
all'agricoltura come la raccolta dei pomodori, quella dell'uva o delle
mele e di quant'altro richieda una manodopera non specializzata. E non
si tratta di lavori stagionali perché questo tipo di manodopera viene
impiegata anche nelle coltivazioni di serra sempre più diffuse. Non solo
ma anche lavori che richiedono grande fatica come la cantieristica o
l'edilizia, lavori ad alto tasso di incidenti sul lavoro assorbono
questo tipo di manodopera e quindi regolarizzarla non conviene
economicamente. Una politica del Lavoro che preveda la creazione di
centri di selezione nei paesi di partenza, un'attività di formazione e
un'assunzione regolare sarebbe un calmiere efficace al fenomeno
strutturale dell'emigrazione prodotta dalle guerre, dai disastri
climatici, dalla fame.
Ma il governo non si è dimenticato dei lavoratori che hanno un rapporto
di lavoro regolare risolvendo a suo modo il problema della chiusura di
alcuni contratti scaduti da molti anni, come quello dei Ministeriali,
scegliendo come interlocutori sindacale la Cisl e l'UGL per concludere
contratti separati, rompendo l'unità sindacale.
Il Governo ha attuato il taglio del cuneo fiscale, rendendolo
strutturale, ma ha provveduto annullarne gli effetti attraverso le
modifiche delle aliquote fiscali e dei pur miseri aumenti contrattuali
così che i lavoratori hanno dovuto subire a fronte di un aumento
nominale una riduzione reale del potere di acquisto dei loro salari che
supera il 8,8%.
Di conseguenza sono aumentati i lavori mal pagati e le famiglie
incapienti hanno raggiunto più di sei milioni di italiani mentre
aumentano i frequentatori di mense collettive e gli spacci alimentari di
solidarietà dove vanno i pensionati e coloro che, pur lavorando, non
riescono a soddisfare nemmeno i loro bisogni alimentari perché
percettori di salari infimi.
Il governo ha diligentemente provveduto ad abrogare ogni provvedimento
riguardante il piano casa, raggiungendo così alcuni suoi obiettivi
consistenti nel dare un aiuto ai palazzinari per incrementare il mercato
immobiliare privato, colpire le giovani coppie desiderose di costruire
un nucleo familiare, aggravando la disperazione non solo dei senza casa
ma anche delle famiglie in condizioni di precarietà, potenziando gli
sfratti non solo per gli inquilini morosi, ma anche quelli per fine
locazione.
Che dire poi della politica verso i pensionati ai quali era stata
promessa l'abolizione della Fornero e ai quali è stato dato un aumento
di 3EUR mensili e allungata l'età per raggiungere la pensione,
peggiorando le stesse disposizioni della Fornero.
L'ossessione sicurezza
Ma dove il governo si è sbizzarrito nell'emanazione di provvedimenti a
ripetizione è stato il settore della sicurezza, introducendo nel codice
penale con ripetuti strumenti legislativi e decreti tra i 48 e gli oltre
60 nuovi reati, a cui si aggiungono numerose aggravanti, ipotizzando la
repressione di qualunque comportamento di dissenso e protesta anche non
violenta, fino a giungere alla prevenzione attuata mediante il metodo
fascista del fermo preventivo e cautelare, ipotizzando l'eventualità
dell'intenzione di commettere reato e cosi palesemente violando numerose
norme costituzionali come il diritto di manifestare pacificamente e
senz'armi o quello di circolare in tutto il territorio nazionale. Ad
ispirare la maggioranza di governo sono state senza dubbio le leggi
fascistissime che in altra forma e in altro contesto la premier
vuole riproporre facendo di tutto per far supporre l'esistenza e il
clima emergenziale degli "anni di piombo", forse per la nostalgia degli
anni ai quali deve la sua formazione politica o più verosimilmente
perché è rancorosa e cerca vendetta.
La misura che consentirebbe alle forze di polizia di trattenere persone
negli uffici per un massimo di 12 ore per controlli preventivi in vista
di manifestazioni o eventi, senza necessità del provvedimento di un
magistrato, riproduce fedelmente l'attività della polizia fascista che
tratteneva soggetti da essa ritenuti "sovversivi" preventivamente in
occasione delle visite del duce o di gerarchi del regime.
Il disagio dell'opinione pubblica per i reati derivanti dalla cosiddetta
piccola criminalità come, borseggi, furti, minacce con coltelli ecc.,
viene affrontata rivolgendo particolare attenzione ad alcune categorie
di cittadini, considerate di per sé capaci di comportamenti
delinquenziali come i nomadi o i migranti, oppure monitorati attraverso
l'introduzione di strumenti elettronici di controllo come metal
detector, telecamere e company, senza pensare a provvedimenti che
tentino di rimuovere le cause come ad esempio l'introduzione
dell'educazione affettiva a scuola, la realizzazione di strutture
sociali e di aggregazione che permettano di affrontare il disagio sia
giovanile che comportamentale. La risposta viene data con provvedimenti
tipo il decreto Gaviano e i superstiti centri di aggregazione ancora
presenti sul territorio vengono chiusi denunciando che vi si svolgono
attività politiche sgradite al governo, facendo di tutto per stimolare
ogni azione di risposta violenta a questi provvedimenti.
Perfino il problema dello stupro delle donne, reato sempre più
frequente, viene affrontato con il piglio maschilista, proprio del
ventennio, tanto che malgrado l'accordo fra maggioranza e opposizione
per varare una legge che lo condanni in modo deciso, a tutela delle
donne, questo viene tranquillamente disatteso, accampando critiche a
riguardo della formulazione concordata. Né l'attacco alle donne si ferma
qui, prova ne sia l'abolizione di "azione donna" finalizzata a
permettere la preventiva uscita dal mercato del lavoro di quelle di esse
che dà più tempo svolgono lavori usuranti. Verrebbe da pensare che un
governo che si richiama ai valori del ventennio sostenesse almeno la
condizione di madre, anche ai fini di un provvedimento minimo di
contrasto al declino non demografico. Ebbene no, il governo ha mantenuto
l'IVA per quanto riguarda i prodotti destinati all'infanzia come
pannolini e alimenti per neonati.
Istruzione e sanità
Un governo efficiente del paese, a fronte delle modifiche introdotte
nelle attività produttive dalle nuove tecnologie dovrebbe essere
preoccupato e introdurre nell'istruzione le innovazioni necessarie per
consentire alla scuola di migliorare in qualità e quantità l'istruzione
della popolazione. Viceversa la gestione del ministero dell'Istruzione e
del cosiddetto merito è quanto mai opaca e priva dei risultati.
Emblematico al riguardo l'esito della dell'innovazione voluta in modo
congiunto dal ministro dell'Istruzione e del merito nonché da quello del
Made in Italy: l'istituzione del cosiddetto Liceo del Made in Italy che
brilla per assenza di opzioni da parte degli studenti e pur avendo
richiesto un investimento miliardario, stenta a raccogliere quel minimo
di alunni necessario al funzionamento di qualche sezione.
Che dire poi della militarizzazione della scuola e della gestione del
corpo docente, con provvedimenti disciplinari che si sprecano, nella
persistenza dell'assenza di docenti strutturati, nonché della crescente
fatiscenza delle strutture scolastiche per rinnovare le quali non si è
colta a dovere l'occasione del PNRR per reperire i finanziamenti
necessari ad una edilizia scolastica bonificata e resa efficiente.
Malgrado il calo demografico il sistema di istruzione del nostro paese
produce ancora delle eccellenze, ma queste vanno ricercate in larga
parte fra i 500.000 giovani che annualmente abbandonano il paese, alla
ricerca di condizioni di lavoro migliori di quelle che l'Italia può
offrire, e questo mentre a livello di massa l'abbandono scolastico cresce.
Ma uno dei punti più dolenti rimane il sistema sanitario nazionale,
sempre più in crisi e sempre più assediato dalla sanità privata in
crescita e sempre più finanziata da provvedimenti governativi che ne
facilitano le attività, anche non ponendo rimedio ai disservizi del
servizio sanitario pubblico e all'annoso problema delle liste d'attesa
per le prestazioni sanitarie. Anche se la premier afferma di aver
aumentato in valore assoluto il volume dei finanziamenti alla sanità e
benché sia stato sottoscritto un contratto per il servizio sanitario
nazionale che riguarda infermieri e medici concedendo un qualche ristoro
stipendiale che tuttavia non recupera la distanza che li separa dai
colleghi che prestano la loro attività in altri paesi dell'Unione
europea le condizioni del servizio sanitario nazionale rimangono al
limite del collasso.
Particolarmente grave la carenza di personale sia medico che paramedico,
alimentata dal fenomeno degli abbandoni di molti addetti attirati dalle
migliori condizioni di lavoro e retributive offerte da altri paesi
dell'Unione europea.
Il marcato intervento strutturale e relativo al personale, dovuto alla
carenza di risorse economiche destinate scioccamente al riarmo per
sostenere la criminale e masochistica politica di finanziamento
dell'Ucraina. Rischiano di privare la popolazione di questo servizio che
contribuisce in modo rilevante all'erogazione del salario indiretto,
costringendo sempre più persone a pagare pur di ottenere le cure necessarie.
Sostegno all'economia e allo sviluppo
Benché il governo possa mandare di avere tenuto i conti pubblici sotto
controllo, applicando di fatto una politica recessiva e di riduzione dei
consumi, esso è stato privo totalmente di una politica industriale ed
economica di sostegno alla produzione. Le imprese sono state lasciate a
sé stesse, non rinnovando gli strumenti di sostegno predisposti dai
precedenti governi. Altrettanto dicasi della gestione delle crisi
industriali che sono state aumentate e non sono state risolte in alcun
modo. La cassa integrazione ha registrato una crescita significativa,
con un aumento stimato intorno al 10%-22% rispetto all'anno precedente,
segnando un forte aumento soprattutto nella componente straordinaria
(+46% - +58%). Il fenomeno è trainato dalla crisi nel settore
manifatturiero e dell'auto, in particolare nel Nord-Ovest. La produzione
industriale è costantemente calata negli ultimi tre anni e quest'anno si
attesta sul -0,2%.
Migliori i risultati dell'agricoltura che ha recuperato dopo il calo del
2023, pur affrontando criticità strutturali nei cereali (-7,1%) e
nell'olio d'oliva (-5%). Anche se molte sono le incognite prodotte dalla
possibile sottoscrizione del trattato del Mercosur e ancor più dalle
aperture del mercato agricolo comunitario della produzione proveniente
dall'Ucraina, benché questa non soddisfi i parametri comunitari in
materia di tutela della qualità e dell'uso di diserbanti, crittogamici
pesticidi e sementi geneticamente modificate.
A fronte di una situazione internazionale di contrazione dei mercati il
governo avrebbe dovuto adottare misure atte a rilanciare il mercato
interno per compensare la congiuntura negativa internazionale.
A fronte di tutto questo il governo non ha trovato di meglio che
ricorrere alla formula cara ai Borboni: forche, farina e festa.
Così, mentre il paese si blocca nel seguire le Olimpiadi, alla presenza
del Presidente della Repubblica, plaude alla presenza degli atleti
israeliani sionisti genocidi e denuncia la tregua olimpica rifiutata dai
cattivi russi dopo essere stati espulsi dai giochi dal comitato olimpico
dominato dagli Stati Uniti e controllato dall'occidente.
Mentre il governo vara tranquillamente provvedimenti liberticidi per
reprimere l'insorgente neoterrorismo ad opera dell'estremismo di sinistra.
Ma il governo si è dimenticato la farina, ovvero migliori condizioni di
vita e di reddito per la popolazione.
La Redazione
https://www.ucadi.org/2026/03/01/diario-italiano/
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