|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, Sicilia Libertaria #466 - Fronte di frana - Niscemi. Un disastro annunciato (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 25 Mar 2026 08:07:04 +0200
La frana di Niscemi esiste da tempo immemorabile. Non poteva essere
altrimenti dato Il terreno argilloso su cui in epoche diverse, ma anche
di recente, è stata costruita e si è progressivamente estesa la città.
Un quinto dei suoi 30.000 abitanti è stato sfollato o è a rischio
evacuazione dopo gli eventi franosi di fine gennaio. Interi quartieri,
strade e scuole rimangono interdetti. L'instabilità del territorio aveva
dato luogo in passato a fenomeni simili ma di minore portata, come nel
1997 quando erano state evacuate oltre 400 persone, e provocato
smottamenti, fratture nel terreno e deformazioni del manto stradale,
sempre più frequenti, a segnalare il progredire e l'ampliarsi della
frana. Nonostante relazioni tecniche e progetti, soldi promessi e
sprecati, non è mai stato effettuato un intervento strutturale, mai un
intervento risolutivo.
Il processo tocca ora il suo apice: da un lato l'abbandono di centinaia
di abitazioni e l'avanzare delle crepe nel centro storico, dall'altra
l'intervento emergenziale, come sempre, della Protezione Civile e del
governo regionale che accusano il fato, il tempo inclemente, la
geologia, i niscemesi ... Non una volta che si assumano la
responsabilità, unitamente alle istituzioni locali che fan finta di non
sapere, dei mancati controlli, degli interventi procrastinati, della
oggettiva complicità nell'abbandono del territorio, per favorire gli
interessi inconfessabili di lobby locali, di clientele politiche e
criminali, e dei guerrafondai filoamericani. Costoro in particolare
staranno gongolando di gioia per quanto è successo, dato che fin
dall'inizio della loro presenza a Niscemi hanno tentato di impadronirsi
del territorio col rendere inospitale e insalubre la città,
incoltivabili i terreni, inaccessibili le risorse naturali, carenti
quelle idriche, improbabile lo sviluppo turistico, unica valvola di
sfogo per molti paesi della Sicilia.
La procura di Gela, competente per territorio, si è messa in mostra nel
perseguitare gli attivisti No Muos, inventandosi ultimamente reati
d'opinione inesistenti, anziché concentrarsi sulle magagne
amministrative e ambientali che nel tempo hanno consentito questo
disastro, sullo sperpero dei fondi, sull'ignavia del Comune, sulle
inadempienze della Regione e dello Stato, sulle collusioni della
malavita locale con le autorità politiche e militari. I voltafaccia
dell'ultimo minuto, con l'apertura strombazzata nei media di inchieste
che non possono mutare la situazione sul terreno, non l'assolvono dalle
responsabilità per le indagini mai aperte, per la cecità, la
superficialità, il riguardo dimostrato nei confronti dei poteri forti. È
quella stessa benevolenza che ha consentito agli americani del Muos di
installarsi in una riserva naturale, procurandovi ingenti danni
ambientali, che ha tollerato i continui incendi della sughereta, fino
quello gigantesco della scorsa estate, che ha nascosto e minimizzato
l'emergenza sanitaria provocata dalle radiazioni delle antenne della
base, che infine ha accantonato e affossato le continue denunce degli
attivisti sulle malversazioni degli americani e sul malgoverno del
territorio.
Niscemi è la punta avanzata di un processo di costante militarizzazione
della Sicilia, di annientamento del suo patrimonio naturalistico e
culturale, di desertificazione, spopolamento ed emigrazione giovanile,
ora anche di totale incapacità ad affrontare l'accelerazione della crisi
climatica. Fronte di guerra, fronte di frana.
Dove trasferire la popolazione? Come ricostruire le abitazioni perdute?
Quali fondi impiegare? Si avvicendano le proposte delle istituzioni,
tutte vuote e inefficaci, perché non è possibile in quattro e
quattr'otto ricostruire interi quartieri, perché lo Stato centrale non
intende stanziare i fondi necessari, perché a sovraintendere tale
operazione dovrebbero essere quelli stessi che l'hanno provocata.
Occorre innanzitutto che torni a operare la solidarietà tra i cittadini
di Niscemi e dei siciliani delle città e province limitrofe. Ospitalità
in primo luogo, seppur temporanea; pressione popolare e controllo
diretto dei cittadini interessati sui lavori e sui fondi per la
ricostruzione; storno degli ingenti finanziamenti che i militari
americani e i loro supporter locali, a Niscemi principalmente ma anche
in tutta la Sicilia (da Birgi a Sigonella), percepiscono dal governo
italiano, e loro utilizzo per consentire alle famiglie sfollate di
reperire nell'immediato, acquistandoli o affittandoli, alloggi dignitosi
dove poter vivere e crescere i loro figli; stop ai lavori per il
consolidamento del costone dov'è situato il Muos e loro dirottamento in
città, sul costone della frana principale; investire i fondi
immobilizzati per il Ponte sullo Stretto, a partire dalla quota
regionale, per realizzare ulteriori opere di contenimento e di posa in
sicurezza della parte salvabile della città; progetti adeguati e lavori
cantierabili in tempi brevi, con controllo popolare diretto e impiego di
maestranze locali. Nessun euro vada sprecato per sovvenzionare progetti
militari e criminali. La ricostruzione della città deve marcare un
cambio di passo rispetto al passato: partecipazione diretta della
popolazione ai processi ricostruttivi, rivitalizzazione dal basso del
tessuto economico e sociale, nuovo protagonismo giovanile,
valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, demolizione delle
antenne e del Muos.
Niscemi non deve rimanere da sola. Essa rappresenta oggi l'intera
Sicilia deturpata dall'abusivismo selvaggio, dalla speculazione, dal
militarismo, dall'incuria dei Comuni e della Regione, dalle cosche
mafiose, dalla trascuratezza dello Stato centrale e del Nord ricco
d'Italia. Mentre franava la collina di Niscemi, le mareggiate mettevano
a nudo la condizione di precarietà che vive in permanenza anche la costa
siciliana, sommergendo e distruggendo seconde case, villette, lidi e
ristoranti, concessi senza criterio da amministratori compiacenti, ma
anche ex villaggi di pescatori e antichi borghi, lasciati rasente il
mare senza le necessarie opere di protezione, che rischiano ora di
venire cancellati per sempre. Come per Niscemi, anche le comunità
rivierasche siciliane devono riprendere in mano la propria vita e il
proprio territorio, sottraendolo a chi intende solo ricavarne profitto e
metterne a rischio le potenzialità sociali e ambientali. La ricetta è la
stessa: controllo diretto e popolare sulla ricostruzione,
rivitalizzazione dal basso del tessuto economico e sociale, dirottamento
delle spese militari e dei fondi d'investimento immobilizzati per il
ponte sullo Stretto per realizzare opere di consolidamento della costa.
Solo in tal modo si preverranno disastri ambientali annunciati e le
nuove immancabili passerelle di politici e loro compagni di merenda.
Natale Musarra
https://www.sicilialibertaria.it/2026/02/14/fronte-di-frana/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(ca) Italy, FAI, Umanita Nova: La verdadera seguridad es un mundo sin Estado ni policía. (de, en, it, pt, tr)[Traducción automática]
- Next by Date:
(ca) Italy, FAI, Umanita Nova #5-26 - Y luego vienen los campesinos. Muriendo de frío y de trabajo. (de, en, it, pt, tr)[Traducción automática]
A-Infos Information Center