|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, UCADI #203 - Il tramonto dell'egemonia degli Stati Uniti (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 25 Jan 2026 07:51:28 +0200
All'indomani del 1991 sembrava che il mondo fosse stato consegnato al
dominio assoluto e incontrastato degli Stati Uniti. Oggi, 34 anni dopo,
prendiamo atto che quella egemonia è giunta al tramonto. Nuovi attori
globali si sono imposti sulla scena mondiale mentre gli Stati Uniti si
ritirano bel continente americano. Assurgono a potenze di pari grado la
Russia, rinata dopo la crisi che ha rischiato di distruggerla,
ridivenuta potenza globale, la Cina che si è imposta non solo
economicamente ma anche per un robusto riarmo, l'India, potenza in
fieri, mentre all'ombra dei Brics crescono potenze regionali come il
Brasile, il Sudafrica ed altri. Il mondo è diventato multipolare. Lo
scorso 2 luglio, il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato la nuova
Strategia di Sicurezza Nazionale, della Federazione Russa, che
sostituisce quella varata nel 2015.
Vengono ridefiniti gli interessi nazionali, le priorità strategiche e la
percezione delle minacce al paese indicando quale sia la percezione che
ha la Russia del sistema di relazioni internazionali. Questo documento
fa da guida alla politica estera russa tracciandone gli obiettivi e gli
strumenti prioritari; vengono descritte le linee guida e gli obiettivi
di medio e lungo periodo dell'azione internazionale del paese.
A differenza degli Stati Uniti che si dotano di un nuovo documento di
strategia Nazionale al mutare di ogni amministrazione la Russia adotta
una programmazione strategica di più lungo periodo (2009, 2015, 2021)
provvedendo tuttavia ad aggiornate i "Concetti di politica estera" e le
diverse "Dottrine di sicurezza nazionale", che descrivono più nel
dettaglio la politica perseguita dalla Russia sui diversi dossier.
Varando lo scorso anno la Basic Principles of State Policy of the
Russian Federation on Nuclear Deterrence, sulle modalità di impiego
delle armi nucleari era evidente che fosse necessario un completamento
della visione strategica che prendesse atto dei significativi
cambiamenti avvenuti nei rapporti internazionali anche a seguito del
conflitto in Ucraina.
La Federazione russa prende atto del tentativo dell'Occidente
anglosassone di smembrare la Federazione russa e perciò adotta
un'accezione estremamente ampia del concetto di sicurezza che coinvolge
anche la sfera politica interna, il cyberspazio, la dimensione
informativa, i valori, la storia e lo stile di vita e le istituzioni del
popolo russo, integrando al suo interno lo sviluppo economico e la
sicurezza sanitaria. Per tutta la risposta la Russia prende atto nel
profondo mutamento del sistema internazionale che ha ormai assunto una
struttura multipolare e pertanto procede ai necessari adeguamenti.
Una volta considerate le intenzioni dell'Occidente la Russia si
ripropone di contrastare il tentativo di disintegrazione del sistema di
relazione con i suoi alleati opponendosi a questi piani mediante
strumenti militari e non.
Per contrastare questi piani la Russia dichiara di voler adottare misure
"simmetriche e asimmetriche" per prevenire ogni minaccia alla sua
sovranità e gli attacchi alla sua economia finalizzati ad alimentare
proteste interne con ripercussioni sulla sua stabilità politica. Desta
particolare preoccupazione "la riabilitazione del fascismo e
l'incitamento a conflitti interetnici e interconfessionali"; a fronte di
ciò la Russia fa appello ai suoi "valori tradizionali, culturali e
storici" che sono sotto attacco da parte degli Stati Uniti e dei loro
alleati, come pure dei gruppi di pressione internazionali, delle
organizzazioni non governative e delle organizzazioni estremiste e
terroriste, pertanto dichiarano finita ogni collaborazione: le relazioni
competitive sono ormai l'unica forma di dialogo. Per i russi il sistema
internazionale si privo di "un'autorità morale in grado di rifondare un
nuovo ordine globale".
La risposta che la Russia intende dare sul piano internazionale prevede
il rafforzamento dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shangai e
dei BRICS, sviluppando i rapporti di collaborazione con il resto del
mondo estraneo all'influenza statunitense e in particolare con l'India e
Cina, al fine di creare meccanismi di sicurezza regionali nel Sud-est
asiatico e nell'Asia-Pacifico. L'aspirazione dei BRICS è instaurare
rapporti più equilibrate tra le diverse aree produttive affrancandosi,
sia pur con prudenza e gradualmente dall'egemonia del dollaro e dalla
rendita dei posizione agli USA.
La risposta statunitense
La risposta degli Stati Uniti a questo programma è contenuta nel
documento di National Security Strategy,[1]messo a punto
dall'amministrazione Trump, ma largamente ispirato da Vance, con il
rilevante contributo della Heritage Foundation[2]è un influente think
tank conservatore statunitense, costituisce in realtà il manifesto per
il dopo Trump che dovrà essere gestito da Vance che in tal modo si
candida a succedere a Trump.
Per garantire che l'America rimanga il Paese più forte, ricco, potente e
di successo al mondo per i decenni a venire, ha bisogno di una strategia
coerente e mirata su come interagire con il mondo. Le élite statunitensi
hanno sopravvalutato la capacità dell'America di finanziare
contemporaneamente un enorme Stato assistenziale, normativo e
amministrativo e un imponente complesso militare, diplomatico, di
intelligence e di aiuti esteri, hanno scommesso in modo estremamente
errato e distruttivo sul globalismo e sul cosiddetto "libero scambio",
che hanno svuotato i redditi della classe media e la base industriale su
cui si fondava la supremazia economica e militare americana, hanno
permesso agli alleati e ai partner di scaricare il costo della loro
difesa sul popolo americano, hanno legato la politica americana a una
rete di istituzioni internazionali, alcune delle quali guidate da un
antiamericanismo dichiarato e molte da un transnazionalismo che cerca di
dissolvere la sovranità dei singoli Stati.
Le domande che il documento sono: 1) Cosa dovrebbero volere gli Stati
Uniti? 2) Quali sono i mezzi a loro disposizione per ottenerle? e 3)
Come possono collegare fini e mezzi in una strategia di sicurezza
nazionale praticabile? Il fine del Governo è proteggere il Paese, la sua
popolazione, il suo territorio, la sua economia e il suo stile di vita
dagli attacchi militari e dalle influenze straniere ostili, che si
tratti di spionaggio, pratiche commerciali predatorie, traffico di droga
e di esseri umani, propaganda distruttiva e operazioni di influenza,
sovversione culturale o qualsiasi altra minaccia alla nazione. Perciò
occorre fermare i flussi migratori, disporre dell'esercito più potente
al mondo dotato di armi nucleari, di un'economia forte e innovativa, del
primato tecnologico, di una solida base produttiva, della
autosufficienza energetica e soprattutto mantenere l'ineguagliabile
"soft power" degli Stati Uniti, attraverso il quale esercitiamo
un'influenza positiva in tutto il mondo che promuove i nostri interessi
e ciò al fine di promuovere la salute spirituale e culturale americana,
senza la quale la sicurezza a lungo termine è impossibile.
A tal fine gli Stati Uniti adottano la dottrina Monroe allargata
all'emisfero occidentale, mantenere libero e aperto l'Indo-Pacifico e
aperte le rotte per garantirsi l'approvvigionamento di ogni merce e
bene, mantenere il primato nell'intelligenza artificiale, nelle
biotecnologie e nell'informatica che quantistica, guidino il progresso
mondiale. Tutti questi obiettivi potranno essere raggiunti rafforzando
l'economia, reindustrializzando il paese, rafforzando la struttura
finanziaria, primeggiando in tutti i campi compreso quello militare ed
imponendo anche agli alleati il rispetto degli
interessi degli Stati Uniti.
Pertanto l'"America First" ispirerà la politica estera statunitense
perseguendo la definizione mirata dell'interesse nazionale, la pace
attraverso la forza, il non interventismo, il realismo flessibile, il
primate delle nazioni e il rispetto della sovranità, l'equilibrio di
potere valorizzando l'equità, il lavoro, la competenza e il merito.
Il Presidente degli Stati Uniti dichiara finita l'era della migrazione
di massa, I diritti e le libertà fondamentali sono riservati ai
cittadini americani e gli oneri per la difesa vanno divisi tra gli Stati
Uniti e i suoi alleati, riorganizzando i rapporti attraverso la pace, la
sicurezza economica, il commercio equilibrato, 'accesso alle catene di
approvvigionamento e ai materiali critici, la re-industrializzazione
degli Stati Uniti, e il rilancio della loro base industriale della
difesa, il loro dominio energetico per preservare e accrescere il
dominio del settore finanziario americano - lo scopo della politica di
sicurezza nazionale è la protezione degli interessi nazionali,
fondamentali: alcune priorità trascendono i confini regionali.
Il "corollario di Trump" alla Dottrina Monroe e i rapporti con l'Europa
Dopo anni di abbandono(?), gli Stati Uniti riaffermeranno e
applicheranno la Dottrina Monroe per ripristinare la preminenza
americana nell'emisfero occidentale e per proteggere la patria e il
nostro accesso alle aree geografiche chiave in tutta la regione. Saranno
negati ai concorrenti non appartenenti all'emisfero la possibilità di
posizionare forze o altre capacità minacciose, o di possedere o
controllare risorse strategicamente vitali nel nostro emisfero. Ciò
avverrà coinvolgendo i partner e espandendosi per assicurare e mantenere
il primato USA.
Di conseguenza vengono descritti minutamente i provvedimenti di
carattere economico fiscale e monetario che sono finalizzati a
perpetuare il dominio degli Stati Uniti nell'area di competenza da essi
tracciata. Particolare attenzione viene dedicata ai rapporti con
l'Africa e con l'Asia che sono considerate zone di influenza degli Stati
Uniti.
A pagina 25 il punto C viene dedicato a promuovere la grandezza
dell'Europa "corollario di Trump" alla Dottrina Monroe. Ciò è stato
causato, a parere di Trump dall'attività dell'Unione europea e di altri
organismi internazionali che minano la libertà politica e la sovranità,
"dalle politiche migratorie che stanno trasformando il continente
creando conflitti, dalla censura della libertà di parole e di
oppressione dell'opposizione politica, dal crollo dei tassi di natalità
e dalla perdita dell'identità nazionale e della fiducia in se stessi". E
qui Trump si diverte e imputa agli europei e ai suoi dirigenti politici
il deterioramento dei rapporti con la Russia e le cause della guerra in
Ucraina, omettendo di dire che legavano l'Europa alla Russia,
consentendole di disporre di energia a basso costo e dichiara, bontà
sua, che dovranno sono stati gli Stati Uniti a provocare il conflitto
con l'obiettivo di recidere i rapporti economici e commerciali che
essere gli Stati Uniti a ripristinare i rapporti tra Russia ed Europa
deteriorati ad opera di una classe politica inefficiente e incapace. Gli
Stati Uniti vi porranno rimedio facendo da mediatori e ricavandone il
dovuto e meritato guadagno.
Questo perché "l'Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale
per gli Stati Uniti. Il commercio transatlantico rimane uno dei pilastri
dell'economia globale e della prosperità americana. I settori europei,
dall'industria manifatturiera alla tecnologia all'energia, rimangono tra
i più solidi al mondo. L'Europa è sede di ricerca scientifica
all'avanguardia e di istituzioni culturali leader a livello mondiale.
Non solo non possiamo permetterci di cancellare l'Europa, ma farlo
sarebbe controproducente per gli obiettivi che questa strategia si
propone di raggiungere".
Per raggiungere questo scopo gli Stati Uniti devono intrattenere
rapporti esclusivamente con quei partiti patriottici che garantiscono un
legame effettivo con i paesi che essi rappresentano e ribadisce che gli
Stati Uniti sono sentimentalmente legati alla Gran Bretagna e
all'Irlanda. Inoltre sarà compito degli Stati Uniti assicurare il
ripristino delle condizioni di stabilità all'interno dell'Europa e della
stabilità strategica con la Russia. Per raggiungere questo risultato la
NATO deve impegnarsi a non espandersi ulteriormente e al tempo stesso
incoraggiare l'Europa ad agire per combattere la sua sovraccapacità
mercantilistica aprendo i mercati europei ai beni e ai servizi
statunitensi, garantire un trattamento equo ai lavoratori e alle imprese
statunitensi, provvedendo ad acquistare armi e a sviluppare le
rivelazioni commerciali con gli Stati Uniti.
L'abbandono del Medio Oriente
Per almeno mezzo secolo, la politica estera americana ha dato priorità
al Medio Oriente rispetto a tutte le altre regioni perché è stato per
decenni il più importante fornitore mondiale di energia, è stato il
teatro principale della competizione tra superpotenze ed era teatro di
conflitti che minacciavano di estendersi al resto del mondo. Oggi,
almeno due di queste dinamiche non sono più valide. L'approvvigionamento
energetico si è notevolmente diversificato e gli Stati Uniti sono
tornati ad essere esportatori netti di energia. La competizione tra
superpotenze ha lasciato il posto a un gioco di potere tra grandi
potenze. Tuttavia "l'America avrà sempre interessi fondamentali nel
garantire che le forniture energetiche del Golfo non cadano nelle mani
di un nemico dichiarato, che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto, che il
Mar Rosso rimanga navigabile, che la regione non sia un incubatore o un
esportatore di terrore contro gli interessi americani o la patria
americana e che Israele rimanga sicuro. Possiamo e dobbiamo affrontare
questa minaccia ideologicamente e militarmente."
Infine il documento rivolge alla sua attenzione all'Africa rilevando che
"per troppo tempo la politica americana in Africa si è concentrata sulla
diffusione dell'ideologia liberale. Gli Stati Uniti dovrebbero invece
cercare di collaborare con paesi selezionati per migliorare i conflitti,
promuovere relazioni commerciali reciprocamente vantaggiose e passare da
un paradigma di aiuti esteri a un paradigma di investimenti e crescita
in grado di sfruttare le abbondanti risorse naturali e il potenziale
economico latente dell'Africa" stabilire accordi commerciali con i paesi
più floridi per far sì che essi diventino acquirenti di beni e servizi
forniti dagli Stati Uniti.
In conclusione
Come si evince in modo molto chiaro dalle strategie messe a confronto,
l'egemone statunitense ridimensiona e circoscrive la sua area di potere,
rendendosi conto di non avere le risorse e di conseguenza la forza per
esercitare una egemonia globale, restringe perciò la sua sfera di
dominio al continente americano, visto come l'orto di casa nel quale non
ci consente alcuna interferenza. Valuta le provincie dell'impero,
costituite dall'Europa, e la considera come vacche da mungere fino a
quando è possibile e da utilizzare per sfruttarne i mercati e le
potenzialità dei consumatori, costretti ad acquistare prioritariamente
beni e servizi statunitensi e ad investire i loro risparmi sul mercato
statunitense per sostenere un dollaro sempre più traballante. Non
menziona nemmeno una volta Unione europea, segno del disprezzo che prova
per questa istituzione e per i suoi leader, mentre è dichiarato
l'intento di stabilire relazioni differenziate con ognuno degli Stati,
concepiti come tributari diretti dell'impero morente. Sembra voler
definitivamente liquidare l'asse dell'alleanza dellacomunità
anglosassone dominata di fatto dalla City di Londra, liquidando le
politiche della Gran Bretagna che attraverso tali strumenti ha creduto
di perpetuare il proprio impero ormai defunto, conseguendo qualche
successo in questa direzione.
L'apertura del tavolo di trattativa diretta di Trump con la Russia
costituisce la plastica conseguenza di questa politica e certifica la
riduzione dell'Inghilterra ad una dissestata provincia dell'impero da
ricondurre all'obbedienza non sorprende quindi che attenzione ben
maggiore è dedicata alla Russia, considerata come un partner necessario
di quell'insieme di aggregati economici e politici che gestiscono le
diverse aree del mondo e che sono destinati a dividersi la supremazia
sui territori. Da questo scacchiere l'Europa non viene solo espulsa ma
nemmeno considerata degna di accedervi.
Sembra di assistere alla riedizione della crisi dell'Impero Romano che
portò alla divisione tra impero d'occidente e d'oriente dove, e non a
caso, quest'ultimo si trasformo in teocrazia.
[1]Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America,
https://italiaeilmondo.com/wp-content/uploads/2025/12/2025-National-Security-
Strategy-it.pdf.
[2]Fondata nel 1973 a Washington, D.C., la fondazione promuove politiche
basate su principi di libero mercato, ruolo limitato del governo,
potenziamento militare, valori tradizionali americani, rafforzamento
della libertà individuale, valori tradizionali americani. Punta di
diamante del conservatorismo fornisce consulenza politica
all'amministrazione Trump, con progetti come "Project 2025" per una
radicale riforma governativa per ridurre spesa pubblica e l'inflazione,
rafforzare i confini, combattere il "deep state", promuovere la
sovranità energetica e la libertà di educazione, potenziando la scuola
privata e parentale.
G. L.
https://www.ucadi.org/2025/12/23/il-tramonto-dellegemonia-degli-stati-uniti/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center