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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #36-25 - Il sipario strappato. Carrara - Teatro Politeama: depredazione pubblica per uso privato (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 22 Jan 2026 07:19:29 +0200
Giovedì 27 novembre il Comitato per il Politeama di cui il Gruppo
Germinal-FAI è stato fondatore circa trent'anni fa, è stato invitato ad
un tavolo istituzionale per parlare delle sorti del palazzo. ----
Tranquillizziamo compagne e compagni: non siamo diventati palazzinari,
ma per quanti non lo sapessero, siamo stati invitati perché il palazzo,
costruito nel 1899, ospita un teatro e il grande salone ottocentesco,
che è il ridotto del teatro, è stato assegnato agli anarchici dal CLN
per l'apporto alla lotta di Resistenza e alla Liberazione.
Proprio in questo teatro, il 19 settembre 1945, è nata la F.A.I. e in
quel salone ha sede il nostro gruppo e ha trovato spazio l'Archivio
Germinal, che raccoglie pubblicazioni e materiale di varia natura
inerente al movimento anarchico.
Il palazzo è privato, ma il teatro è vincolato ad un interesse pubblico
e il ridotto è di proprietà del Comune.
A seguito della speculazione edilizia che dalla fine degli anni '80 del
XX secolo ha afflitto il teatro e si è spinta, con l'accondiscendenza
delle amministrazioni comunali, a costruire appartamenti fin quasi sul
palco, il teatro è stato prima ridotto a 100 posti di capienza (ne aveva
2400) poi ha chiuso e poi hanno iniziato a cedere i pilastri sotto il
peso delle sopraelevazioni e delle gettate utili a lucrare anche sui
centimetri quadrati, fino ai veri e propri crolli, il tutto sempre
documentato e messo in piazza dal Comitato.
Il palazzo ora è pericolante e sotto sequestro e proprio all'indomani
dell'ultima prevedibile compromissione di un pilastro la sindaca ha
convocato il Comitato, assieme a condomini, amministratori dei
condomini e ai rappresentanti della Caprice, la ditta responsabile dello
scempio sempre avallato dal Comune.
La nostra prima reazione, quando abbiamo ricevuto l'invito, è stata di
sorpresa, perché negli anni non siamo mai stati presi in considerazione
dalle istituzioni quando si sono trovate a dover trattare il tema fatti
salvi due momenti: quando il tribunale valutò di mettere agli atti il
nostro primo video "Storia d'amore e d'anarchia" che senza false
modestie riteniamo essere ancora la spiegazione più chiara e fruibile in
circolazione riguardo all'origine del problema (e il sequel "Catene e
cappelli" entrambi reperibili su Youtube), e quando il sindaco Zubbani
istituì una commissione di monitoraggio di cui facevamo parte ma che si
rivelò presto essere un contentino senza alcun valore.
Siamo stati quindi molto felici di partecipare a quel tavolo, perché
riteniamo che in vicende che riguardano direttamente la vita di una
comunità è indispensabile la presenza delle orecchie, degli occhi e
della voce di chi la vive fuori da logiche utilitaristiche, che
riguardino il profitto o il consenso politico.
Il fatto che la Caprice, che di questa vicenda è un attore
importantissimo, abbia ufficialmente deciso di non partecipare proprio a
causa della nostra presenza, ma che al contempo sia stata presente nella
stanza a diverso titolo con alcuni dei suoi rappresentanti, ci chiarisce
il fatto che a loro il confronto con la cittadinanza non interessa, e
probabilmente questo dipende dal fatto che da sempre abbiamo il vizio di
smontare le loro tesi e i loro proclami senza artifici retorici o
populisti, ma attraverso fatti, correlazioni e alle volte con un banale
ragionamento logico in due passaggi.
Ma loro sostengono sia semplicemente astio e rancore nei loro
confronti...che in effetti sarebbero decisamente gratuiti e immotivati, no?
Comunque, dall'incontro siamo usciti soddisfatti, ma non rasserenati.
Soddisfatti del fatto che finalmente un'amministrazione comunale ha
compreso che non si può agire sull'emergenza del momento accontentandosi
di qualche puntello e due sacchi di stucco perché il Politeama è un
sistema unico, che ad oggi presenta problemi strutturali su tre lati, e
che come tale va affrontato; siamo soddisfatti del fatto che è
finalmente palese che il problema della sicurezza pubblica relativo ad
un mastodonte azzoppato in centro città, peraltro in zona di mercato,
non si può sottovalutare come finora è stato fatto, e che in questa
direzione l'Amministrazione abbia deciso di intraprendere un percorso di
"forza" facendo valere il suo mandato, cosa che per altro chiediamo da
un paio di decenni, pare senza ricadute definitive sulle casse comunali
perché l'onere è privato; siamo soddisfatti che l'Amministrazione abbia
riconosciuto che quel che resta del teatro all'interno dell'edificio
vada mantenuto e riaperto (è chiaro da tempo che non potrà mai più
essere quel che era, ma tant'è); siamo soddisfatti che l'Amministrazione
abbia chiarito che la parte di condominio in suo possesso (il ridotto e
alcuni locali attigui), una volta ripristinato il tutto, tornerà nelle
disponibilità degli anarchici e continuerà ad ospitare l'Archivio Germinal.
Insomma, la sindaca ha dichiarato che siamo all'anno zero, che per noi è
il 36 d.C (dopo Caprice) e non possiamo che decidere di crederle.
Dice...ma allora cos'è che non vi rasserena?
Non ci rasserena la placida accondiscendenza ad accollarsi tutte queste
spese della Caprice (che a quel tavolo non c'era ma vigilava, non
ascoltava, ma ha detto la sua, non c'era ma esisteva), perché il nostro
non è rancore, ma la consapevolezza del fatto che sfogliando i faldoni
del nostro archivio i proclami della Caprice sono sempre andati in quel
senso, ma non si sono mai concretizzati anzi, sono sempre stati tesi a
non arrivare alla resa dei conti: "ridaremo un teatro alla città" appare
come titolo a quattro colonne in un articolo di giornale del 2006.
Non ci rasserena il fatto che sappiamo che le amministrazioni comunali,
al di là degli impegni presi sull'onda emotiva e per rassicurare gli
elettori e mettere a tacere le opposizioni, trovano quasi sempre
conveniente piegarsi alle logiche capitaliste di cui la Caprice è
rappresentante chiarissima.
Detto tutto questo abbiamo un nuovo appuntamento a Febbraio, in cui ne
sapremo un po' di più e vedremo quanto sarà lungo il passo fatto e se
sarà in avanti, di lato o indietro, aspettando che la Caprice decida di
diventare adulta e di assumersi le proprie responsabilità, smettendo di
essere il fantasma che aleggia in un Teatro che esiste ma non c'è.
Riteniamo che questa storia, oltre a riguardarci direttamente, sia un
emblema della longa manus della depredazione del pubblico ad uso del
privato e stiamo organizzando una chiamata alla cittadinanza, che troppo
spesso si addormenta nel lungo periodo, per provare a battere il ferro
mentre è caldo e far sì che da lì venga quella spinta al cambio di
prospettiva che è l'unico vero motore sociale di ogni conquista sociale.
Pro.Zac.
https://umanitanova.org/il-sipario-strappato-carrara-teatro-politeama-depredazione-pubblica-per-uso-privato/
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(it) France, UCL AL #366 - Cultura - Leggi: Sarah Dindo, "Tra carcere e terra: costruire un'alternativa al carcere" (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
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