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(it) Volantino FdCA-Fano/Pesaro: La scuola - un diritto e una lotta di tutti
Date
Thu, 6 Nov 2008 11:44:16 +0100 (CET)
L'attacco vergognoso fatto dal governo Berlusconi e dal sistema liberista in
genere all'istruzione pubblica con tagli dalla scuola materna fino
all'università è un attacco che non tocca solo insegnanti e studenti ma tutta
la società.
Lo smembramento e lo sfacelo della scuola è la punta più evidente di un
ice-berg che ha messo le sue fondamenta ormai da molto tempo. Le politiche
liberiste tendono sempre più a precarizzare non solo il lavoro ma tutta la
vita delle persone. Lavori insicuri e mal pagati nel settore privato esistono
ormai da diversi anni, adesso tocca al settore pubblico e alla scuola che deve
dare a malapena il contentino alle famiglie che si vedono depredate di un
diritto quello dell'istruzione per i propri figli e quello del tempo libero
per loro.
Fosse per i governanti ormai non ci sprecherebbero neanche due euro per
l'istruzione e delegherebbero la vita culturale di bambini e ragazzi alla
televisione o a qualche istituto di suore incartapecorite.
Nessuno può dirsi non-coinvolto da questa situazione, c'è chi lavora con la
scuola e nella scuola, c'è chi ha figli che dal prossimo anno non avranno più
un istruzione adeguata, o donne che prima di fare figli ora che non c'è la
sicurezza del tempo pieno e che i nonni devono lavorare anche dopo la pensione
per poter campare, passano volentieri dal ginecologo a mettere la spirale o
studenti secondari e universitari per cui il futuro non è come prima una
favolosa incognita ma un triste destino, o immigrati con la paura di vedere i
propri figli emarginati anche fra i banchi di scuola.
Tutti/e abbiamo frequentato più o meno per lungo tempo la scuola e sappiamo
quanto sia importante per la crescita culturale ma soprattutto umana delle
persone. Ora il sistema, quello delle banche e delle industrie che prendono e
restituiscono alla gente povertà e morte, ha deciso che tutti coloro che non
fanno parte della schiera degli eletti, dei ricchi, dell'alta borghesia
rampante e di coloro che a fine mese non hanno bisogno di controllare il
proprio conto in banca, non hanno diritto a nulla di buono ma a:
* scuole pessime in cui gli insegnati dovranno trasformarsi in poliziotti per
questi giovani che i mass-media spacciano come dei delinquenti incalliti;
* università scarse, poco competitive e formative con personale che lavora a
gratis in cui gli studenti non contano nulla se non per pagare tasse e libri e
servire da carne da finanziamento;
* lavoro sempre più insicuro, in balia dei mercati che impazziscono per
speculazioni che noi comuni mortali non sapevamo nemmeno esistessero, lavoro
mal pagato e alienante, senza soddisfazione e dignità;
* una vita sociale che si riduce sempre di più alle mura domestiche per la
paura e la paranoia indotta dal potere che vuole che le case siano chiuse e le
menti pure e che ci mettono di fronte al vicino di casa o all'immigrato con
diffidenza se non addirittura con violenza e arroganza razziste.
I politici, i banchieri, i padroni delle guerre e del potere, stanno creando
una società frastagliata e divisa, i lavoratori e lavoratrici, gli studenti, i
e le precari/e non devono parlarsi, non devono confrontarsi ognuno deve
pensare alla propria situazione di merda e risolvere il tutto guardando
Ballarò il martedì sera.
La gente deve avere paura del futuro e del potere, deve sentirsi insicura su
tutti i fronti così si avvilisce e accetta tutto.
Ma le lotte di queste settimane nel mondo dell'istruzione in cui insegnati di
tutti i gradi, genitori, studenti e dirigenti scolastici si sono parlati e si
sono uniti in una battaglia che è una battaglia che deve continuare a stare
nelle piazze e non nei salotti dei vari partiti e nelle trasmissioni
televisive, queste lotte ci dimostrano che possiamo parlarci e che bisogna
crescere.
La lotta per la difesa e il rilancio della scuola pubblica non è solo una
lotta sindacale per la difesa di coloro che ci lavorano, ma una lotta civile
di classe in cui tutti possiamo ritrovarci e dove finalmente possiamo unire le
forze.
Unirci ed essere solidali tra lavoratori, precari, studenti, disoccupati,
immigrati, donne per combattere un sistema che ci pone davanti ad un futuro
senza futuro, ad uno stato sociale minimo in cui i ricchi privilegiati avranno
le loro oasi di eccellenza mentre gli altri si arrangiano guardandosi in
cagnesco.
E' ora di Unire le voci, è ora di unire le lotte!
Coraggio e solidarietà di classe!
Sezione "Nestor Makhno" di Fano/Pesaro
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
Novembre 2008
http://www.myspace.com/fdcafanopesaro
Da: FdCA Fano/Pesaro <fdcafano -A- fdca.it>
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