A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Comidad, le news del 6 novembre 2008

Date Thu, 6 Nov 2008 11:43:16 +0100 (CET)



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ (in una nuova veste
grafica) sotto la voce "Commentario" e all'indirizzo
http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
********************************
GUERRA PSICOLOGICA CONTRO LA SOMALIA ?
L'invasione della Somalia da parte dell'Etiopia è stata direttamente promossa
dal governo degli Stati Uniti, per conto delle multinazionali interessate al
petrolio somalo. Gli USA si sono anche attivamente impegnati nel conflitto, e
l'U.S.Air Force ha attuato per mesi i soliti bombardamenti a tappeto sulla
popolazione civile con le solite migliaia di vittime. Ma, dopo un periodo di
continue ritirate, la resistenza somala ha cominciato a riguadagnare terreno,
riuscendo a riprendersi gran parte del territorio perduto.

Questa situazione è stata finalmente resa nota dai media euro-americani, ma
solo filtrandola con un'altra "notizia" secondo cui, in una città
riconquistata dalla resistenza, una donna adultera sarebbe stata lapidata per
la sentenza di un tribunale islamico. I media, ovviamente, non si sono
minimamente preoccupati di verificare direttamente la notizia, e ci si è
accontentati di riferire che l'episodio sarebbe stato narrato da non meglio
precisati "testimoni oculari". Inoltre, in base ad un'arbitraria proprietà
transitiva, la resistenza somala è stata etichettata nel suo insieme come
"ribelli islamici", e questi, a loro volta, sono stati identificati
automaticamente come una cellula di Al Qaeda.

Nella diffusione della notizia si è richiamato il ruolo di Amnesty
International, a cui alcuni giornalisti somali avrebbero fornito anche l'età
della ragazza lapidata, età che è stata poi corretta dalla stessa Amnesty
International in base ad informazioni che le sarebbero state fornite
successivamente dallo stesso padre dell'uccisa.

È chiaro che qualcosa non torna: dei giornalisti avrebbero passato
l'informazione ad Amnesty International, che poi l'ha passata ad altri
giornalisti. Perché i giornalisti non hanno passato semplicemente
l'informazione ai loro colleghi?

E poi se il padre della ragazza si espone per parlare con Amnesty
International, perché non lo può fare anche con la stampa?

Ormai è abbastanza diffusa la consapevolezza che quando c'è una guerra, delle
apposite agenzie di guerra psicologica svolgono la funzione di diffondere
false notizie sul nemico, quindi ogni informazione che proviene dai campi di
battaglia va presa con le molle.

Ci sono inoltre recentissimi precedenti che consigliano prudenza. Nel 1991,
durante l'invasione irachena del Kuwait, i media euro-americani riportarono la
notizia secondo cui i soldati iracheni irrompevano negli ospedali kuwaitiani
per rubare le incubatrici, strappandovi i neonati che vi erano contenuti. A
distanza di qualche mese, la notizia fu riconosciuta come falsa, ma ormai
l'effetto era stato raggiunto, e poi la falsificazione della notizia non ebbe
certo la stessa risonanza di quando era stata lanciata.

Secondo l'attuale propaganda statunitense, la resistenza somala sarebbe sotto
il controllo di un'organizzazione denominata "Corti Islamiche". Anche qui un
po' di cautela nell'accettare l'informazione è opportuna, dato che appena
mezzo secolo fa i colonialisti britannici si inventarono persino il nome di un
fantomatico movimento terroristico in Kenia (i "Mau Mau"), grazie al quale
giustificarono uno sterminio di massa della popolazione indigena.

Sono sempre di più coloro che sanno che la funzione dei media non è di
informare, ma di diffondere una propaganda funzionale agli interessi dei
gruppi affaristici che possiedono i media. Soltanto chi si ostini a rimanere
legato ad una concezione metafisica del giornalismo, può riuscire ad ignorare
il legame organico dei media con i gruppi affaristici e con le agenzie di
disinformazione dei servizi segreti.

Anche il fatto che una parola come "Islam" viene usata dai media come un
segnale subliminale per indurre tutti a sospendere ogni senso critico e
rendersi disposti a credere a tutto, è un dato che comincia farsi strada in
parte dell'opinione pubblica.

Nella notizia della ragazza lapidata per adulterio dagli integralisti islamici
occorreva perciò una mediazione in grado di fornire al tutto una credibilità
che ormai l'informazione ufficiale sa di non avere. Ecco il motivo per cui
appare il nome di Amnesty International, una organizzazione che ha sicuramente
molti meriti, ma che non può essere ritenuta divinamente ispirata e quindi
automaticamente immune da strumentalizzazioni ed intossicazioni.

Il fatto che i media si siano completamente astenuti dall'informare dei
cambiamenti della situazione della guerra in Somalia, per poi svegliarsi di
colpo con la diffusione della notizia di una ragazza lapidata dagli
integralisti in avanzata, costituisce di per sé un elemento che induce a
sospettare che si tratti di disinformazione e di guerra psicologica, e non può
bastare l'icona di Amnesty International a seppellire questo legittimo
sospetto.

6 novembre 2008



COMMENTO FLASH 6/11/08



LA N.A.T.O. VITTIMA DEI CASALESI



Nelle Newscomidad del 21 dicembre 2006 avevamo scritto a proposito dei
rapporti tra NATO e traffici illegali:

"Questa non può essere ritenuta una verità nascosta, ma solo una verità
emarginata, dato che risulta dalla lettura incrociata degli stessi dati
ufficiali. Anche se però questa verità venisse in primo piano, ciò verrebbe
subito riassorbito dalla propaganda colonialistica: Roberto Saviano - o chi
per lui - pubblicherebbe un altro best-seller per dimostrare che è stata
l'onnipotente Camorra a riuscire ad
infiltrare e corrompere persino la base NATO di Bagnoli, e troverebbe
un'opinione pubblica disposta a credergli, dato che il pregiudizio razziale
non si fa smuovere da nessuna evidenza."

La nostra previsione era stata in parte confermata, poiché su " la Repubblica
" del 6 luglio 2007 lo stesso Roberto Saviano scriveva:

"Il pool dell'antimafia napoletana coordinato da Franco Roberti è riuscito
anche a scoprire che la Capone era riuscita ad avvicinare il colonnello
dell'aeronautica militare Cesare Giancane, direttore dei lavori al cantiere
Nato di Licola. Il clan Zagaria infatti - secondo le accuse - è riuscito
persino a lavorare per il Patto Atlantico edificando la centrale radar posta
nei pressi del Lago Patria, punto fondamentale per le attività militari NATO
nel Mediterraneo."

Il titolo dell'articolo di Saviano su " La Repubblica " del 6/7/07 non
riguardava però lo scoop dei rapporti tra NATO e camorra, ma proclamava : "Il
clan dei casalesi conquista il centro di Milano".

Insomma, i casalesi sono stati così bravi da mettere sotto anche la NATO , ma
la vera notizia è che hanno preso il centro di Milano. Vuoi mettere.

La strategia seguita è stata dunque quella della minimizzazione o addirittura
del silenzio, anche in questi ultimi giorni, quando la Direzione Distrettuale
Antimafia di Napoli ha scoperto che persino le villette per i militari della
NATO al Lago Patria - non lontano da dove sorgerà la nuova base NATO di
Giugliano - erano state costruite dai casalesi.

I casalesi hanno in pugno la NATO : i media non hanno dedicato spazio a questa
emergenza planetaria; ed hanno ragione, perché è molto più realistico pensare
che sia la NATO a tenere in pugno la criminalità organizzata in Campania come
in Kosovo, e questa non è una notizia da diffondere.


Da: "Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it


A-Infos Information Center