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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #26-26 - Lotte NO F-35 a Trapani Birgi. Contro l'hub dell'addestramento piloti dei cacciabombardieri (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 29 Oct 2026 09:01:49 +0200
Vivere in Sicilia significa fare i conti quotidianamente con il ruolo
che i poteri centrali e militari le hanno cucito addosso. Il nostro
territorio è da decenni un avamposto strategico della logica bellica, un
nodo di quella rete di basi, radar e comandi che trasformano la nostra
terra in una portaerei del Mediterraneo. L'ultimo, pesantissimo tassello
di questo disegno è l'installazione all'aeroporto di Trapani-Birgi di un
hub funzionale all'addestramento dei piloti dei caccia bombardieri F-35,
macchine di morte progettate per proiettare distruzione in giro per il
mondo. Di fronte a tutto questo, l'idea stessa di futuro viene
subordinata alle esigenze della NATO e delle multinazionali delle armi,
mentre i nostri ospedali smontano i reparti, i collegamenti interni
restano un'utopia e la desertificazione economica spinge i giovani a
partire.
Eppure, proprio dentro questo scenario apparentemente immobile, qualcosa
sta iniziando a muoversi. I primi passi del Comitato No F-35
Trapani-Birgi testimoniano che una parte della cittadinanza non è più
disposta a chinare la testa o a delegare ad altri la gestione della
propria vita: il comitato, in meno di un anno, è riuscito a raccogliere
diverse realtà e cittadini indipendenti, riunirsi pressoché mensilmente
(l'ultimo incontro risale al 17 settembre), fare dei presidi a Trapani e
a Marsala ed entrare nel dibattito pubblico locale attraverso comunicati
stampa mirati. Certo, non ci nascondiamo dietro un dito: sappiamo
benissimo che la strada davanti a noi è lunga, in salita e irta di
difficoltà. Da marsalese so quanto la mia provincia sia un territorio
complesso, spesso segnato dal fatalismo, dalla rassegnazione e dalla
storica penetrazione di una cultura gerarchica e militarista che viene
normalizzata ogni giorno dai media e dalle istituzioni: far passare il
messaggio che la presenza di questi aerei non è un vanto o una fonte di
sicurezza, ma un pericolo mortale, uno scempio etico e un furto di
futuro ai danni della comunità, richiede un impegno costante, paziente e
radicato. Non basta l'indignazione estemporanea o la semplice protesta
di facciata: c'è bisogno di smontare radicalmente la narrazione
ufficiale che dipinge le spese militari come "innovazione" e "sviluppo",
mostrando invece come ogni euro investito in armamenti sia un euro
sporco di sangue e sottratto alla società civile.
Ma il nostro sguardo non può fermarsi al nostro recinto: il lavoro
politico che stiamo provando a fare ha senso solo se riesce a
ricollegare la specificità trapanese alla gestione complessiva del
mondo. Quello che accade a Birgi non è un'anomalia locale, ma un
ingranaggio preciso della macchina della guerra permanente, in cui i
vari Stati sfruttano i territori periferici per i propri interessi
calpestando coscientemente le comunità. Opporsi alla continua
militarizzazione dei territori significa denunciare il modello di un
mondo retto sulla sopraffazione, sulla violenza, sui confini armati e
sulla devastazione ecologica; significa affermare, con la pratica della
solidarietà e della lotta sociale, che un'altra idea di società è
possibile, fondata sulla cura della terra, sulla cooperazione e sulla
pace autentica. La strada è impervia, ma la costruzione del dissenso
parte da qui, dal basso, da chi rifiuta di essere complice.
Luca Lo Buglio
https://umanitanova.org/lotte-no-f-35-a-trapani-birgi-contro-lhub-delladdestramento-piloti-dei-cacciabombardieri/
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