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(it) France, SocLib: GLI ANARCHICI DI DESTRA, UNA FANTASIA BORGHESE (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 20 Oct 2026 07:55:19 +0300
«Ciò che i borghesi chiamano "anarchismo di destra" non è una dottrina,
è una fantasia, un travestimento. Una parola per darsi un tono.
Un'etichetta per far passare lo sfruttamento come "libertà". ---- Dicono
che "esiste un anarchismo di destra". Come se l'anarchia potesse essere
una scenografia, uno slogan da vetrina, un profumo da vaporizzare sul
solito vecchio meccanismo del capitalismo che comanda, la cui gerarchia
inquadra tutto e in cui i lavoratori subiscono lo sfruttamento.
Ebbene no.
L'anarchia è il rifiuto della dominazione, non una "versione"
accettabile della dominazione con baffi e cravatta.
Potremmo fermarci qui, ma facciamo degli esempi... esempi assurdi,
appunto, perché il sistema ama così tanto le spiegazioni serie - con
gente che si definisce seria, come loro, che finisce per essere una
caricatura di pensatori - da portarci finalmente a vedere l'inganno.
Quando la realtà contraddice la parola, è proprio lì che sta il ridicolo...
Il ricercatore Ben Little afferma quanto segue parlando dei protagonisti
della *big tech*, come Musk o Thiel:
"Il libertarianesimo è, di fatto, una forma di anarchismo di destra. In
un certo senso, propugna sempre uno Stato minimale. Nel
libertarianesimo, l'accento è posto molto di più sull'individuo e sulla
sua libertà di fare ciò che vuole senza restrizioni governative. Ma ciò
che bisogna ricordare del libertarianesimo è che generalmente non mira -
e questo è particolarmente vero se pensiamo a qualcuno come Thiel - a
sbarazzarsi completamente dello Stato. Apprezzano molto istituzioni come
l'esercito e non vogliono che tutti siano liberi."»» (Fonte)
Si nota chiaramente l'impronta culturale statunitense del ricercatore:
non si interroga più sui termini utilizzati, domina la *doxa*. Si cade
nella confusione concettuale, equiparando il libertarismo a «una forma
di anarchismo di destra». Come se le categorie di destra o sinistra
avessero senso nell'anarchismo, o come se gli anarchici avessero una
preferenza per l'una o l'altra. Anarchico di sinistra o di destra: è la
loro visione di ciò che l'anarchismo dovrebbe essere secondo i loro
schemi... il ridicolo non uccide, ma crea un evidente obiettivo di
confusione volto a neutralizzare il pensiero e le pratiche
rivoluzionarie anarchiche.
La loro tesi prende alcune delle istanze libertarie (riduzione dello
Stato, libertà individuale, critica al governo) e le tratta come se
fossero sufficienti a definire un'identità anarchica. Eppure,
l'anarchismo non si caratterizza per il «meno Stato» tipico dei liberali
in campo economico (termine che potrebbe bastare a definire i cosiddetti
libertari), bensì per l'assenza totale di Stato. L'anarchismo è una
teoria politica completa, incentrata sul rifiuto della dominazione (lo
Stato inteso come struttura coercitiva, ma anche le gerarchie sociali ed
economiche, come il teismo, il nazionalismo e il capitalismo). La
politologa Asma Mhalla descrive così uno dei protagonisti della Big Tech:
«È davvero il Joker di Batman: c'è in lui un lato da agente del caos,
una vena tragicomica; è un anarchico di destra che sfida il sistema - un
sistema di cui lui coglie le falle e le debolezze, su cui gioca e che
sfrutta - ed è come se dicesse: "Ma quando si sveglieranno? Quando
verranno a fermarmi?". Ha un atteggiamento quasi suicida: vuole
spingersi fino in fondo al viaggio, al limite del rischio, fino
all'epilogo della storia, anche a costo di perdere tutto; possiede
proprio questa caratteristica.» (Fonte)
Sembra un'argomentazione basata sull'evocazione di un'atmosfera, che
inanella espressioni come "Batman", "agente del caos", "tragicomico",
"anarchico di destra", "sfida il sistema", "quasi suicida", "al limite
del rischio", ecc. È un accumulo che crea un'impressione di profondità,
ma privo di criteri o prove intrinseche. Sono chiacchiere a vuoto, come
sanno fare bene gli ex allievi del Politecnico e di Scienze Politiche
quando appaiono sui media. Eppure, questo miliardario vuole
semplicemente privatizzare il sistema a proprio vantaggio; gli operai e
i dipendenti che sfrutta nelle sue aziende non sono miliardari, quindi
non sta sfidando il sistema, bensì lo sta sviluppando e vuole estenderlo
fino ai nostri neuroni (Neuralink). Non è un agente del caos: sta
organizzando, insieme ai suoi amici miliardari, un sistema totalitario
capitalista più efficiente; non è suicida, ma sta preparando una
possibile fuga dei miliardari nello spazio qualora dovessero insorgere
problemi legati a quel capitalismo che essi stessi vogliono accelerare.
Un saluto nazista carico di enfasi è tragico o comico? Ecco cosa sarebbe
il «grande anarchismo»: libertà per sé e obbedienza per gli altri. Nella
vita reale questo ha altri nomi: padronato, autoritarismo, tirannia. Lo
Stato quando serve, l'assenza di Stato quando fa comodo. Non siamo
nell'anarchia. Siamo nell'opportunismo.
Perché ciò che questi borghesi difendono non è chiaramente l'"anarchia",
bensì:
? la proprietà come autorità,
? il denaro come sovrano,
? il padrone come arbitro,
? l'impresa come mini-Stato.
Esiste però anche un'altra versione, più antica, dell'anarchismo di
destra, che peraltro si ricollega in parte a quella già citata: quella
definita da alcuni intellettuali francesi che etichettano come tali
figure quali Micberth, Céline e altri esponenti del mondo artistico. Si
tratta di definire degli anticonformisti - sulla scia
dell'individualismo di Barrès - che sono antimaterialisti, moralisti e
antiparlamentari. Sono personaggi di estrema destra, o ideologicamente
vicini a quell'area, che certi borghesi vorrebbero assimilare
all'anarchismo; tuttavia, è la loro ristrettezza mentale, unita a
interessi di natura pubblicitaria, a spingerli a usare termini che non
hanno alcuna intenzione di comprendere. È forse necessario ricordare i
legami che tali personaggi hanno intrattenuto con gruppi di estrema
destra? Quei gruppi di estrema destra per i quali gli anarchici
rappresentano un elemento da eliminare.
Prendiamo ad esempio il sovranista Michel Onfray: da anni si diverte a
giocare su più tavoli, difendendo ora de Gaulle (e il colpo di Stato
della Quinta Repubblica), ora Blanqui (sostenitore dei colpi di Stato),
ora Proudhon, giocando con idee che in realtà non sostiene affatto. Fa
la morale borghese girondina pur cercando di indossare i panni di
Proudhon, ma difende anche il NPA, si compromette con Sarkozy e,
ultimamente, con Zemmour; ha un programma su CNews (un canale televisivo
che sostiene idee reazionarie, se non peggio) ed è sempre un fervente
sostenitore dell'opzione sovranista... Di recente è stato persino
invitato sulla portaerei a propulsione nucleare per farle pubblicità
(l'esercito deve prepararsi alla futura guerra capitalista-statale) in
un numero speciale del *JDD*... Ha lanciato una rivista chiamata *Front
populaire*, ospitando numerosi autori di estrema destra. Ha espresso
opinioni giudicate razziste, autoritarie, ecc. Eppure, questo signore a
cui i media concedono lo status di intellettuale (perché le sue idee
coincidono con le loro) può raccontare un sacco di cose che non
chiameremo "stronzate" (anche se ci vanno molto vicino), arrivando
persino a definire da solo cosa sia l'anarchismo: lui sarebbe un
anarchico di sinistra, ma proudhoniano - beh, definirsi di sinistra non
è un problema, è una parola vuota, ai borghesi piace la sinistra - ma
poi, col suo atteggiamento da borghese di sinistra, se ne esce dicendo
che i libertari sarebbero "anarchici di destra"!!? Un'altra cosa che non
padroneggia... D'altronde, a forza di giocare con idee che non
comprende, prima o poi gli altri borghesi lo etichetteranno come
"anarchico di destra" e lui non potrà farci nulla: è un'etichetta usata
per classificare chi è come lui e, in fondo, la cosa potrebbe persino
piacergli.
Si può dire che i borghesi si divertano un mondo con le parole e che i
ridicoli vengano pagati profumatamente.»
PM
FONTE: Le Café anarchiste
https://www.socialisme-libertaire.fr/2026/09/les-anarchistes-de-droite-une-fantaisie-de-bourgeois.html
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