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(it) Italy, FDCA, Cantiere #46 - Palestina: una terra spezzata e un battito che deve resistere - Meri Calvelli (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 1 Oct 2026 07:55:07 +0300
Sono passati quasi 3 anni dall'inizio del genocidio di Gaza, un
Genocidio già pianificato da tempo per lo stato di Israele ma anche
sostenuto da sempre dal resto della comunità internazionale. --- Ed è
solo con queste premesse che purtroppo a Gaza la popolazione palestinese
continua a resistere alla continua ingerenza dell'occupazione ma anche
alla sconfitta di una società, quella israeliana, che si è sempre
definita "democratica" e che oggi, sotto gli occhi di tutto il mondo
silente, mostra la vera faccia e il vero intento coloniale per il quale
da quasi un secolo, con la politica dei "piccoli passi" ha voluto imporre.
Gaza e Cisgiordania cosi, stanno subendo lo stesso trattamento, come
da copione e decisione per raggiungere gli obiettivi, espellere e
cancellare la Palestina in tutti i suoi aspetti geografici, politici e
di esistenza umana.
In Cisgiordania di fatto è in corso un processo di annessione del
territorio, che riduce lo spazio per le comunità palestinesi; il
contesto è politico e il tutto viene giustificato con la "necessità" di
"sicurezza".
Le violenze dei coloni nei villaggi, città e campi profughi sono
all'ordine del giorno, sono aumentate le incursioni, le intimidazioni e
le distruzioni di case; ci sono scontri, intimidazioni e durissime
restrizioni nella circolazione in tutto il territorio dell'area palestinese.
Nell'AREA C (1) si espandono gli avamposti e gli insediamenti dei
coloni, frammentando cosi la continuità territoriale; oltre il 60% di
questa area è sotto il controllo diretto di Israele. Le comunità locali,
siano esse cristiane o musulmane subiscono pressioni imponenti, con
violenze quotidiane, uccisioni, ferimenti, distruzioni e incendi alle
case, alle terre e agli alberi, spingendo cosi molti residenti ad
abbandonare le proprie terre e lasciare libero il territorio alla
colonizzazione forzata.
Il Partito dei Coloni è ormai diventato il partito di Governo
principale, e il resto della società israeliana non ha nessuna
intenzione ad estrometterlo dal governo, considerato l'unico in grado di
liberarsi dei "fastidiosi palestinesi "e di prendersi cosi tutta la
terra per la "grande Israele".
L'enclave di Gaza, che per quasi 20 anni è rimasta sigillata e divisa
dal resto del territorio palestinese, come una grande prigione a "cielo
aperto", è oggi ridotta ad un territorio inabitabile, dove sofferenza e
dolore si alternano giorno dopo giorno. Non esistono più case
abitabili, scuole, ospedali, strade e ogni tipo di normale servizio per
la popolazione; non esiste più l'accesso all'acqua, alla elettricità,
agli ospedali e ai servizi igienico sanitari.
L'unica cosa certa sono i continui attacchi e bombardamenti; i droni che
controllano incessantemente il cielo e incutono quotidiano terrore alla
popolazione in terra. Gli appelli della popolazione civile al mondo
intero sono quotidiani, ma cadono nel vuoto quando arrivano dalle nostre
parti, dove ormai questo conflitto è diventato normalità.
A seguito dell'accettazione della tregua unilaterale, TRUMP, nel
tentativo di non scontentare Israele, lo ha di fatto impegnato a
proseguire la "guerra", e quindi l'occupazione militare e la
conseguente strategia di rimodellamento geografico dell'area; ha
disegnato una roadmap di 15 punti per raggiungere la resa da parte di
Hamas e delle altre fazioni palestinesi. Israele però, di fatto,
non si é impegnato per niente a porre fine ai suoi attacchi quotidiani
su Gaza, anzi ha in parte rifiutato i punti proposti, riducendo quindi
il successo dell'accordo, che non ha avuto alcun esito. Il Sig. Kushner,
incaricato nel convincimento verso Israele, di fatto ha riscontrato solo
il fedele rifiuto di Israele. Gaza quindi, non si sta avvicinando a
nessun inizio di una "nuova era", cosi come era stato preannunciato;
nessuna speranza e fiducia nel futuro si sta avvicinando per la
popolazione, anzi pare che la promessa di ricostruire qualsiasi aspetto
di Gaza, sia per il momento tramontato.
Infatti, se si osservano le immagini satellitari (chiaramente sotto gli
occhi solo di pochi appartenenti all'esercito israeliano), si può
scorgere la imponente barriera di terra che separa l'area della
Striscia, il cui controllo al 70% è sotto l'esercito di Israele e
il rimanente parte del territorio spetta alla enclave costituita da
2.300.000 persone, sempre lo stesso numero di tre anni fa, sotto il
controllo di nessuno, per il momento.
Sono stati eretti 23 Km di barriera di terra che serve a delimitare le
aree totalmente bombardate da Israele in questi tre anni, e che saranno
man mano spianate; le macerie verranno rimosse, senza la possibilità,
per la popolazione ancora in vita di continuare a cercare i propri cari
che sanno essere dispersi e rimasti sotto quelle macerie.
Un offuscamento del genocidio che si aggiunge all'aberrazione crudele di
questa democrazia di Israele. Sotto i colori di giallo e arancione (2)
si sta consumando quel famoso "Board of Peace", che diventerà
velocemente una nuova Occupazione.
Con l'accordo unilaterale, la decisione USA/Donald Trump, sta prendendo
in giro tutta la comunità internazionale, sta assecondando i desideri
di ISRAELE, per riavere anche quel pezzo di terra che e' la Striscia di
Gaza, e che i coloni, cercano di riavere da quando furono allontanati
dall'allora primo ministro SHARON. Non si sono dati pace, visto che
anche quella e' terra data da DIO a Israele e ad un pezzo di popolo
ebraico, che di ebraico hanno poco e niente, ma tanto e solo di Sionismo
coloniale.
Il TRUMP li sta quindi assecondando; dopo mesi e mesi di attesa e
stabilizzazione (cosi chiamata la "Pace" firmata solo da lui), ha
iniziato a stilare i primi contratti di costruzione.
Ha iniziato la rimozione selvaggia delle macerie, che non sarebbe male
se non fosse che lo sta facendo in modo sbrigativo, per togliere il più
possibile le tracce delle famiglie massacrate e rimaste tutt'ora sotto
le loro abitazioni; "Il numero reale dei morti forse sarà rivelato
fra 20 anni, intanto e' importante togliere le prove concrete".
Il primo progetto quindi, consiste nella costruzione di un
avamposto militare, poco distante dal confine israeliano, per
alloggiare truppe marocchine come forze di occupazione militare de
facto, insieme alle vecchie forze di occupazione. (il contratto, pare
che sia stato assegnato ad Arkel International, un'azienda della
Louisiana che in passato ha già lavorato con il governo statunitense in
paesi come l'Iraq). (3)
Da una analisi della sicurezza, quanto sta accadendo, ci mostra il
passaggio da una fase di operazioni militari a una di imposizione di
realtà a lungo termine sul terreno. Ciò implica la riduzione dello
spazio di movimento palestinese e la creazione di zone cuscinetto sotto
controllo israeliano, imponendo così a qualsiasi futuro accordo politico
una nuova realtà geografica sul terreno.
Questo, quindi sarebbe l'inizio di una ricostruzione di "Pace", che non
contempla assolutamente la ricostruzione per la popolazione civile che a
tutt'oggi è costretta nelle tende in aree di sfollamento,
prevalentemente sul mare; Israele inoltre continua a bombardare e ad
uccidere la popolazione civile, ovunque si trovi, senza rispettare le
linee"umanitarie".
La popolazione si trova quindi in una situazione di estrema
vulnerabilità, con opzioni molto limitate rispetto alle richieste e le
proprie necessità; le opzioni sono la continua migrazione interna,
con l'obbligo di spostarsi all'interno della Striscia verso zone
ritenute più sicure, anche se i dati mostrano che nemmeno le aree
designate come "sicure" da Israele sono state risparmiate dai
bombardamenti. I dati poi, riguardanti la vita quotidiana e le
necessità, sono allarmanti:
Oltre 18.000 pazienti (tra feriti, malati cronici, malati di cancro),
che necessitano cure urgenti, non sono autorizzati ad evacuare a
causa delle restrizioni militari. La dipendenza degli aiuti alimentari
e' ancora altissima, praticamente sono a tutt'oggi vietati gli aiuti
umanitari da parte delle Agenzie e organizzazioni umanitarie, ma
vengono autorizzati i camion commerciali, che introducono merci, per le
quali Israele ha un ritorno economico, e per le quali la popolazione e'
costretta a pagare in denaro per alimentarsi. Questa dipendenza
alimentare supera il 70% della popolazione che soffre quindi di
insicurezza alimentare.
Da tutto ciò, giungiamo alla seguente conclusione: Gaza non sta solo
subendo gli effetti devastanti della guerra unilaterale, ma sta anche
affrontando un processo di rimodellamento del suo panorama geografico e
politico, in cui il controllo territoriale sta diventando uno strumento
per plasmare il futuro della Striscia di Gaza prima ancora che venga
raggiunto un accordo politico e in attesa delle elezioni israeliane di
OTTOBRE 2026.
Sul quadro internazionale, continuano comunque le azioni di solidarietà
e di pressione verso i governi sordi e complici; la pressione
politica internazionale è necessaria per continuare a far prendere
posizione ai governi distratti e appellarsi alle istituzioni
internazionali, anche se con risultati limitati; la Corte Penale
Internazionale che ha già emesso mandati d'arresto, dovono
essere ulteriormente sollecitati, affinché abbiano una esecuzione
effettiva. Non possiamo abbassare lo sguardo dalla Palestina, la storia
di questa non e' più solo di guerra ma di una realtà imposta con la
forza che sarà replicata ovunque.
*Meri Calvelli è una cooperante, ricercatrice e attivista che lavora da
anni nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania
Note:
L'Area C è stata definita dagli Accordi di Oslo II del 1995 come parte
della Cisgiordania divisa in tre zone: A, B e C. Mentre le A e B sono
sotto controllo parziale o totale palestinese, l'Area C è sotto pieno
controllo militare e civile israeliano.
Oslo II prevedeva che l'Area C restasse sotto pieno controllo israeliano
durante il periodo transitorio, ma fosse gradualmente trasferita alla
giurisdizione palestinese nel quadro dei negoziati sullo status finale.
Questa trasferibilità graduale era un impegno politico, non un
calendario operativo - ed è rimasta inattuata
I colori del simbolo di Board of peace.
"...fonti del "The Guardian"
https://www.theguardian.com/world/2026/aug/06/trump-gaza-board-of-peace-first-building-contract-military-base
).
https://alternativalibertaria.org/
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