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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #23-26 - Cantare la Rivoluzione spagnola - Note Bandite: Resistenza 13 (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 23 Aug 2026 07:04:00 +0300
Tra il 16 e il 17 luglio del 1936 il generale Francisco Franco ammutinò
la sua guarnigione militare in Marocco, guidando un colpo di stato
contro la Repubblica. Pochi giorni dopo i due principali sindacati (CNT
e UGT) convocarono uno sciopero generale in risposta al sollevamento dei
militari e all'apatia dello Stato. Contemporaneamente alla guerra però,
i libertari crearono strutture amministrative popolari non statali e
svilupparono le collettivizzazioni. A supporto della Repubblica
accorsero le Brigate Internazionali, combattenti da mezzo mondo che
controbilanciarono il supporto che Hitler e Mussolini diedero ai falangisti.
Nel pieno della guerra gli stalinisti imposero la normalizzazione dei
processi di collettivizzazione e repressero anarchici e comunisti
dissidenti.
Le canzoni hanno accompagnato le battaglie e le vittorie dei libertari
iberici. Quelle parole, a 90 anni di distanza, ci permettono di
rispolverare le lotte, le speranze e il sangue versato dalla Spagna
libertaria in quegli anni.
1 CHORALE DURRUTI - ¡A LAS BARRICADAS!
2 LUDD - QUESTA NOSTRA VITA
3 LETIZIA FUOCHI - BLANCA MARIPOSA
1 Chorale Durruti - ¡A las barricadas!
Si traduce con "Alle barricate!" il canto anarchico più famoso della
Rivoluzione spagnola. Un brano che ha saputo attraversare le epoche e i
continenti, reinventandosi attraverso i generi e le generazioni, cantato
e conosciuto ancora oggi. "¡A las barricadas! ¡A las barricadas! / por
el triunfo de la Confederación". Si tratta di un inno della CNT
(Confederación Nacional del Trabajo), organizzazione anarco-sindacale
fondata in Spagna negli anni '10 del Novecento, che raccoglieva
l'eredità bakuninista dei tempi della Prima Internazionale, che giocherà
un ruolo fondamentale nel 1936-39. Con oltre un milione di iscritti
questo sindacato promuoverà le collettivizzazioni e sbarrerà l'avanzata
dei golpisti. "El bien más preciado es la libertad / hay que defenderla
con fe y valor".
L'aria su cui si cantano queste parole è quella della Warsavianka (o
Varshavjanka), canto di lotta polacco nato nel lontano 1879, che
probabilmente si rifà ad un canto omonimo del 1831. L'aria potrebbe
venire da un canto popolare russo, ed è proprio nella Russia
anti-zarista che il brano, tradotto dal polacco, diverrà simbolo della
Prima Rivoluzione del 1905.
Va da sé che ogni rivoluzione e ogni rivolta hanno sempre una minima
dose di avventura nelle loro cronache, i canti nascono, accompagnano e
fomentano queste spinte di lotta ma non è sempre facile e possibile
riuscire a ricostruire esattamente le loro origini. Fino a pochi anni fa
non era chiaro come un inno dell'est Europa fosse arrivato in Spagna,
tra l'altro prima delle Brigate Internazionali, ma grazie a Riccardo
Venturi oggi sappiamo molto di A las barricadas. Questo inno venne
infatti scritto nei primi anni '30 da Valeriano Orobón Fernández,
giovane anarcosindacalista che nel novembre del 1933 pubblica il primo
testo della canzone sul settimanale della CNT-FAI. Si chiamava Marcha
Triunfal, e "alle barricate!" era solo il sottotitolo, ma la memoria
sovversiva e cantata consacreranno per sempre quest'ultimo come il nome
"ufficiale" del pezzo. Negli anni successivi Valeriano dovette
affrontare molte carcerazioni e, ammalatosi, morì nel 1936, prima del
golpe franchista. In sua memoria sarà intitolato dagli
anarcosindacalisti un battaglione che combatté su vari fronti, e anche
un gruppo sovversivo attivo nel '68 sotto il franchismo. Sul sito
"Canzoni Contro la Guerra", giustamente, A las barricadas è un
capitoletto della mega pagina della Warsavianka, dove si possono trovare
il canto e le sue varianti in (quasi) ogni lingua del mondo. E proprio
lì Riccardo Venturi ci racconta come la melodia anti-zar sia arrivata
alle orecchie dei compagni spagnoli. Sarebbe tutto merito di Alfred
Schulte, anarco-sindacalista tedesco che nel 1932 visitò i compagni
spagnoli e venne ospitato proprio da Valeriano e da sua moglie Hildegart
Taege, di origini tedesche. Anche Valeriano conosceva quella lingua e
aveva tradotto per gli iberici la biografia di Max Nettlau scritta da
Rudolf Rocker.
Nelle ricostruzioni del canto popolare e di protesta spesso si fa
attenzione ai canti più duri che i sovversivi scandivano nei cortei, o
alle pagine di giornali e fogli volanti che circolavano tra scioperi e
luoghi di lavoro o alle denunce delle forze di pubblica sicurezza che
intercettavano i canti dei ribelli. Troppo spesso però ci si dimentica
che ogni rivoluzionario poi le canzoni di lotta le porta nel cuore, e le
canta anche tra sé sotto la doccia o nella vasca da bagno. E proprio lì
sarebbe nata A las barricadas; Valeriano Orobón Fernández la udì
intonata da Alfred Schulte che si stava rinfrescando, il quale venne
interrotto nel suo momento intimo per scrivere il testo da lui cantato.
Assieme alla moglie, l'anarcosindacalista lo tradusse in spagnolo
donandoci il testo che ancora oggi conosciamo. Questo brano inaugura
l'album Chants anarchistes de la guerre d'Espagne, inciso in Francia
dalla Chorale Durruti (era formata da un gruppo libertario giovanile di
Parigi con uomini e donne francesi, spagnoli e bulgari), che raccoglieva
le più famose canzoni del movimento, da quelle precedenti alla guerra a
quelle nate sul fronte contro i falangisti. L'album è stato ristampato
su cd nel 2018 da stella*nera, Ateneo degli Imperfetti di Marghera e il
Centro Studi Libertari di Milano. Nel libricino ci sono i testi e la
storia di come arrivò nelle mani dei compagni italiani nelle prime
assemblee della CNT nei mesi successivi la morte di Franco.
"En pie el pueblo obrero, a la batalla / hay que derrocar a la
reacción". Un brano che ancora oggi risuona con l'esperienza kurda del
Rojava in adattamenti hip hop, o cover black metal scandinave, "Alle
barricate!" ci fa ancora cantare in modi diversissimi, a tutte le
latitudini ma sempre con lo stesso ritmo.
2 Ludd - Questa nostra vita
Subito dopo il golpe dei generali contro la Repubblica, iniziò
l'organizzazione della difesa militare. Gli anarchici, e tutte le forze
rivoluzionarie, dovevano quindi combattere per vincere la guerra e
consolidare la rivoluzione. Su queste basi e con questa prospettiva
operava per esempio la Columna de Hierro, nata a inizio agosto del '36
ad opera di 3000 miliziani. Con il passare dei mesi anche CNT e FAI
accettarono la militarizzazione delle milizie richiesta dal governo di
Madrid, la Colonna di Ferro sarà quella che più di tutte resisterà a
questo imperativo, pagandone un carissimo prezzo. "E il tempo passava
volando / e le fatiche non entravano nel mio corpo / e il mio entusiasmo
aumentava / e diventavo temerario / e al mattino uscivo a cercare il mio
nemico / e... tutto questo per cambiare la vita / per imprimere un altro
ritmo / a questa nostra vita". Queste parole provengono da Protesta
davanti ai libertari del presente e del futuro sulle capitolazioni del
1937, apparso a puntate sul quotidiano della FAI "Nosotros" nel marzo
del '37, e sono diventate il testo di una canzone dei Ludd. Il passo
poetico e senza riferimenti diretti ed espliciti alle vicende spagnole,
si trova nelle prime pagine dello scritto firmato da "Un «incontrolado»
della Colonna di Ferro", pubblicato in italiano da Nautilus (seconda
edizione, 2006), con cui la casa editrice torinese inaugurò il suo
viaggio editoriale negli anni '80. Forse non è un caso che all'ombra
della Mole, tra gli anni '90 e 2000, era attiva una band hc-straight
edge che per nome aveva scelto proprio Columna de Hierro. L'hardcore
vecchia scuola dei Ludd nei testi non manca sicuramente di importanti
riferimenti storici, politici e poetici e questo brano non fa eccezione:
"Perché gli uomini possano essere fratelli / perché la gioia, almeno una
volta / esplodendo nei nostri petti / esplodesse sulla Terra / Perché la
rivoluzione / potesse essere una realtà". Il brano è contenuto nel loro
secondo album "È tempo di partire", inaugurato da "Io li odio i nazisti
dell'Illinois" dei Blues Brothers in Proteggimi, che prosegue poi in 18
Marzo 1921 dedicata alla Comune dei marinai di Kronstadt con un testo
ripreso dai notiziari dell'epoca, dove troviamo anche pezzi tratti da
poesie di Montale e Ingeborg Bachmann. Nel cd esplicitano che il loro hc
militante suona solo in "situazioni autogestite: niente partiti o
sindacati, niente sponsor o finanziamenti istituzionali". Nel loro
lavoro più recente Un silenzio vivente, campeggia in copertina, in un
magnifico collage, la celebre foto di una miliziana della Spagna del '36
che sorride fiera con la città sullo sfondo.
3 Letizia Fuochi - Blanca Mariposa
"La scelta" è un disco del 2025 pubblicato dalla cantautrice Letizia
Fuochi, il titolo si riferisce al momento e alla decisione che portarono
uomini e donne a combattere il fascismo. Lo sguardo in copertina coi
colori della bandiera della Repubblica Spagnola (viola, giallo e rosso)
ci preannuncia già che non si tratterà solamente della Resistenza '43-45
in Italia. Blanca Mariposa infatti è un brano, cantato anche in
castigliano, che racconta la Guerra civile spagnola e le violenze dei
falangisti. "Muri sbucciati dal tempo dai sogni / Odore di pallottole
roventi / Polvere sulla bocca nei ricordi / Calcinacci dell'anima /
Brividi di paura, sangue e gloria / E sulla rambla si spara ancora".
L'opera della cantautrice (storica di formazione), pubblicata da
Materiali Sonori, è frutto di ricerche attraverso libri, archivi e
testimonianze. Letizia Fuochi attraverso il teatro-canzone porta queste
storie dove una lezione scolastica non potrebbe arrivare, come afferma
lei stessa. In Blanca Mariposa possiamo sentire la partecipazione di
Francesca Breschi, già cantante nel quartetto vocale di Giovanna Marini.
"Storia di Spagna, bizzarra creatura / Intreccio di sacro e di profano /
Sguaini la croce, poi baci la spada / E benedici i tuoi peccati / Mani
lorde, ventre sazio / Mentre la terra muore di fame".
E dopo il ricordo del ruolo della Chiesa nell'oppressione degli spagnoli
e il supporto a Franco, un'altra strofa riassume il bombardamento di
Guernica e l'iconico quadro di Picasso: "26 aprile, piazza del mercato,
/ la legione Condor sta arrivando. / Oscura i cieli, / dimostra la sua
forza bombardando, / ed il fioco grido del cavallo / ci guarda e ci
parla ancora".
En.Ri-ot
https://umanitanova.org/cantare-la-rivoluzione-spagnola-note-bandite-resistenza-13/
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