|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, Sicilia Libertaria #469 - CINEMA. La realtà con gli occhi della rivoluzione - Nouvelle Vague (2025) di Richard Linklater (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 17 Aug 2026 08:12:33 +0300
Prologo dissennato sul cinema che muore di cinema... non si sono mai
prodotti tanti film come negli ultimi trent'anni e la storia del cinema
si è riempita di spazzatura, spesso premiata con Oscar, Leoni, Orsi,
Palme, David e Burlamacchi in festival succedanei...tutto ciò che è
necessariamente superficiale o mediocre ha a che fare con l'entusiasmo,
che è la forma più alta dell'imbecille che ha raggiunto il successo al
cinema, nella musica, nello sport, in politica o nello scannamento del
genere umano... darei tutti i film del terzo millennio per un fotogramma
di Luis Buñuel, Jean Vigo o Pier Paolo Pasolini... questi eretici
dell'eresia dicevano che non possiamo conoscere l'Uomo se non nella
ribellione, nel crollo dei simulacri Dio, Patria e Famiglia... e avevano
ragione.
Come è noto anche agli asini delle università, ai giannizzeri dei
servizi segreti o agli affascinati dei supermercati... la Nouvelle Vague
è stata letteralmente una "nuova ondata" di cineasti che tra il 1958 e
il 1964 (e oltre) hanno rivoluzionato le convenzioni del "cinema di
papà" in Francia e nel mondo. I giovani che passano dietro la macchina
da presa e irrompono sugli schermi come una buriana di verità e bellezza
etica/estetica sono i critici dei Cahiers du Cinéma: Claude Chabrol, Le
Beau Serge (1958); François Truffaut, I 400 colpi (1959); Éric Rohmer,
Il segno del leone (1959): JeanLuc Godard, Fino all'ultimo respiro,
1960; Jacques Rivette, Parigi ci appartiene (1961) e gli intellettuali
della Rive Gauche: Alain Resnais, Hiroshima mon amour (1959) e L'anno
scorso a Marienbad (1961); Agnès Varda, La Pointe Courte (1955, il vero
precursore della Nouvelle Vague); Chris Marker, La Jetée (1962), Jacques
Rozier, Desideri nel sole (1962, il poeta più libertario e "sconosciuto"
della Nouvelle Vague)... hanno "reinventato" il linguaggio
cinematografico e inteso il regista come un capitano Achab che smette di
guardare la realtà con gli occhi della borghesia e la rovescia fino a
raggiungere (certo per JeanLuc Godard) le barricate della rivoluzione
della gioia del '68.
Ci sono anche registi non proprio esterni alla Nouvelle Vague che hanno
espresso film di grande respiro autoriale rappresentano un vero e
proprio sabotaggio della finzione cinematografica e incitano al
rovesciamento di prospettiva di un mondo rovesciato... invitano a creare
deliberatamente momenti di vita vissuta e fracassare le gabbie
dogmatiche della società dello spettacolo... poiché lo spettacolo non
significa cinema, televisione o teatro, ma è, come scrive Guy Debord, un
rapporto sociale tra persone mediato dalle immagini... partecipare al
funerale dello spettacolo non è mai troppo tardi. Nouvelle Vague
significava avere uno "stile"...riprese in esterni, luce naturale,
camera a mano, tagli di montaggio in movimento, narrazione spezzettata,
improvvisazione, sguardo in macchina, dialoghi e colonna sonora
discrepanti... si trattava di cogliere la vita sul fatto con quella
gaiezza anarchica che fa di un re un buffone e di un buffone un
tagliatole del re. Alle radici della Nouvelle Vague ci sono i "fuochi
d'artificio" che legano l'anarchia di Luis Buñuel in L'âge d'or (1930) e
la satira dissacratoria di Groucho Marx in La guerra lampo dei Fratelli
Marx (1933) di Leo McCarey, alla disperata vitalità libertaria di Godard
in Fino all'ultimo respiro... sono film che negano le concordanze
sociali, politiche, religiose e disvelano l'assurdità del mondo
borghese, militare e autoritario... insinuano la decostruzione di ogni
logica istituzionale (diplomazia, giustizia, etica, categoria, lavoro)
per accendere nell'immaginario (di chi lo vuole) la distruzione pura e
netta dell'ordine costituito... tutto qui.
Di Nouvelle Vague. Il film di Richard Linklater è un'opera
metacinematografica dedicata alla scoperta di un cinema di strada che
rompeva con il cinema delle grandi produzioni degli studios... più in
particolare segue l'avventura affabulativa di Fino all'ultimo respiro e
la rottura della grammatica cinematografica di Jean-Luc Godard.
Linklater aveva già realizzato la trilogia Before Sunrise (1995-2013) e
Boyhood, (2014)... dove mostrava lo stretto legame con i giovani ar
rabbiati francesi, specie con François Truffaut di I 400 colpi....
In Nouvelle Vague Linklater filma il giovane Jean-Luc Godard (Guillaume
Marbeck) mentre cerca di girare il suo primo lungometraggio... senza
permessi, con una sceneggiatura che scrive giorno per giorno nei bar e
ruba frammenti di Parigi con l'afflato di un pittore impressionista...
la somiglianza fisica degli interpreti principali è impressionante...
Zoey Deutch è Jean Seberg, Aubry Dullin è Jean-Paul Belmondo, Victor
Belmondo è François Truffaut, Jérôme Robart è Roberto Rossellini,
Jean-Jacques Le Vessier è André Bazin (il critico e "padre spirituale"
dei Cahiers du Cinéma), Agathe Bonitzer è Suzanne Schiffman (la
segretaria di edizione e collaboratrice creativa di François Truffaut,
Jean-Luc Godard e Eric Rohmer)... è lei che tiene insieme il set caotico
di Godard e sottolinea che dietro la genialità dei maestri ci sono
sempre donne straordinarie che rendono possibile la loro rivoluzione.
Rivisita anche il mito dello sbandato Michel Poiccard (JeanPaul
Belmondo) in Fino all'ultimo respiro di Godard, Humphrey Bogart... star
dei film noir americani degli anni '40... Poiccard si passa
ripetutamente il pollice sulle labbra alla maniera di "Bogie"... quando
si ferma davanti alla locandina di Il colosso d'argilla (1956) di Mark
Robson (l'ultimo film di Bogart prima di morire), la fissa e imita
l'espressione dura e il carisma da antieroe... viene ammazzato a colpi
di postola alle spalle e cade come un angelo di periferia sui
sampietrini di Parigi.
Per Nouvelle Vague Linklater utilizza le tecniche di ripresa degli anni
'60... mescola filologia storica e innovazione digitale... camera a
mano, carrelli improvvisati, salti dell'intreccio costruttivo... il
taglio all'interno dell'inquadratura (quelli che parlano bene lo
chiamano Jump Cut), il formato 1.37:1 (che richiama il cinema classico
del tempo), la sincronia sonora tra le parole degli attori e i rumori
della strada che danno quel senso di "verità sporca" (quasi
documentaria) propria ai film girati fuori dagli studi. La fotografia in
bianco e nero di David Chambille è eccezionale, imita la grana e il
contrasto della pellicola Eastman Plus-X del 1959 ed è un omaggio a
Raoul Coutard (il direttore della fotografia di Godard e di Truffaut)
che Chambille considera un maestro. Linklater e Chambille riescono a
integrare le riprese dal vero e la Parigi ricostruita con la tecnologia
digitale e mantengono un presenza visiva tra gli attori in primo piano e
lo sfondo dell'epoca. Il montaggio sincopato di Sandra Adair sovverte la
continuità temporale, si lega agli errori di composizione e di
interpunzione recitativa (che per Godard diventa uno "stile")... e
restituisce la sensazione di un cinema che s'inventa al momento.
La colonna sonora di Graham Reynolds è un raffinato lavoro
citazionale... rielabora i temi jazz originali composti da Martial Solal
nel 1960, intrecciati a brani di Miles Davis (Ascensore per il patibolo,
1958, di Louis Malle) e musiche di Georges Delerue (il compositore
preferito di Truffaut, specie per Tirate sul pianista,1960, Jules e Jim,
1962, L'ultimo metrò, 1980)... insieme al montaggio della Adair vanno a
comporre una sinfonia visiva dove Parigi e i protagonisti di Nouvelle
vague trasportano lo spettatore in un flusso emozionale di luci, ombre e
spostamenti dinamici dell'azione. Il cinema è cinema e non più solo merce.
In Nouvelle Vague, l'attorialità è pura poesia... Linklater incastona i
personaggi in piani, campi e angolazioni vibranti, scarne, austere...
mette in pratica il concetto teorizzato da Alexandre Astruc
nell'articolo Naissance d'une nouvelle avant-garde: la caméra-stylo,
apparso nella rivista L'Écran Français (n. 144, 1948): Il regista deve
usare la macchina da presa con la stessa libertà con cui uno scrittore
usa la penna. È l'atto di nascita della Nouvelle Vague. Il cinema
diventava un mezzo di espressione disarcionato dal consenso domenicale e
capace di affrontare qualsiasi tema filosofico o psicologico, poetico o
politico, esattamente come un saggio, un diario o un romanzo... la
macchina da presa si trascolora in una "scrittura fisica" e il film è il
prolungamento del pensiero dell'autore... il cinema viene considerato
come un'arte e non come merce, e questo vuol di mettere la visione del
regista davanti al profitto del produttore.
Nouvelle Vague descrive il romanticismo sovversivo, profondamente
politico di Godard in Fino all'ultimo respiro... non tanto per i
dialoghi espliciti, ma per come spacca le strutture di potere del cinema
e della società nel 1960... pochi soldi e molto cinema, e a questo
resterà fedele per tutta la vita. Il film di Linklater conferma che Fino
all'ultimo respiro è un manifesto in anarchia... Godard contesta
l'autorità accademica e coloniale non solo del cinema francese ma
dell'intero sistema hollywoodiano che catechizza gli sguardi degli
spettatori nelle idolatrie del plauso... il popolo è destinato alle
menzogne della politica, della fede, dell'economia, dei saperi... e
tutte le forme del comunicare sono megafoni dell'ottimismo
obbligatorio... a giudicarla dagli stupidi che ha prodotto, la nostra
epoca sarà stata tutto, tranne che intelligente... solo l'uomo
completamente disingannato (l'Anarca)
leva i pugni dalle tasche e inizia ad appiccare il fuoco alla storia
dell'infamia.
Pino Bertelli
https://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/maggio-2026_compressed.pdf
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(tr) Italy, Sicilia Libertaria #469 - TARİHSEL BİR SAHTEKARLIK. - Yahudi Partizan Tugayı. (ca, de, en, it, pt)[makine çevirisi]
- Next by Date:
(tr) France, Monde Libertaire - Radio Libertaire'de yayınlanan "Femmes libres" (Özgür Kadınlar) programının 40. yıldönümü! (ca, de, en, fr, it, pt)[makine çevirisi]
A-Infos Information Center