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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #19-26 - C'è chi vede e provvede. Elezioni amministrative a Venezia (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 29 Jul 2026 08:19:03 +0300
Il risultato delle elezioni comunali di Venezia ha occupato per alcuni
giorni i canali di informazione. ---- La vittoria del candidato del
centro destra Simone Venturini è giunta inaspettata, dopo una serie di
tornate elettorali in cui i partiti che hanno sostenuto il candidato
sconfitto del centro sinistra, Andrea Martella, avevano superato la
coalizione avversaria. ---- Alle elezioni europee del 2024 PD, AVS e M5S
raggiungevano circa il 45%, contro il 40% complessivo del centro destra;
alle regionali del 2025 le due coalizioni si sono trovate alla pari, con
un leggerissimo vantaggio per il centro sinistra; infine il referendum
sulla giustizia ha visto a Venezia prevalere il NO, con un'affluenza
record sia in termini percentuali, sia in valori assoluti.
Le ultime elezioni comunali hanno visto la coalizione a sostegno di
Andrea Martella aumentare ancora i consensi in termini assoluti,
ottenendo 43.294 voti rispetto ai 40.915 delle regionali, non riuscendo
però ad intercettare i voti degli elettori che sono tornati a votare.
Le spiegazioni che sono circolate si infrangono contro i dati di fatto.
L'idea che il PD abbia perso consensi a causa dell'accordo con la
comunità bengalese a proposito della moschea da costruire in Terraferma
si scontra con l'aumento dei voti al PD, passato dai 21.440 delle
regionali ai 26.444 delle ultime comunali. Così pure attribuire la
sconfitta al Movimento 5 Stelle si scontra col fatto che anche
quest'ultimo ha visto aumentare i consensi rispetto alle regionali.
Anche attribuire la sconfitta alla scelta di un "politico" estraneo alla
"società civile", oppure all'uso delle reti social sono spiegazioni che
lasciano il tempo che trovano, visto che i numeri ci parlano di una
sconfitta del centro sinistra maturata grazie alla partecipazione di una
fetta di elettorato che non aveva partecipato né alle europee del 2024
né alle regionali del 2025, una fetta di elettorato che non è stata
mobilitata dai meme o da paure irrazionali, ma da un'organizzazione
profondamente radicata sia nei sestieri del capoluogo sia nei quartieri
e nei paesi di Terraferma; un'organizzazione che ha lanciato un progetto
politico a partire dalla scelta del candidato del centro destra.
Il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, è il più giovane sindaco
della città lagunare. È stato eletto da una coalizione di centro destra
ed è un politico di lungo corso. Come ci informa Wikipedia, ha una
formazione in diritto pubblico e diritto amministrativo ed inizia la sua
carriera elettorale candidandosi alle elezioni comunali del 2010 nella
lista dell'Unione di Centro a sostegno del candidato di centrosinistra
Giorgio Orsoni, venendo eletto consigliere comunale all'età di 22 anni e
diventando anche capogruppo. Alle elezioni europee del 2014 viene
candidato per la lista Nuovo Centrodestra - Unione di Centro, ottenendo
8949 preferenze, ma senza risultare eletto. Nelle comunali del 2015 si
candida con la lista Brugnaro nella coalizione di centrodestra, venendo
eletto con 957 preferenze ed è nominato lo stesso anno dal neo-sindaco
come assessore alla coesione sociale, al lavoro, alle infrastrutture e
allo sviluppo economico della giunta comunale. Viene rieletto per un
terzo mandato in consiglio comunale nelle elezioni comunali del 2020,
riconfermando anche la stessa carica di assessore, a cui si aggiungono
le deleghe al turismo e alle politiche della residenza.
Si tratta evidentemente di una rottura nella continuità: oltre che dalla
scadenza dei due mandati, la giunta Brugnaro è stata al centro di
polemiche politiche e di vicende giudiziarie. Il nuovo sindaco ha una
storia personale che lo colloca in un'area politica fortemente segnata
dall'influenza clericale, come dimostrano le candidature con l'UDC e il
Nuovo Centro, ma altrettanto chiaramente orientata verso il centro
destra e organico alla precedente amministrazione. Le deleghe ricevute
come assessore da Venturini (coesione sociale, turismo e politiche di
residenza) lo portano ad incrociare gli interessi e le politiche della
Curia veneziana.
Non ho certo gli strumenti per individuare le cause dei fenomeni su cui
si scornano commentatori più esperti di me, ma mi permetto di avanzare
l'ipotesi che dietro l'elezione di Venturini ci sia un impegno non
comune del Patriarcato di Venezia, impegno che ha dato un carattere meno
fascista alla coalizione del nuovo sindaco, operazione favorita anche
dal fatto che la presidente del consiglio non si è esposta andando a
Venezia a sostenere il candidato del centro destra. Del resto, il
risultato politico ottenuto dalla Chiesa all'inizio della giunta
Brugnaro, con il ritiro dagli asli nido e dalle scuole dell'infanzia
comunali dei libri contenenti fiabe che mostravano nuclei familiari
omogenitoriali ha avuto risonanza mondiale, e non si può rischiare di
gettare tutto alle ortiche permettendo che sia eletto sindaco un
candidato come Martella che non si è nemmeno sposato in chiesa!
Nell'omelia tenuta il 24 maggio, primo giorno delle elezioni, il
Patriarca di Venezia ha affermato che "la contrapposizione tra Babele
(dove c'è un'unica lingua che diventa incomprensibile) e la Pentecoste
(dove i molti e diversi linguaggi sono compresi) è il cuore del mistero
dell'unità.
A Babele l'orgoglio umano tenta di costruire l'unità imponendo un'unica
lingua e un'unica organizzazione. Il risultato è la confusione,
l'incomprensione e la dispersione. A Gerusalemme e nella Pentecoste lo
Spirito Santo scende e unisce gli uomini. Non cancella le diversità, ma
le valorizza: parlando lingue diverse, tutti si comprendono nell'unico
messaggio di Cristo. È l'unione nell'amore e nella differenza."
La Chiesa è abituata a parlare per allusioni, allegorie, minacce velate
che sono difficilmente interpretabili, comunque mi sembra possibile
interpretare il riferimento di Babele alla coalizione che rifiuta
l'egemonia dello Spirito Santo, mentre nella coalizione di centro destra
è ravvisabile la Gerusalemme in cui, pur nella diversità, le varie
componenti si comprendono grazie al messaggio di Cristo. Va da sé che
l'interprete autentico, sia dello Spirito Santo che del messaggio di
Cristo, è la Chiesa cattolica.
Se questa interpretazione è realistica, è meglio gettare alle ortiche
ogni illusione su un presunto ruolo progressista della Chiesa: la
gerarchia cattolica, come ogni gerarchia religiosa, si conferma custode
gelosa della tradizione, sia in campo religioso che in campo sociale e,
nonostante le prediche accattivanti, non può che militare nel campo
della conservazione e della reazione. Dalla vicenda di Venezia si
possono anche trarre indicazioni per le prossime elezioni: se il campo
largo vuole governare, deve adattare il suo programma al magistero del
vicario di Pietro, che si può riassumere nella raccomandazione alle
classi sfruttate di garantire ai privilegiati il paradiso in terra, in
cambio, un domani, del paradiso in cielo. Siamo sempre alla politica dei
due tempi!
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/ce-chi-vede-e-provvede-elezioni-amministrative-a-venezia/
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