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(it) Spaine, Regeneracion - Casi isolati? Terrorismo di estrema destra di LIZA (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 19 Jul 2026 07:19:27 +0300


Episodio 1: Cain Clark e Caleb Vazquez - Gli attentatori delle moschee di San Diego --- Introduzione ai casi isolati? ---- Qualche tempo fa ho scritto un articolo intitolato "La modernizzazione dell'estrema destra" (Parte 1 e Parte 2), disponibile - agli eventi di Liza - in formato fanzine insieme a una guida grafica per identificare i simboli dell'estrema destra, in cui cercavo di spiegare come certi processi di radicalizzazione non avvengano più esclusivamente attraverso partiti, organizzazioni formali o ideologie chiuse. Una parte della violenza estremista contemporanea circola in spazi più diffusi: forum, server privati, canali, account anonimi, meme, manifesti riciclati e comunità online dove i giovani isolati imparano a interpretare la violenza come espressione della propria identità.

Indice
Introduzione ai casi isolati?
L'attentato
Manifesti e imitatori
"Ongezellig" e nicchie culturali
Prossimo episodio

Questa serie, "Casi isolati?", è stata creata per analizzare specifici attacchi che, partendo da iniziative online, si sono trasformati in aggressioni fisiche. L'obiettivo non è quello di mettere al centro dell'attenzione gli autori di questi attacchi, bensì di individuare schemi ricorrenti: simboli condivisi, riferimenti incrociati, estetiche simili, fascinazione per precedenti attentatori e desiderio di riconoscimento all'interno di comunità estremiste. Quando diversi casi condividono linguaggio, codici e modalità di presentazione al mondo, la questione non è più semplicemente se si tratti di episodi isolati, ma piuttosto cosa li accomuni.

Il termine che sta emergendo con sempre maggiore frequenza è "Estremismo Violento Nichilista", o NVE. In casi come quello di San Diego, non descrive una totale assenza di ideologia, bensì un mix frammentato di neonazismo, supremazia bianca, islamofobia, antisemitismo, misoginia, accelerazionismo e cultura digitale di nicchia. Si tratta di un estremismo memetico, instabile e difficile da individuare se analizzato esclusivamente con le categorie tradizionali.

L'attacco
Il 18 maggio 2026, il diciassettenne Cain Clark e il diciottenne Caleb Vazquez attaccarono il Centro Islamico di San Diego. Le autorità li identificarono come sospetti della sparatoria e indagarono sul caso come possibile crimine d'odio. Secondo le prime ricostruzioni, entrambi nutrivano ostilità nei confronti di diversi gruppi religiosi e razziali.

Prima dell'attacco, c'era stato un segnale d'allarme. La madre di uno dei sospettati aveva chiamato la polizia per denunciare la scomparsa del figlio, il rischio che potesse suicidarsi, la mancanza di armi e il fatto che avesse preso un veicolo. Aveva anche segnalato la possibile presenza di un altro giovane. Ore dopo, erano arrivate chiamate di emergenza dal centro islamico.

Le vittime erano Amin Abdullah, una guardia di sicurezza del centro; Nader Awad, un residente locale la cui moglie lavorava nella scuola annessa al complesso; e Mansour Kaziha, uno dei membri più anziani e assidui della moschea. Abdullah, padre di otto figli, è stato identificato dalla polizia come una figura chiave nell'attivazione della risposta iniziale e nel permettere agli altri di mettersi al riparo. Quel giorno la scuola era aperta nel complesso, con circa 140 studenti presenti.

Secondo le autorità, Clark e Vazquez si sono conosciuti online e in seguito hanno scoperto di vivere nella stessa zona. Questa transizione da una connessione digitale a un incontro fisico è fondamentale per il caso. Le indagini hanno portato al ritrovamento di scritti, dispositivi e materiali associati all'attacco, tra cui un manifesto di 75 pagine attribuito a entrambi i giovani e un video che ha circolato online.

Manifesti e imitatori
Lo schema è chiaro: manifesto, registrazione, simbolismo, riferimenti ad aggressori precedenti e il desiderio di lasciare un segno digitale. In questo tipo di violenza, questi elementi non funzionano solo come espressione personale. Sono anche rivolti a un pubblico specifico: utenti che comprendono i codici, archiviano i materiali e li incorporano in una catena di imitazioni.

Il manifesto attribuito a Clark e Vazquez conteneva razzismo, islamofobia, antisemitismo, supremazia bianca e riferimenti alla teoria complottista della "Grande Sostituzione". Più che un testo originale, seguiva uno schema già visto in altri attentati. Brenton Tarrant occupa un posto centrale in questa cultura dell'imitazione.

Dopo Christchurch, altri attentatori hanno copiato parte del suo modello. Payton Gendron ha adattato quella formula per una generazione più giovane, plasmata da forum, meme, grafica, documentazione ossessiva e consumo costante di propaganda. Gli schemi osservati in queste situazioni includono:

il "Sonnenrad",
scrivere di armi,
estetica militarizzata
registrare l'attacco.
Anche la messa in scena faceva parte del messaggio. I resoconti menzionano abiti mimetici, simboli neonazisti e suprematisti bianchi, messaggi scritti sulle armi e l'intenzione di filmare l'attacco. Questi elementi ricordano un repertorio visivo utilizzato da altri attentatori. Compaiono anche riferimenti all'accelerazionismo militante e a gruppi come "Atomwaffen Division", un movimento neonazista che propugnava la violenza decentralizzata come mezzo per accelerare il collasso sociale.

«Ongezellig» e nicchie culturali
Uno degli elementi più distintivi del caso è la presenza di "Ongezellig", una serie animata olandese indipendente creata dallo Studio Massa. Nel materiale attribuito agli attentatori, la serie non appare come un riferimento casuale, ma piuttosto come parte di un'identità subculturale. I suoi personaggi e i suoi meme sono stati reinterpretati in ambienti nazionalisti, incel, doomer e legati alle sette degli autori di sparatorie nelle scuole. La serie non spiega l'attentato, ma aiuta a comprendere l'ecosistema culturale in cui si muovevano questi giovani: imageboard, umorismo nichilista, rifiuto del mainstream e appropriazione di personaggi altrui come codici interni.

Il caso è stato interpretato anche in relazione agli ambienti associati a The Com e 764. Questi nomi non designano un'unica organizzazione, bensì reti e sottoculture sovrapposte in cui possono intersecarsi adescamento, sfruttamento, ricatto, culti di assassini, satanismo estetico, neonazismo, autolesionismo e pressione dei pari. San Diego rappresenta un ulteriore caso di radicalizzazione giovanile online, accesso alle armi, odio religioso e razziale, glorificazione di assassini, appropriazione di meme e possibile contatto con sottoculture NVE. L'interpretazione più utile non è quella di scegliere tra "neonazismo" e "nichilismo", ma di comprendere come entrambe le dimensioni possano sovrapporsi. L'ideologia fornisce nemici, simboli e giustificazioni. Il nichilismo e l'accelerazionismo contribuiscono al disprezzo per la vita, al fascino per il male e al desiderio di collasso.

Prossimo episodio
Nel prossimo episodio, ci spostiamo in Norvegia, nel 2011. Lì emerge una figura che molti attentatori successivi avrebbero studiato, imitato o cercato di superare: Anders Behring Breivik. Per capire come una strage possa diventare un punto di riferimento, dobbiamo tornare a quell'estate. E a un manifesto che non è rimasto sepolto con le sue vittime.

Don Diego de la Vega, militante di Liza.

https://regeneracionlibertaria.org/2026/07/12/casos-aislados-terrorismo-ultra/
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