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(it) France, UCL AL #371 - Cultura - Vedi Raoul Peck: Orwell, 2+2=5 (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 24 Jun 2026 08:09:39 +0300
"Una raccolta di assurdità bolsceviche e marxiste", così una recensione
online riassume l'ultimo film di Raoul Peck. Abbastanza per stuzzicare
la curiosità! Soprattutto considerando che il regista si è distinto in
passato sia nella narrativa - in particolare con *Il giovane Karl Marx*
- sia nel documentario, con *I Am Not Your Negro* su James Baldwin e la
miniserie *Exterminate All the Brutes* sulla colonizzazione e il genocidio.
Qui ritroviamo una tecnica cara a Raoul Peck: il ritratto. In questo
caso, si tratta di un ritratto di George Orwell, con l'intento
dichiarato di evidenziare le sue riflessioni politiche e offrire
un'interpretazione antiautoritaria e antifascista del suo romanzo
*1984*, spesso citato dall'estrema destra negli ultimi anni. Il film
presenta i primi anni di Orwell, puro prodotto della borghesia coloniale
inglese, nato in India, prima di frequentare il prestigioso Eton College
e poi prestare servizio per cinque anni nella Polizia Imperiale in
Birmania. Questa introduzione è forse la parte migliore del film: mette
in luce il processo di pensiero di un uomo che ha sperimentato in prima
persona la macchina imperialista partecipandovi, la sua analisi
materialistica del colonialismo e come i principali beneficiari di un
sistema di sfruttamento possano anche scegliere di ribellarsi ad esso.
Ma dopo questo successo iniziale, il film si impantana rapidamente,
soffermandosi a lungo sugli ultimi anni dell'autore, durante i quali
scrisse il suo ultimo romanzo, 1984. Il regista vuole tracciare
parallelismi tra il libro e il mondo contemporaneo. Si poteva temere che
l'operazione risultasse goffa. E lo è. Perso nell'ebbrezza di un
montaggio altrimenti virtuoso, il film finisce per confondere tutto,
mettendo sullo stesso piano tutte le forme di autoritarismo, tutte le
folle e tutte le morti. Il diluvio di immagini diventa rapidamente
frenetico, passando da una situazione all'altra senza transizioni né
spiegazioni, e non esitando mai a ricorrere a immagini scioccanti. Il
risultato è una dimostrazione vorticosa, seppur caotica, con molti
elementi discutibili, come l'insistenza pesante nell'applicare ovunque
il concetto di Neolingua e l'uso di immagini generate dall'intelligenza
artificiale: certamente con l'intento di denunciarne l'utilizzo, ma era
una ragione valida per impiegarle? Si ha la sensazione di trovarsi di
fronte a un regista brillante il cui messaggio è stato completamente
sacrificato allo stile. Se ci si aspettava di trovare una risposta alla
confusa appropriazione di Orwell da parte dell'estrema destra, ci si
trova invece di fronte a una visione altrettanto confusa, ma che si
dichiara di segno opposto.
Uscendo dal cinema, rimane una domanda: qual è il pubblico di
riferimento? I suoi pregiudizi sono così marcati che si comprende come
uno spettatore di destra, anche moderato, possa vedervi solo
"assurdità". Al contrario, per chi è impegnato in lotte sociali, è
difficile uscire dalla sala senza avere la sensazione di aver assistito
a una lunga dimostrazione di ovvietà, tanto entusiasta quanto futile.
Soprattutto perché il film non offre alcuno strumento per sfuggire al
torpore in cui ci immerge, limitandosi a invocare la fiducia in coloro
che presumibilmente non rinunceranno alla propria "moralità": difficile
da credere dopo decine di minuti di immagini di folle fasciste
incatenate l'una all'altra in modo quasi stroboscopico. Ciò che rimane è
un film la cui vaga e generalizzata denuncia del mondo moderno piacerà
sicuramente alla "sinistra telugu", che può accontentarsi di sentirsi
dalla "parte giusta della storia", e che potrebbe trovare riscontro in
alcuni individui confusi, non ancora assoggettati alla retorica
conservatrice. Ma per il resto, è difficile uscire dalla sala senza la
spiacevole sensazione di aver passato due ore a sentirsi dire che 2+2
non fa 5. È dubbio che la dimostrazione dovesse essere così lunga.
N. Bartosek (UCL Alsazia)
Raoul Peck, Orwell: 2+2=5, uscito nelle sale il 25 febbraio 2026, 120
minuti.
https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Voir-Raoul-Peck-Orwell-2-2-5
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(it) Germany, Dortmund, AGDo: Proiezione e discussione del film - Senza capi (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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