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(it) Brazil, Capixaba, FACA: Vita precaria, pugno alzato: organizzarsi o morire. (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 10 Jun 2026 07:41:16 +0300
Basta. Basta aspettare il salvatore in giacca e cravatta, il sindacato
mano nella mano con il capo, il politico che ci darà una mano mentre
l'altro ci pugnala alle spalle. Basta guardare, lamentarsi, condividere
articoli d'opinione e pensare che questa sia una lotta. La passività è
il nostro vero carnefice. È la saliva che lubrifica la ghigliottina.
---- Guardatevi intorno. La precarietà non è un caso, è un progetto. Il
vostro stipendio che non basta nemmeno per la carne, l'affitto che vi
divora tre quarti del mese, la vostra vita scambiata per briciole e un
certificato di burnout: tutto orchestrato. Le guerre non sono la follia
di pochi: sono affari. Ogni bomba che esplode lontano è finanziata dalle
stesse banche che vi negano il credito, dagli stessi fondi che comprano
i vostri debiti, dagli stessi governi che ci definiscono una "minaccia"
quando alziamo bandiera nera.
E la decadenza borghese? Guardate lo spettacolo. Celebrità che vendono
l'ansia come stile di vita, influencer che predicano la resilienza a chi
non ha niente da mangiare, una cultura che trasforma la disperazione in
intrattenimento. Il nemico non è solo in fabbrica, in caserma o a
palazzo. È dentro le nostre teste quando crediamo che "non ci sia via
d'uscita", che "le cose stiano così e basta", che il massimo che
possiamo fare sia votare e pregare.
Bugie.
La risposta non verrà dall'alto. Non è mai venuta. Verrà da noi, dai
nostri pugni sudati, dalle nostre schiene doloranti, dalle nostre notti
insonni passate a cucire teloni per le barricate o a stampare volantini
nella tipografia dei compagni, rischiando la vita. La risposta è la
lotta. E la lotta senza organizzazione è uno spasmo.
Pertanto, per il Primo Maggio 2026, non voglio vedere bandiere
istituzionali issate da burocrati in cravatta. Voglio vedere assemblee
di quartiere, picchetti davanti ai magazzini ancora in funzione, uno
sciopero generale che inizi alle 6 del mattino. Voglio vedere il lavoro
fermato, la produzione interrotta, il silenzio assordante delle macchine
che si zittiscono solo quando glielo ordiniamo. Voglio vedere i
lavoratori precari - autisti delle consegne, lavoratori in outsourcing,
lavoratori intermittenti, i "senza diritti" - scoprire che il potere
risiede nelle strade, non nelle app.
L'organizzazione non è burocrazia. È riconoscere il compagno al tuo
fianco, sapere di chi fidarsi quando cade il gas lacrimogeno. È avere un
piano, un fondo di resistenza, una tipografia, un telegrafo umano. È
imparare da chi ci ha preceduto - gli anarchici caduti nelle fabbriche,
nei campi, nelle guerre civili - e applicare questi insegnamenti al
nostro tempo. Il nemico ha l'intelligenza artificiale e i satelliti. Noi
abbiamo ciò che loro non avranno mai: la certezza che la terra
appartiene a coloro che la calpestano con i loro piedi e il loro sudore.
1° maggio 2026: fermiamo il mondo. Non con richieste, non con petizioni,
non con marce leggere autorizzate dal municipio. Fermiamo tutto questo
con l'azione diretta. Il giorno in cui nessun camion circolerà, nessun
rifiuto verrà raccolto, nessuna lezione si terrà, nessun piatto verrà
lavato nei ristoranti. Il giorno in cui la borghesia guarderà fuori
dalla finestra e sentirà il silenzio della produzione ferma - il rumore
più terrificante che esista per chi vive di sfruttamento.
La precarietà della vita vince solo quando accettiamo le briciole in
cambio della pace. Le guerre continuano solo finché la classe operaia si
uccide a vicenda per delle piccole bandiere. La decadenza è sopportabile
solo finché ci anestetizziamo con il consumismo e la futilità.
Il nostro grido non è per l'"inclusione" nel sistema. Il nostro grido è
per la fine del sistema.
Organizzatevi o sarete annientati. Combattete o marcite.
Il 1° maggio 2026, la terra tremerà. E non sarà un terremoto. Saranno i
nostri stivali sull'asfalto.
Vite precarie, non un minuto di più di passività. In piazza, compagni.
Il futuro non aspetta, si fa strada.
Liberto Herrera.
Fonte:
https://libertoherrera.noblogs.org/2026/04/27/vida-precaria-punho-erguido-organizar-ou-morrer/
Riproduciamo il testo pubblicato dal compagno Liberto Herrera sul suo
sito web, in occasione del 1° maggio 2026.
https://federacaocapixaba.noblogs.org/post/2026/04/29/vida-precaria-punho-erguido-organizar-ou-morrer/
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(it) US, BRRN: Dichiarazione: Primo Maggio 2026 (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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