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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #36-25 - L'ospedale va alla guerra. Sanità militarizzata in Italia, Francia e Germania (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 20 Jan 2026 07:11:51 +0200
"Quando chi sta in alto parla di pace la gente comune sa che ci sara' la
guerra. Quando chi sta in alto maledice la guerra le cartoline precetto
sono gia' compilate." - Bertolt Brecht ---- Dopo la Francia e la
Germania anche l'Italia si attrezza per preparare gli ospedali alla
guerra, con un apposito decreto (che attua il Dlgs 134/2004 a sua volta
in attuazione della direttiva europea 2022/2557) è stato istituito,
presso il Ministero della salute, un tavolo permanente composto da dieci
membri che si riunirà periodicamente per definire una strategia
nazionale di risposta sanitaria nell'ipotesi di una guerra. Il piano
prevede di coordinare la preparazione nella gestione di emergenze
sanitarie su vasta scala, in vista di ipotetici scenari di guerra
generalizzata in Europa, anche di fronte a scenari di eventi CRBN
(chimici, radiologici, biologici e nucleari). Il piano si integra con le
direttive europee e con gli obblighi derivanti dal Trattato Nato, in
particolare in caso di attivazione degli articoli 3 e 5 (l'art. 5
prevede la mutua difesa in caso di aggressione a uno Stato membro).
Il piano che dovrebbe svilupparsi attraverso tre fasi: smistamento verso
ospedali civili e militari, rientro e riabilitazione dei militari
guariti, presenta ancora diversi nodi da sciogliere a partire dal
definire i ruoli e le responsabilità di ministeri, regioni, protezione
civile, difesa, enti locali civili e militari.
L'elenco continua su come rafforzare la collaborazione fra sanità civile
e medico militare, come definire le catene di comando in situazioni
estreme, come attivare le esercitazioni di addestramento congiunte e i
percorsi formativi per preparare il personale ad affrontare traumi di
guerra, grandi evacuazioni, come dovranno essere i collegamenti con
ospedali da campo e strutture esterne (si ventila di istituire
postazioni mediche vicino a porti e aeroporti, per facilitare
l'assistenza e il successivo rimpatrio dei feriti) cosi come e dove
dovranno essere reperiti i fondi straordinari e l'adeguamento delle
infrastrutture, i sistemi antibomba, i reparti CRBN, i presidi mobili, etc.
I nodi restano numerosi e proprio su questi sono cominciate ad emergere
prese di posizioni che invece di rigettare tale progetto, partoriscono
proposte che vanno a legittimare progetti criminali e guerrafondai.
Quello che emerge con chiarezza, anche sulla base di quanto la Germania
e la Francia hanno messo già in campo, viene sintetizzato attraverso il
piano sanitario di guerra francese che ridefinisce il concetto stesso di
ospedale civile, non più luogo di cura, ma anche di "infrastruttura
strategica di sicurezza" nazionale.
La sanità pubblica da anni deve affrontare il continuo attacco verso una
privatizzazione sempre più selvaggia, da anni si tagliano fondi, posti
letto e personale sanitario, invece di rafforzare davvero il sistema
sanitario in grave sofferenza, si invoca la necessità di approntare
ospedali da guerra, militarizzare gli operatori sanitari e predisporre
protocolli per scenari da conflitto mondiale.
Cosa c'è dietro alla militarizzazione preventiva delle strutture
sanitarie europee?
Non si tratta di prepararsi a gestire eventuali emergenze sanitarie, la
verità è che siamo di fronte a future guerre delle potenze imperialiste
nell'intento di difendere i loro interessi minacciati dalla crescente
crisi del sistema capitalista, scaricando sui lavoratori, sulle
lavoratrici e i popoli di tutto mondo guerre, miseria e oppressione.
Le stesse epidemie, le catastrofi naturali e i disastri ambientali, sono
direttamente il prodotto della carica distruttiva di questo sistema
economico, che ha come unico scopo la ricerca del profitto che si
riversa contro i bisogni e la vita delle masse popolari, contro la
società e l'ambiente.
Gli imperialisti da sempre fanno carta straccia delle loro stesse leggi,
per esempio l'art. 5 della Nato al quale oggi si fa riferimento per
militarizzare i sistemi sanitari europei, è stato violato per
giustificare la guerra in Jugoslavia nel 1990.
Di fronte alla crescente militarizzazione che sempre di più investe
settori come la scuola, i trasporti, la sanità come segnale non solo di
tendenza alla guerra ma di tentativo coercitivo di reclutare settori di
lavoratori e lavoratrici alla logica della guerra, la strada da
percorrere e già stata indicata: unirsi a quanti oggi stanno sviluppando
mobilitazione, organizzazione e forme di solidarietà contro lo
sfruttamento, l'oppressione e la repressione.
Gina De Angeli operatrice sanitaria in pensione
https://umanitanova.org/lospedale-va-alla-guerra-sanita-militarizzata-in-italia-francia-e-germania/
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(en) France, UCL AL #366 - Antipatriarchy - Sixth World March of Women: "We resist to live, we fight to transform!" (ca, de, fr, it, pt, tr)[machine translation]
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(it) France, Comunicato stampa UCL - Attacco antisemita in Australia: uniamoci contro ogni forma di razzismo! (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
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