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(it) Usi Liguria: sul 12 dicembre

Date Fri, 28 Nov 2008 07:20:04 +0100



12 DICEMBRE
SCIOPERO GENERALE
Non è facile per chi, come noi, crede nel valore della conflittualità
tra lavoro e capitale e la considera come una leva per scalzare il
dominio di classe e lo sfruttamento, pronunciarsi su uno sciopero come
quello proclamato dalla CGIL per il prossimo 12 dicembre su una
piattaforma debole e ambigua e dettato da considerazioni di bottega
che nulla hanno a che spartire con il reale interesse dei lavoratori.
Ma siccome proprio i lavoratori, in questo momento, sono sottoposti ad
un attacco pesantissimo e concentrico su tutti i piani (dal salario,
alle condizioni di lavoro, ai servizi sociali) pensiamo sia necessario
intervenire con estrema chiarezza prospettando, per quella giornata,
una mobilitazione radicale, conflittuale e più ampia possibile.
1) In questo momento per la CGIL c'è un serio problema di collocazione
rispetto al tavolo della concertazione tra parti sociali e quindi di
mantenimento del potere acquisito. Il governo, insieme a CISL e UIL e
grazie all'ingresso nella contrattazione nazionale della post-fascista
UGL, sta tentando di portare a termine il proprio disegno: spaccare la
triplice confederale, spostare ulteriormente a destra l'asse di
contrattazione e rompere una volta per tutte con i contratti nazionali
di lavoro.
2) In questa prospettiva la CGIL si impegna in prove di forza del
tutto schizofreniche: da una parte firma un protocollo di intesa che
fa riferimento all'inflazione "realisticamente prevedibile" e non a
quella reale (aprendo dunque il campo alla discrezionalità più totale
sul tetto agli aumenti) e dall'altra ha proclamato, il 7 novembre, lo
sciopero del pubblico impiego contro le stesse cose che aveva
sottoscritto.
3) Infatti la bozza di accordo per il P.I. (per ora sottoscritta per
ora da CISL, UIL, UGL e CONF.SAL) prevede per il biennio economico
2008-2009: nel 2008 solo la "vacanza contrattuale" e cioè 5 euro
mensili netti e, dal gennaio 2009, 70 euro lordi (di cui 10 da
destinare alla contrattazione aziendale), che non sono solo meno
dell'inflazione reale ma una vera e propria presa in giro permessa e
favorita dal protocollo sopra citato.
4) La stessa schizofrenia si era ben manifestata con la vertenza
Alitalia quando dopo un primo rifiuto cigiellino di firmare l'intesa
della cessione della compagnia alla CAI, Epifani e soci hanno poi
firmato tutto e di più, compreso l'accordo contrattuale che permette
alla nuova compagnia di procedere ad assunzioni individuali degli
ex-dipendenti Alitalia e che apre la strada a discriminazioni di ogni
sorta, a licenziamenti e all'affossamento dell'istituto della
contrattazione collettiva.
5) Non deve trarre in inganno nemmeno la partecipazione cigiellina
alla lotta anti-Gelmini, infatti sui problemi connessi (scuola e
precariato) in passato – all'ombra di governi "amici" - la CGIL non ha
mai dato molta importanza alla questione scuola e tanto meno a quella
del relativo precariato. Anche recentemente il buon Epifani ha
dichiarato che il problema deve essere affrontato agendo sulle
conseguenze (fornendo cioè ammortizzatori sociali ai precari espulsi
dal lavoro), ben guardandosi dal citare e attaccarne le cause (le
varie leggi che hanno portato alla proliferazione dei rapporti di
lavoro precari).
6) Ultimo, ma non meno importante, è il fatto che già in passato la
triplice confederale aveva manifestato sintomi di scollamento (se non
scricchiolii di rottura) su grandi scelte, con la CGIL arroccata a
"sinistra" e CISL e UIL pronte al "dialogo" con il governo. Basti
ricordare il "Patto per l'Italia" al tempo del precedente governo
Berlusconi, sottoscritto dalle ultime due e respinto dalla prima.
Sappiamo poi come è andata a finire: a tarallucci e vino e tutti
complici come prima.
7) Infine, nella strategia politicista (apparentemente schizofrenica,
in realtà doppiogiochista) della CGIL, oggi come ieri, i lavoratori
sono semplicemente massa di manovra e i loro veri problemi non sono
altro che una bandiera da agitare per recuperare un'immagine di
"sinistra" da svendere poi nei futuri compromessi.
8) Detto questo, nella considerazione dello sciopero generale del 12
dicembre occorre prendere in esame anche le posizioni del sindacalismo
di base. Quella che abbiamo definito polemicamente la "nuova triplice"
(CUB, Cobas, SdL) si presenta a favore dello sciopero, ma in ordine
sparso e frammentato. La CUB, che è l'organizzazione più grande,
sconta il dissociarsi di RdB, che ha anche emesso un duro comunicato
dove si condanna la storica propensione di Cobas e SdL (ex-SinCobas)
al codismo verso gli scioperi confederali, si denuncia l'atteggiamento
di SdL nella vertenza Alitalia (sia la firma per protocollo d'intesa,
sia l'atteggiamento nei confronti dello "sciopero selvaggio" di piloti
e assistenti di volo, promosso da aderenti alla CUB) e soprattutto si
attacca pesantemente il coordinatore nazionale della CUB accusato di
essere un voltagabbana, perché in passato assolutamente avverso alle
commistioni con i cigiellini.
9) Una situazione che nel complesso è, da un lato, penalizzante,
perché la maggioranza dei lavoratori non ha gli strumenti per
addentrarsi in queste dinamiche ed alchimie, né lo si può certo
pretendere da chi ha come massima preoccupazione immediata il degrado
delle proprie condizioni di vita e di lavoro. Promettente però da un
altro punto di vista perché storicamente i lavoratori si sono spesso
mossi sulla base di interessi che andavano al di là delle
organizzazioni che avevano promosso le mobilitazioni, quindi un vero
movimento di lotta potrebbe cominciare a manifestarsi in forme
radicali e spazzare via strumentalizzazioni, doppiogiochismi e
confusioni interessate.
10) In questo senso il 12 dicembre è un'occasione che non dobbiamo
perdere, perché siamo sicuramente quelli che hanno più a cuore
l'autonomia della classe lavoratrice e non abbiamo interessi di
parrocchia da difendere. Scendiamo dunque in piazza con la parte sana
del sindacalismo di base su un percorso e parole d'ordine generali
comuni - senza rinunciare alla nostra piattaforma - e con forme
condivise di mobilitazione.

I NOSTRI OBIETTIVI, OLTRE ALLA LOTTA CONTRO I RECENTI PROVVEDIMENTI
GOVERNATIVI (DALLA FINANZIARIA DI TREMONTI, AL DECRETO BRUNETTA E ALLA
"RIFORMA" GELMINI) SONO SEMPRE GLI STESSI:



- DIFESA DEI SALARI TRAMITE AUMENTI SGANCIATI DALLA
PRODUTTIVITA' E DALLO STRAORDINARIO

- DIFESA DELLE PENSIONI E GRATUITA' ED EFFICIENZA DELLA
SCUOLA E DEI SERVIZI SOCIALI

- SICUREZZA SUL LAVORO AFFIDATA AL CONTROLLO DIRETTO DEI
LAVORATORI E NON A LEGGI FANTASMA

- ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO PER TUTTI I LAVORATORI
PRECARI E IN NERO



Questa è la nostra piattaforma rivendicativa per lo:



SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE



MA TUTTO CIO' NON DEVE ESSERE DISGIUNTO DALLA PRESA DI COSCIENZA CHE
UN'ALTRA SOCIETA' E' POSSIBILE;

UNA SOCIETA' DOVE FINANZA E CRISI, PROFITTI E SPECULAZIONI,
SFRUTTAMENTO E MISERIA, RAZZISMO E DISCRIMINAZIONI, CAPITALISMO E
AUTORITA' NON ABBIANO CITTADINANZA;

UNA SOCIETA' DI LIBERI E UGUALI, FONDATA SU UNA ECONOMIA DEI
PRODUTTORI, SULLA SOLIDARIETA' E SUL MUTUO APPOGGIO.

CERTO OGGI PUO' SEMBRARE UTOPIA, MA SE LA CONSAPEVOLEZZA DELLA SUA
NECESSITA' SI ESTENDERA', GIA' DOMANI POTREBBE NON ESSERLO PIU'.



USI Liguria
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