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(it) Gruppo anarchico Carlo Cafiero: in ricordo di Benny

Date Fri, 28 Nov 2008 06:57:36 +0100



IN RICORDO DI BENNY
(a 31 anni dall'assassinio per mano fascista di Benedetto Petrone, il
28 Novembre 1977, ripubblichiamo un volantino dell'Organizzazione
Rivoluzionaria Anarchica di Bari, diffuso il 2 Dicembre 1977)

*******************************************************
Anche il silenzio è un modo di uccidere!

La morte del compagno Benedetto Petrone ha fatto rinascere nella
nostra città un movimento di lotta contro il fascismo e il suo tessuto
organizzativo, che ha riproposto a livello di massa i valori più
genuini della Resistenza, delle lotte antifasciste vissute come lotte
anticapitaliste, contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, per una
società senza classi.

Tale movimento ha ritrovato nella mobilitazione di massa e nell'azione
diretta, la giusta risposta militante al barbaro assassinio del
compagno Benedetto, avvenuto a distanza di soli due mesi
dall'assassinio di Walter Rossi a Roma.
Tale risposta di massa ha avuto l'immenso valore di sintetizzare delle
indicazioni politiche chiare:
1. la necessità di battere il fascismo con la mobilitazione e di massa;
2. la necessità di non delegare allo Stato e ai suoi organi
rappresentativi tale compito; non solo perché sino ad oggi per
trent'anni fascismo e Stato hanno vissuto a braccetto; non solo perché
i fascisti, anche a Bari, hanno avuto tutte le coperture possibili e
immaginabili, ma soprattutto perché gli operai, gli studenti, le
donne, i disoccupati non possono scindere le lotte contro il fascismo
da quelle contro la disoccupazione, contro l'emarginazione, contro il
lavoro nero, contro l'aumento dei prezzi, contro la repressione,
contro le leggi liberticide.
Ridicoli sono stati i tentativi di criminalizzare tale movimento
attraverso l'uso terroristico della stampa.
Solo chi ha voluto negare la realtà di questo movimento, ha avuto il
coraggio di parlare di pochi sparuti "gruppi di autonomi" durante
l'assalto alla Cisnal (azione spontanea e fatta da oltre mille
partecipanti): inoltre, per evitare l'espansione di questo movimento è
stato costretto ad organizzare in fretta e furia i funerali del
compagno.
A tale manovra la risposta l'hanno data i 10.000 compagni che nella
sera del 30 novembre sono sfilati per le vie della città.
Le iniziative prese dal movimento di lotta contro il tessuto
organizzativo dei fascisti sono inequivocabili e nello stesso tempo
hanno impedito che il clima di paura si potesse estendere ed isolare
il movimento, clima di paura creatosi nella città la sera di martedì:
• a causa dello scorazzare ingiustificato, in modo continuo, delle
vetture della polizia (in borghese e non) con le sirene spiegate;
• a causa delle notizie infondate che diffondevano i mezzi di
informazione borghesi ("calata di orde di autonomi da Bologna e Roma",
ecc.); degli "avvertimenti" che i poliziotti, in posizione di
avanscoperta ai vari capannelli sviluppatisi nella città, davano ai
negozianti ed ai venditori in alcuni mercati ("chiudete che ora stanno
arrivando i rossi: spaccheranno tutto!");
• a causa di azioni errate praticate su alcune automobili e alcuni
negozi di Via Sparano (spaccatura delle vetrine). Alcuni di questi
negozi, però, sono gestiti da finanziatori dei fascisti, anche se la
popolazione non li conosce ancora come tali.
L'azione del movimento di lotta, che la stampa ed i partiti hanno
tentato di presentare come azioni di teppisti, si è diretta contro il
tessuto organizzativo dei fascisti, colpendo le loro sedi
organizzative (Federazione Provinciale, in Via Piccinni, sede della
Cisnal, la famigerata Passaquindici, da dove continuamente sono
partite le squadre che picchiavano i giovani di sinistra); i loro
posti di ritrovo (Bar Esperia, Bar degli Amici, Casa della Panna);
negozi gestiti da noti squadristi e criminali (Al Kazar e Disco mix).
Sia chiaro che non si elimina il fascismo soltanto colpendone il
tessuto organizzativo, come ha fatto il movimento in questi giorni, ma
anche organizzandosi all'interno dei quartieri, con dei centri di
mobilitazione antifascista permanenti, che svolgono attività di
controinformazione, di vigilanza, togliendo ogni agibilità politica ai
fascisti, impedendo che possano utilizzare piazze e luoghi cittadini,
sia per radunarsi che per organizzarsi.
Solo in questo modo, Benedetto non è morto invano, e il suo ricordo
rimarrà sempre vivo, non solo tra i compagni che gli sono stati vicini
nelle lotte, ma tra tutti gli sfruttati che lottano e lotteranno per
la liberazione dell'uomo dallo sfruttamento e dall'oppressione.
La mobilitazione di questi giorni è un'importante tappa per giungere
all'obiettivo da tutti auspicato, di chiudere i covi fascisti, di
impedire che nelle scuole e nei quartieri possano continuare a
scorazzare seminando il panico tra i proletari e i giovani,
contribuendo alla crescita della coscienza politica e della
partecipazione diretta di tutti i proletari.

L'antifascismo non va delegato, perché la sua forza risiede nella
forza e nella capacità degli organismi di massa degli studenti, degli
operai, delle donne, dei disoccupati, di costruire e di portare avanti
un processo di trasformazione radicale della società, un processo di
costruzione di una società senza classi, autogestita ed egualitaria.

Gruppo Anarchico Carlo Cafiero - Bari
ga_cafiero_bari@autistici.org
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