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(it) Comidad, le news del 20 novembre 2008
Date
Wed, 19 Nov 2008 22:45:01 +0100
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario" e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
LA POLIZIA DI STATO AL TEMPO DELLA CLEPTOCRAZIA
Sulla sentenza di Genova, che ha mandato assolti i vertici della
polizia per le torture alla scuola Diaz, Gad Lerner ha commentato sul
suo blog domandandosi se non sarebbe stato meglio negare l'evidenza, e
presentare l'operato dei poliziotti come una legittima reazione al
terrorismo; dato che, in tal modo, si sarebbe almeno evitato di
scaricare "all'italiana" tutta la responsabilità sui funzionari
subalterni.
In realtà, la sentenza di Genova non è stata all'italiana, ma
all'americana, dato che ricalca in pieno lo schema già attuato nei
processi per le torture nel carcere di Abu Ghraib: anche in quel caso
tutta la colpa è stata circoscritta a dei subalterni, senza
coinvolgere le responsabilità degli alti gradi militari e
dell'amministrazione Bush, la quale, nello stesso periodo delle
sentenze, si adoperava sfacciatamente, e con successo, per rendere
ufficiale e legale la pratica della tortura negli USA.
Prima delle sentenze su Abu Ghraib, allora sì, si sarebbe adottata la
vera soluzione all'italiana, cioè la negazione dell'evidenza sino in
fondo, dato che, in questa circostanza, l'evidenza la si è negata,
eccome, ma soltanto per ciò che riguardava le responsabilità politiche
e dei vertici della polizia.
Anche se i fatti di Genova sono avvenuti qualche anno prima di quelli
di Abu Ghraib, le sentenze sono giunte dopo, e quindi si sono adeguate
a questo nuovo modello politico e comunicativo; un modello che prevede
sia la spettacolarizzazione mediatica delle torture, che diventano un
modo per attrarre consenso, sia l'abbandonare la manovalanza al suo
destino.
La novità non consiste perciò nelle torture e nei pestaggi a freddo -
che ci sono sempre stati -, ma nel consentire la circolazione di
immagini ed informazioni a riguardo, cosa che comporta una punizione
legale, per quanto mite e meramente simbolica, degli esecutori
materiali.
Non è affatto scontato che questo nuovo modello politico/comunicativo
sia stato tracciato lucidamente, ma può anche derivare dalle
caratteristiche tipiche delle oligarchie cleptocratiche,
caratteristiche che implicano una esasperazione esibizionistica della
mentalità gerarchica, un vero e proprio culto della disuguaglianza.
In altre parole, se da un lato si sancisce e si santifica l'impunità
propria e quella dei propri pari, dall'altro lato non si è disposti a
muovere un dito per difendere un proprio subalterno. Ciò che nella
vicenda di Genova è completamente mancato, addirittura saltato, è
infatti la vecchia tradizione dello spirito di corpo della polizia. I
poliziotti potevano ammazzarsi a vicenda - e lo facevano, e ancora lo
fanno, molto spesso -, ma una volta non si sarebbero mai mollati a
vicenda, ed un superiore si sarebbe comunque fatto in quattro per
tutelare un proprio sottoposto.
Le dichiarazioni del senatore Gasparri - esponente dell'ex AN,
tradizionale partito dei poliziotti -, dopo la sentenza di Genova
hanno quindi assunto un tono involontariamente patetico, poiché la
polizia non solo non è "uscita a testa alta" da tutta la vicenda, ma
ha offerto lo spettacolo penoso di una istituzione allo sbando. Lo
stesso Gasparri poi non ha speso una parola a favore dei poliziotti
subalterni condannati, per lasciarsi andare a dichiarazioni tronfie e
trionfali sulla caduta della "teoria del complotto", cioè sulla
assoluzione dei vertici della polizia, dimostrando così che quella era
la sua unica e vera preoccupazione.
Tutto ciò ricorda lo "stile Rumsfeld", che in Iraq lasciava l'esercito
senza equipaggiamento e senza servizi logistici, per versare tutti i
quattrini nelle casse di ditte di mercenari privati come la
Blackwater; oppure che nel 2006 non era disposto ad inviare neppure un
aereo per mettere in salvo i cittadini americani rimasti nel Libano
bombardato da Israele, ma arrivava ad offrirgli di prestargli il
denaro per fuggire solo in cambio di interessi da strozzo.
Si tratta di un potere criminale, il cui personale è composto da
criminali comuni, che si regge e si legittima esclusivamente sulla
criminalizzazione dei suoi sottoposti. Non sarebbe stato possibile
l'avvento di un personaggio abietto come Brunetta al Ministero della
Funzione Pubblica, senza la criminalizzazione preventiva degli
statali, attraverso anni di campagna mediatica guidata dagli articoli
di Pietro Ichino. Il risultato è che oggi abbiamo uno Stato che si
regge sulla criminalizzazione degli statali, e che progetta di
derubare i contribuenti attraverso l'appalto delle sue funzioni a
ditte private.
20 novembre 2008
da "Italiano" <italianovinc-A-alice.it>
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